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domenica 13 gennaio 2008

Le sirene nel cinema

John William Waterhouse: Mermaid (1901)
Laura
Chi non ha visto almeno un film la cui protagonista è una sirena? Parlo di sirene con tanto di coda. E belle, ovviamente, non certo come quelle in Harry Potter e il Calice di Fuoco contro le quali l'intrepido maghetto si batte per vincere l'ennesima prova. No, il giovane eroe non si tapperà le orecchie con la cera, ma manderà giù il solito salvifico intruglio che mamma J.K.Rowling ha prontamente inventato per lui.

Se è splendida come vuole il mito, si tratta di una creatura che rimbambisce gli uomini con le proprie fattezze e con i pensieri che insinua nelle loro menti senza aver poi tanto bisogno di cantare. E uno come Alan Bauer (Tom Hanks in Splash, una sirena a Manhattan) lo sa. Madison (Daryl Hannah) s'impegna alla svelta a masticare la lingua americana disimparando l'urlo agghiacciante degli abissi. Capisce che un bagno ristoratore nella vasca basta e avanza per reidratare le squame dell'imponente coda e che, lontano dall'acqua, è uno spasso andarsene in giro per la città con quel bel paio di gambe che scopre di avere.

Simbolo della sensualità e metafora del rapimento Madison riesce a convertire il suo Alan al regno di Nettuno. Un' altra sirena, Lenore, (un po' stagionata ma ugualmente bellissima, il film è del 1948) prova a trascinare il suo uomo nelle profondità marine: lei era l'attrice Ann Blyth, alle prese con William Powell in Mr. Peabody and the Mermaid. Normale che la moglie di questo signore con tanto di piscina dove Lenore sta attenta ad emergere solo col busto lo pianti lì per sempre. Ma Mr. Peabody... non poteva provare a nascondere Lenore nell'armadio?

Una sirena che si diverte ad essere tale grazie ad un costume che farebbe l'invidia di qualsiasi donna determinata a raccogliere il massimo dei consensi a una festa di Carnevale è sicuramente la signora Flax ( l'esuberante Cher, in Sirene.) La cosa divertente è che a darle filo da torcere stavolta è un uomo, Lou (Bob Hoskins), perché sarà anche pazzo d'amore ma non disposto a farsi mettere la coda laminata in testa. Ed ora posso anche dirlo: accetterei di tramutarmi in scoglio per cinque minuti in cambio di quel costume (anche se la foto non rende giustizia a tanto impegno manuale!)

E poi c'è Aquamarine (Sara Paxton), anche lei spazzata via dai mari dopo una tempesta e salvata dalla piscina di un residence dove sguazza, cercando di far innamorare il bagnino del posto grazie a Claire (Emma Roberts) e Hailey (Joanna Levesque), due ragazze che cercano di sistemarla con un essere umano per boicottare il matrimonio subacqueo che aveva combinato il padre con un giovane tritone. Chissà. Di certo so che la coda di Madison-Daryl Hannah è di gran lunga più bella. Potrebbe persino sembrare una creazione stravagante di J.P. Gautier! ( Eh, impressione e guizzi mentali a catena, questi, che certe code confezionate al computer, ahimè non regalano.)

Fa piacere notare che le sirene non sono sempre bionde con gli occhi azzurri. Oltre infatti ai sopra citati casi di more, la rossa più famosa di tutte (tolta quella di Copenaghen) è sicuramente La Sirenetta di Walt Disney, Ariel. Benché il granchio Sebastian, incaricato di sorvegliarla, le stia col fiato sul collo, non riesce a tenerla lontana da Eric. Stavolta sarà lei a diventare umana, sbarazzandosi della coda per sempre.
Sono magnificamente fulve le sirene di Waterhouse o di Smithers, con quella velata malinconia negli occhi, tutta nostra, mortale, che ogni volta mi cattura...


Collier Twenthyman Smithers: A Race with Mermaids and Tritons

Eppure, nei miei ricordi di bambina (e convinzione tuttora mantenuta) nessuna delle sirene di cui ho parlato in questo post riesce a rubarle la corona. Non mi perdevo un suo film e una volta finito, correvo in bagno a riempire la vasca per tuffarmici dentro e abbozzare le prime coreografie memorizzate che avrei rifinito nell'arco dell'ora seguente lasciando pozzanghere saponate a terra, ai margini della mia piscina immaginaria. Parlo di Esther Williams, la dea dei musical subacquei, una sirena senza coda e totalmente umana che sicuramente gli inquilini dell'Olimpo ci avrebbero invidiato. Poseidone in persona sarebbe stato tratto in inganno da tanta grazia e bellezza e forse, chi lo sa, mollato tridente e delfini avrebbe accettato di aprire una pescheria a costo di starle vicino.