lunedì 22 giugno 2009

Un matrimonio all'inglese di Stephan Elliott

Un film di Stephan Elliott Titolo originale Easy Virtue Con Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes, Kimberley Nixon, Katherine Parkinson, Kris Marshall, Christian Brassington, Charlotte Riley, Jim McManus, Pip Torrens. Da una commedia di Noel Coward Sceneggiatura: Stephan Elliott, Sheridan Jobbins. Musiche: Marius De Vries. Durata 96 min. - Gran Bretagna 2008, IMDb 6.7/10

Giulia

Larita, un'americana anticonformista campionessa di automobilismo, sposa il giovane John (Ben Barnes) dell'aristocratica famiglia Whittaker. Il ragazzo è da molto tempo atteso a casa dalla mamma che spera possa finalmente prendere le redini in mano della antica, ma molto indebitata villa di campagna: "Noi terremo il focolare acceso - dice alla figlia - fino a quando sua altezza non farà ritorno".
E sua altezza finalmente ritorna: è un telegramma ad annunciarlo, ma non sarà solo. Si è sposato, con una donna che non è certo quella che la mamma sperava: Sara, amica da sempre e figlia di un ricco possidente.

Del resto quando Larita arriva nei pressi della grande casa, e vede dove il suo maritino la sta portando, blocca la macchina e la tentazione è quella di fare dietro front, ma il suo giovane innamorato la dissuade. "Tutto fumo e niente arrosto" la tranquilliza, ma poi aggiunge: "A proposito, fumare non si può. Pare faccia appassire le azalee". Le dà un bacio e con questo tutto passa.

L'intera famiglia è quindi in attesa. "Sorridi" dice la mamma alla figlia che però dichiara di non averne voglia. Il padre, allora, le ricorda: "Sei inglese, mia cara. Quindi fingi".

Mrs Whittaker ha riposto tutte le speranze nel figlio perchè il marito, Jim (Colin Firth), è un uomo distrutto che non si è mai ripreso dalla guerra. Sta, ancora, facendo i conti con un’enorme sofferenza: ha combattuto nella prima guerra mondiale e ha perso tutti i suoi compagni. E' chiuso in se stesso, difficilmente parla o interviene nelle conversazioni, si sente "fuori" e non partecipa alla vita famigliare. Quando parla, però, ogni parola che dice è importante. Si porta dietro il classico senso di colpa dei sopravvissuti: "Sono l’unico uomo della mia età rimasto in questo villaggio’.

Le due figlie sono schierate con la mamma, ma è chiaro il loro senso di frustrazione.

Hilda (Kimberley Nixon) è una ragazza molto infantile e spesso molto irritante. La sua ossessione sono i ritagli di giornale. Capita spesso che per il padre leggere un giornale non sia un'impresa facile tra un buco ed un altro.
Sa, però, perfettamente chi sia Larita perchè ha visto le foto di quando ha vinto il Grand Prix di Monaco. Ecco perché il suo arrivo per lei è molto eccitante!

L’altra figlia è Marion (Katherine Parkinson) una ragazza molto religiosa, ma anche molto ipocrita. Rimane attratta da Larita, perchè tanto diversa e molto emancipata e perchè legge libri irriverenti, come "L’amante di Lady Chatterley", che anche lei divorerà voracemente.

Sono, quindi, tutti felici del ritorno di John, ma non altrettanto dell'arrivo della moglie ad eccezione del padre che sembra subito apprezzarla e, strano a dirsi, anche l'ex fidanzata di John entra subito in sintonia con lei.

John, non badando all'accoglienza freddina riservata alla moglie dalla madre, farà entrare Larita in modo trionfale nella casa, così come si addice ad una donna appena sposata. "Venere di Milo, ti presento la mia Venere di Detroit" dice, rivolgendosi alla statua dell'ingresso.

Non possiamo dimenticare un altro membro a tutti gli effetti della famiglia: la cagnolina che partecipa ad ogni vicenda dicendo la sua o pretendendo la sua parte.

Non farà una bella fine la poverina. Sarà schiacciata proprio da Larita per essersi messa comodamente seduta sul divano. Anche se forse un po' sadica, è una delle scene più esilaranti del film. Larita, appena si rende conto di essersi seduta su di lei, oltre ad essere molto dispiaciuta, non sa più cosa fare e finirà col seppellirla in tutta segretezza in giardino con la complicità del maggiordomo e del giardiniere che hanno nel frattempo imparato ad apprezzarla.

La famiglia Whittaker, anche se in modo diverso per ognuno dei componenti, ha subito le conseguenze della guerra. Forse la loro vita sarebbe stata molto diversa se non ci fosse stata.
Mrs. Whittaker (Kristin Scott Thomas) cerca disperatamente di aggrapparsi ad un mondo che non esiste più. Lei e la sua famiglia vivono in una casa che sta cadendo a pezzi, non hanno più soldi, ma non accettano di fare cambiamenti.
Larita si rende subito conto che Mrs. Whittaker non la vede di buon occhio e che non ne fa mistero. Inizierà una sorta di guerra di nervi tra le due donne.
La prima cosa che non gradisce Mrs. Whittaker è che Larita sia americana.
La seconda è che sia stata già sposata anche se il marito è morto. La terza che fumi.

La quarta che abbia un rapporto con la "servitù" più liberale del suo.

Ma ciò che meno tollera è che voglia andare ad abitare a Londra e non accetti di vivere nella sua stessa casa assogettandosi naturalmente alle sue regole consacrate dalla "tradizione". Insomma è una donna troppo libera, troppo allegra, per lei "troppo sfrontata". Inutili saranno gli sforzi di Larita di dialogare con lei: le distanze sono incolmabili.

Lo scontro tra la madre e la moglie è lo scontro tra due figure femminili (che incarnano due generazioni, due culture, due modi d’intendere la vita). Una tutta proiettata verso il futuro, l'altra avvinghiata ad un passato destinato a morire, ma da cui non si vuole emancipare (o non ce la fa).

Larita rappresenta il nuovo mondo che il vecchio disprezza perchè lo teme, ma è anche una giovane donna che suscita l’invidia e il rimpianto di una donna più anziana, che vede consumate tutte le sue chances. In mezzo sta John, l' oggetto conteso, giovane amante capace di leggerezza, ma figlio amato, unica possibilità per salvaguardare uno status che si sta sbriciolando. Dietro ci sta una vita non realizzata per l'allontanamento e forse il tradimento del marito dopo la guerra.

E alle sontuose cene di famiglia con gli amici di sempre la distanza si farà sentire anche nelle conversazioni più semplici:
"Tu monti vero?" le chiede la cognata
" Su navi, macchine o aerei?" le risponde Larita
"No, cavalli sciocchina".
"Ah, sì cavalli: secondo me hanno uno sterzo difettoso e freni inaffidabili".

E' chiaro che Mrs. Whittaker usi tutti i mezzi per vincere la sua battaglia. La freschezza, il dinamismo, la gioia di vivere che vede in Larita e in suo figlio sono insopportabili per chi si è rifugiata nelle sicurezze della tradizione perchè non ha saputo o non ha potuto costruirsi un vita vera.
Quando Larita entra in casa, in lei non vede solo un avversario che ha intenzione di rubarle il figlio, vede anche qualcuno che vive la vita che avrebbe potuto avere lei.

Larita accetta di stare qualche giorno in visita. Ma presto si accorge che questo tempo tende a dilatarsi sempre di più e sempre di più percepisce quanto lei sia lontana da quel modo di vivere. Il suo fidanzato vorrebbe che partecipasse di più, che giocasse a tennis con lui, ma lei preferisce leggere e appartarsi.

Pian piano si accorge di avere molto più in comune con Jim, il padre del suo sposo, che, pur nella sua amarezza e tristezza, in realtà nasconde una grande umanità. Anche lui non crede più a quel tipo di vita che ritiene falso e ipocrita. Sarà lui e non John a difenderla dagli attacchi sempre più feroci della moglie e delle figlie.

Larita si sente abbandonata dal marito che sottovaluta sempre le battute della madre e delle sorelle. "Sii te stessa - le dice - falle vivere sotto il tuo incantesimo".
E sarà se stessa.
Decide che Gran Bretagna ed America devon andare d'accordo e festeggerà quindi la festa del ringraziamento cucinando un tacchino.
Quando il maggiordomo andrà ad annunciare che "il pennuto" (tacchino) era pronto, Mrs. Whittaker chiederà allarmata: "quale pennuto, giovedi patate e cavoli.. Non ho dato disposizioni..."
e Larita risponderà tutta tranquilla "le ho date io".

Larita accetterà di partecipare alla caccia alla volpe anche se contraria. Si raduneranno tutti in pompa magna davanti alla villa e ci sarà anche lei.


Sempre bellissima e corteggiata spiccherà su tutte le altre. Quando la solleciteranno a salire sul cavallo lei, però, indugia. "Voglio dare un leggero vantaggio alla volpe" si scuserà.

Ha promesso e quindi parteciperà alla caccia. Non manca mai alle sue promesse. Lo farà però a modo suo. Cavalcherà un cavallo a motore.

Con lo scorrere dei giorni la situazione si farà, però, sempre più pesante ed insostenibile per lei.
In tutto il film si gioca fra le due donne una partita senza esclusione di colpi, dunque, in pieno stile inglese, con dialoghi serrati e pungenti. A far da sottofondo alla sfida ci sono grandi classici della musica del tempo (soprattutto il jazz, ma anche il tango o il can can), e diverse canzoni contemporane in salsa retrò composte da Marius De Vries, lo stesso compositore del film Moulin Rouge .
E con un tango si concluderà il film. La madre di John ha scoperto un passato di Larita di cui neanche il marito era a conoscenza: il suo ex era morto, ma non di cancro. Si era suicidato perchè malato e sarà la battaglia finale.
Larita rimarrà nella sua stanza a lungo proprio il giorno della festa tanto attesa.
Poi decide di partecipare, nonostante tutto, e si prepara.

Più bella ed elegante che mai scende quando ormai tutti pensano che non oserà comparire.

Chiede al marito di ballare con lei, quasi lo implora, ma John si rifiuta: ormai è dalla parte della mamma e forse Sara è tornata nei suoi pensieri.

Comincerà allora a ballare da sola un tango, ma Jim la guarda e si avvicina a lei: sarà lui il suo cavaliere.Le riprese del film, durate sette settimane e terminate alla fine di febbraio del 2008, sono state effettuate interamente in vere location situate nel Regno Unito: in magnifiche e maestose residenze, come Flintham Hall a Nottingham, Englefield House, vicino a Reading, nel Berkshire, e Wimpole Hall nel Cambridgeshire.
Il film è una commedia sofisticata che sa essere ironica e divertente, ma sa anche emozionare.
Molto brave sono tutti gli attori, in particolare le due attrici Jessica Biel e Kristin Scott Thomas.
Kristin Scott Thomas al principio era restia ad interpretare questo ruolo. Ma il regista ha saputo convincerla dicendole: "Ti renderò terribile! La prima settimana è stata piuttosto dura per lei, ma poi mi ha detto ‘sai una cosa, lo farò’ e poi ha iniziato a divertirsi molto. Credo che il momento più bello come regista sia stato quando le ho gridato ‘più strega Disney’ ed è scoppiata a ridere dicendo ‘ha detto proprio così?’"

Per quanto riguarda l'attrice Jessica Biel, il regista dice: “La cosa positiva di Jessica è che proprio come il suo personaggio anche lei era come un pesce fuor d’acqua. Non aveva mai fatto niente del genere fino ad ora e deve essere stato alquanto terrificante entrare in una stanza e trovarsi davanti Colin Firth e Kristin Scott Thomas e tutti gli altri, ma lei era molto tranquilla, e in effetti ad un certo punto mi sono chiesto cosa avessi fatto, ma Colin mi ha preso da parte e mi ha detto ‘spaccherà il video’!
“Jessica è incredibilmente spontanea, è come una tela bianca, non mi era mai capitato che un’attrice venisse a dirmi ‘In me non c’è un solo briciolo di cinismo, quindi dovrai insegnarmi tu come fare’. E’ totalmente incapace di parlar male di qualcuno e credetemi ho lavorato con attrici e attori che sono capaci eccome!"

2 commenti:

Solimano ha detto...

Giulia, il film l'ho visto e l'ho trovato gradevole, anche se non affonda i colpi come, ad esempio, "Gosford Park" di Robert Altman. Magnifici i luoghi in cui si svolge, ma il sapore è un po' da lieto fine obbligato. D'altra parte, Noel Coward non è Oscar Wilde, da cui sono stati tratti alcuni film notevolissimi perché il linguaggio di Oscar Wilde è impagabile.
Nel vedere il film, ho preso atto ancora una volta di come passa il tempo. Colin Firth... ero rimasto all'aspetto che aveva nel Valmont di Forman. Kristin Scott Thomas... ero rimasto a "Il paziente inglese", di cui l'attrice è uno dei pregi maggiori, molto sensuale benchè molto magra. Però sono sempre bravi entrambi, faranno benissimo parti diverse da quelle di anni fa.
Mentre Jessica Biel... ecco, piacerà molto, agli occhi di oggi, ma fa parte della categoria tutte belle tutte uguali (magari perché rifatte dalla stessa scuola di chirurghi). Faccio fatica a distinguerle l'una dall'altra, sembrano fatte con lo stampino. Stampino d'oro, ma sempre stampino.

Magnifiche le immagini che hai messo e perfettamente integrate (quasi fuse) col testo.

grazie Giulia e saludos
Solimano

giulia ha detto...

Solimano, concordo con te sul giudizio del film. E' gradevole e si vede volentieri.
Certo Gosford Park è tutta un'altra cosa. E' un film della mia lista....
Io trovo molto brava Kristin Scott Thomas, mi è piaciuto anche, ma meno Colin Firth.
Kristin Scott Thomas è un'attrice completa che sa entrare in diversi ruoli.
Jessica Biel mi è piaciuta, ma non credo che sia una grande attrice. Questo ruolo lo regge però bene.

Scegliere le immagini è un lavoro lungo, come ben sai, ma mi piace sempre di più.

Grazie
Giulia