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martedì 1 maggio 2007

Lassù qualcuno è impazzito

The Gods must be crazy di Jamie Uys (1980) Con Marius Weyers, Sandra Prinsloo, Nixau, Lou Verwey, Michael Thys, Nic De Jager Musica: John Boshoff Fotografia: Robert Lewis, Buster Reynolds (109 minuti) Rating IMDb: 6.8
Giuliano
Uno dei film più divertenti che io abbia mai visto, forse uno dei più belli di tutto il Novecento, si chiama "The Gods must be crazy" (Lassù qualcuno è impazzito) : risale al 1980 e lo ha diretto il sudafricano Jamie Uys. E' una "folle giornata" ambientata in Sudafrica, e al suo uscire ebbe molti premi e riconoscimenti, perché fa ridere e sa anche essere profondo e mai banale: qualità rare. Però mi accorgo che di Uys non so proprio niente, così faccio una piccola ricerca su internet. Purtroppo, scopro subito che il bravo regista sudafricano non è più con noi: era nato nel 1921 ed è scomparso già da dieci anni.
Ho rivisto il film proprio in questi giorni, e l'ho trovato ancora perfetto: i protagonisti principali sono boscimani ( due fratellini spettacolari e il loro meraviglioso papà ) , e con loro interagiscono bianchi cacciatori d'avorio, un soldato angolano e uno cubano, una manager d'assalto e un simpatico avventuriero. Uys è bravissimo a far recitare i due bambini, bravo come De Sica e come Comencini; in più, riesce nell'impresa di far recitare persino una iena (per tacere di lucertole e scorpioni, più qualche leone ed elefante).
Riesco a rivedere il film perché ebbi l'accortezza di registrarlo, una decina d’anni fa, dalla tv svizzera. Piace, e molto, a tutti quelli che l’hanno visto: però mi accorgo che quelli che lo hanno visto sono davvero pochi, e so che è inutile sperare in una replica tv o in una retrospettiva (magari notturna) sul lavoro del regista sudafricano. Perché ormai le cose vanno così: questo film è, nella migliore delle ipotesi, classificato ed etichettato come "cult", e perciò (se va bene) lo si può trovare sui canali tematici di nicchia, a pagamento. E' un peccato, perché non è un film “cult” ma un film per tutti, ma ormai le cose vanno così. Potete vedere una volta al mese Rambo e i film di Steven Seagal, o l'ennesima replica di Friends, ma alcune cose sono perdute per sempre, Chaplin e Fellini compresi. Chissà perché. Ci sarà pure un senso in tutto questo, ma devo ammettere che mi sfugge del tutto. (Porteremo pazienza, come al solito: in attesa del solito bonolis e del solito reality show...)