Giuliano
Ho trovato questo film molto divertente, e penso che anche Polanski si sia divertito. Il soggetto viene da un romanzo di Arturo Perez Reverte, “Il club Dumas”, ed è una fantasia sul tema dell’amore per i libri (quelli antichi, soprattutto), mascherata sotto l’aspetto di un thriller con risvolti demoniaci.
Johnny Depp, un tantino improbabile ma come al solito bravissimo, è un libraio antiquario dai metodi un po’ sbrigativi, che si muove al confine tra il legale e l’illegale, tra la truffa e l’agire onesto. Ha una competenza sbalorditiva, ed è per questo che lo giudico un po’ improbabile: troppo giovane, e troppo atletico...
Riceve un compito impegnativo, da un cliente ricchissimo: al mondo esistono tre sole copie di un libro che permette di evocare il demonio, e lui le dovrà controllare tutte (il problema è che mai nessuno ci è riuscito...).
Non racconto nulla di più perché – anche se non c’è nulla di davvero sconvolgente – questo è pur sempre un thriller e come un thriller va seguito. Dirò solo che mi dispiace molto che vadano persi e bruciati tutti quei libri, nei frequenti roghi che costellano il film; ma si vede subito che è tutto uno scherzo, diavolacci compresi, anche se l’atmosfera è sempre serissima. Noto ancora che Polanski rifà la scena dell’orgia di “Eyes wide shut”: gli viene meglio che a Kubrick, ma lo fa divertendosi, con un finale calcio in culo e un fuggi fuggi generale di gente biotta. Bravissime e bellissime Lena Olin ed Emmanuelle Seigner, molto bravo Depp; ma per il ruolo del cattivo non ci siamo: qui ci voleva qualcuno come l’Orson Welles di “Mr.Arkadin”, e non Frank Langella, bravo ma un po’ troppo anonimo.
PS: C’è un altro film dove i libri preziosi fanno una brutta fine (ma almeno non bruciano) ed è “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”, diretto da François Dupeyron. Ne ho parlato qualche tempo fa, ed è qui in archivio: ovviamente, è un film diversissimo da questo di Polanski, ma questo particolare in comune un po’ mi inquieta.