Visualizzazione post con etichetta Cleopatra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cleopatra. Mostra tutti i post

sabato 15 dicembre 2007

La moda nel cinema: Cleopatra

Cleopatra e il figlio Cesarione (tempio di Dendera, I sec. a.C.)


Roby
La Cleopatràs lussuriosa di cui parla Dante -il quale, secondo me, nasconde in tutte quelle ss il languore del suo desiderio- non poteva non ispirare anche il cinema, dopo aver ricevuto vita eterna grazie all'arte figurativa, alle biografie degli storici ed al teatro shakespeariano. Da tempo pensavo di parlarne qui, ma non sapevo decidere sotto quale etichetta collocarla: alla fine, ho scelto La moda, per dare un'occhiata d'insieme a come la regina d'Egitto più famosa di tutti i tempi sia stata vestita dal costumista di turno, nel corso delle sue innumerevoli trasposizioni sullo schermo.


Theda Bara (1917)

La sepolcrale Theda Bara, diva del cinema muto, indossa con sorprendente disinvoltura un'imbarazzante tenda di pizzo trasparente, con stelle a cinque punte nei luoghi strategici, appesa alle braccia ed al collo da strisce di passamaneria presumibilmente avanzata all'arredamento di scena. Cleopatra VII, l'originale, sarebbe morta dal ridere -senza bisogno di ricorrere all'aspide- di fronte ad una simile bardatura: ma ai tempi della Grande Guerra questa doveva essere un'immagine terribilmente osée.

Claudette Colbert (1934)

La dolce Claudette Colbert di Accadde una notte, invece, ammicca maliziosa e invitante sotto il copricapo dorato, fasciata in un completo quasi sado-maso con lacci sul davanti: tanto che fra le mani, al posto dello scettro-maracas, vedrei meglio una frusta di cuoio. Il pettorale col falco, invece, è perfetto: se ne trovano di molto simili anche nel tesoro di Tuthankamon.


Vivien Leigh (1945)


Meno a suo agio, vestita all'egiziana, la Rossella di Via col vento, benchè l'acconciatura elaborata e il doppio scettro sottile siano più vicini alla realtà storica di quel che abbiamo visto sinora. Forse all'altera Vivien mancano l'ampio cappello di paglia e la gonna a balze con cui passeggiava presso Tara, in un continente che ai tempi di Cleopatra non era stato ancora scoperto.: fatto sta che con quelle labbra strette e quel parruccone da emicrania in testa, sembra tutto fuorchè "in parte".

Liz Taylor (1963)

La più regale di tutte, la più nilotica, la più faraonica è -a mio avviso- la Taylor dello sfortunato colossal anni '60, che segnò l'inizio della sua love story con Burton. Il décolleté straripante dall'abito decisamente eccessivo, le spalle ricoperte da una profusione d'oro che su altre risulterebbe ridicola, gli occhi accentuati dal bistro che non riesce tuttavia a competere col loro celebre colore viola... Cleopatra è Liz, o Liz è Cleopatra? Ai poster l'ardua sentenza.



Leonor Varela (1999)

Fugace menzione per Leonor Varela, interprete di una miniserie trasmessa anni fa da Mediaset. Se non fosse per il bracciale a serpentina e per la fascia con l'ureo sulla fronte, la si potrebbe facilmente scambiare per una principessa araba, barbara o asiatica. Bella, s'intende: ma dov'è -anche nel tipo di abbigliamento scelto- il fascino e il magnetismo dell'ultima discendente dei Tolomei?



Monica Bellucci (2002)


Infine, la più casareccia fra tutte, la nostrana Bellucci di Asterix e Obelix: operazione Cleopatra, con la parrucca che ricorda una scopa rovesciata e l'improbabilissimo ciuffo di piume di pavone, più adatto alle Kessler di Studio Uno. Sebbene si tratti di un film comico, il suo mini-top arlecchinesco risulta francamente un po' da coatta, stile ferragosto a Ostia: la vera Cleopatra, in linea con gli usi del tempo, avrebbe preferito liberarsene, restando senza problemi a seno scoperto, come testimoniano pitture e iscrizioni all'interno di templi e piramidi. Al solito, noi non abbiamo inventato nulla, o quasi, neppure nella moda: e il topless, oggi relegato alle spiagge estive o ai calendari "artistici", più di duemila anni fa era raffinata prerogativa delle Regine del Nilo.




F.March, C.Colbert e C.B.DeMille in una pausa sul set (1934)