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venerdì 1 maggio 2009

Visitatori d'aprile


Solimano

Ecco la classifica dei dodici post attualmente presenti nel blog e più visitati nel mese di Aprile 2009.

Primo: Le sirene nel cinema con 2623 richieste per pagina. In marzo era al primo posto con 2782 richieste.

Secondo: Racconti incantati con 670 richieste. Il mese scorso non era in classifica: è un post pubblicato recentemente.

Terzo: Inkheart con 327 richieste. Il mese scorso era secondo con 657 richieste.

Quarto: La bella scontrosa (le coppie nel cinema) con 288 richieste. Il mese scorso non era in classifica.

Quinto: Candy Candy con 272 richieste. Il mese scorso era dodicesimo con 201 richieste.

Sesto: Sohie Marceau (ritratti di signore) con 248 richieste. Il mese scorso era ottavo con 225 richieste.

Settimo: Romeo e Giulietta con 201 richieste. Il mese scorso non era in classifica.

Ottavo: La felicità porta fortuna con 189 richieste. Il mese scorso non era in classifica.

Nono: Romeo e Giulietta (la scena del balcone) con 186 richieste. Il mese scorso era sesto con 325 richieste.

Decimo: La mandragola (i modi di vedere) con 175 richieste. Il mese scorso era undicesimo con 203 richieste.

Undicesimo: Lea Massari (ritratti di signore) con 172 richieste. Il mese scorso era decimo con 208 richieste.

Dodicesimo: Rosso come il cielo con 170 richieste. Il mese scorso non era in classifica.

Entrano in classifica Racconti incantati, La bella scontrosa, Romeo e Giulietta e Rosso come il cielo.

I post al disopra delle cento richieste sono stati 39 contro i 45 di marzo.

Ecco la classifica che tiene conto del numero delle richieste solo dei post con tempo di permanenza medio superiore al minuto.

Romeo e Giulietta: 201
La mandragola (i modi di vedere): 175
La cappella di Santa Cecilia a Bologna (fumetti 2008): 152
Lo specchio (1) (gli oggetti): 141
I tre moschettieri: 139
La signorina Silvani (i caratteri): 132
L'Odissea: 129
Gesù di Nazareth (i soggetti): 101
Amici miei (2) (Firenze nel cinema): 100
Jacques Carelman (fumetti 2008): 95
Ladri di biciclette: 94
La ricotta (la pittura nel cinema): 94

Le richieste dall'estero sono state il 12.50% del totale, vicine a quelle del mese scorso, che erano state il 12.59%. Stati Uniti 384, Francia 276, Svizzera 241, Germania 188, Spagna 161, Regno Unito 132, Canada 72.


Richieste per pagina nei diciassette mesi mesi di statistica:

2007
Dicembre: 18364

2008
Gennaio: 31312
Febbraio: 31400
Marzo: 38818
Aprile: 35817
Maggio: 34794
Giugno: 38705
Luglio: 37776
Agosto: 41145
Settembre: 44553
Ottobre: 43989
Novembre: 43768
Dicembre: 44000

2009
Gennaio: 45852
Febbraio: 33947
Marzo: 52612
Aprile: 49918

Le richieste per pagina sono molto vicine a quelle di marzo, se si considera cha aprile ha un giorno in meno. Durante il mese sono stati cancellati circa trecento post dal guest Giuliano. Ho espresso una netta ed argomentata riprovazione di tale comportamento.

P.S. Le immagini. Il film Ulisse di Mario Camerini è del 1954. Naturalmente si ispira all'Odissea di Omero e alla sceneggiatura parteciparono Franco Brusati, Ennio De Concini, Ben Hecht, Hugh Gray, Ivo Perilli e Irwin Shaw.
Ulisse è Kirk Douglas, Silvana Mangano fa due parti: Penelope e Circe (!), Anthony Quinn è Antinoo, Rossana Podestà è Nausicaa, Franco Interlenghi è Telemaco, Elena Zareschi è Cassandra, Gualtiero Tumiati è Laerte, Mario Feliciani è Eurimaco.
Per le parti minori ci sono anche i nomi di Alberto Lupo, Enzo Maggio, Goliarda Sapienza e Andrea Bosic. La musica è di Alessandro Cicognini, la fotografia di Harold Rosson, i costumi di Giulio Coltellacci.
Non so, per il momento, i luoghi dove fu girato. Una di queste sere me lo rivedo volentieri.

giovedì 12 febbraio 2009

I modi di vedere: Il disprezzo

Poseidone (circa 460 a.C.) Museo Archeologico Nazionale, Atene

Le Mépris di Jean-Luc Godard (1963) Romanzo di Alberto Moravia, Sceneggiatura di Jean-Luc Godard Con Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Jack Palance, Giorgia Moll, Fritz Lang Musica: Georges Delerue, Piero Piccioni (nella versione italiana) Fotografia: Raoul Coutard (103 minuti 82 in Italia) Rating IMDb: 7.7
Solimano
Il personaggio di Paul Javal (Michel Piccoli) nel film Il disprezzo di Jean-Luc Godard mi fa irresistibilmente pensare al Tersite dell'Iliade. Così Omero (Iliade II, 212-219) nella versione di Rosa Calzecchi Onesti:

Solo Tersite vociava ancora smodato,
che molte parole sapeva in cuore, ma a caso,
vane, non ordinate, per sparlare dei re:
quello che a lui sembrava che per gli Argivi sarebbe
buffo. Era l'uomo più brutto che venne sotto Ilio.
Era camuso e zoppo d'un piede, le spalle
eran torte, curve e rientranti sul petto; il cranio
aguzzo in cima, e rado il pelo fioriva.


Nella saletta di proiezione, il produttore Prokosch (Jack Palance), il regista Fritz Lang (Fritz Lang) e Paul Javal assistono alla proiezione di poche decine di metri di pellicola del film sull'Odissea che Lang sta girando. Alla fine, Prokosch firma un assegno di 10.000 dollari per Javal sulla schiena della segretaria Francesca Vanini (Giorgia Moll). Sotto lo schermo c'è la profezia sbagliata di Louis Lumière: IL CINEMA E' UN'INVENZIONE SENZA AVVENIRE. Apparentemente, Fritz Lang è stato in buona parte esautorato, ora sarà Javal ad occuparsi della sceneggiatura, inserendo modernismi di ogni tipo (nevrotici, psicoanalitici, politici, erotici) sul testo del vecchio Omero. Prokosch è preoccupato per il botteghino e Javal, scrittore di polizieschi, critico cinematografico e sceneggiatore di un film su Maciste lo tranquillizza. Ma appunto, Javal è come Tersite: molte parole sapeva in cuore, ma a caso, vane, non ordinate. Sarà oggetto del disprezzo di tutti, soprattutto di quello di sua moglie Camille (Brigitte Bardot). Il modo di vedere che inserisco in questo post è quello dell'Odissea di Godard/Lang, appunto quelle poche decine di metri di pellicola. Seguo l'ordine cronologico del film, salvo in un caso.



Dapprima compaiono le divinità, in particolare la Pallade Atena, che protegge Odisseo. Apparentemente, nulla di più datato, per le divinità si scelgono statue, non corpi. Ma queste statue si stagliano contro il cielo e guardando con attenzione si nota che nelle orbite oculari compaiono i colori (rosso, azzurro). Ho trovato questa idea felicissima: la parola classico ha tanti significati, fra cui eccellente, perfetto, modello stilistico. Ognuno di questi significati porta ad un risultato: che classico significa anche essere fuori dalle schematizzazioni temporali, quindi un classico è di per sé attuale, senza nessun bisogno dei modernismi di Paul Javal.
In una discussione proprio su questo tema, Lang dice a Javal che Odisseo non era un moderno nevrastenico, ma un essere umano naturale, semplice, ardito, astuto. E' Paul Javal ad essere un moderno nevrastenico e in modo curioso questo lo isola non solo da Lang e da Camille, ma anche dal prepotente e grossolano Prokosch, che lo paga perché gli serve, ma stima molto di più Lang.


Successivamente compare Poseidone, il dio del mare, nemico di Odisseo, e il colore, oltre che sulle orbite, è anche sulle labbra. Il riferimento iconografico è chiarissimo: si tratta della statua in bronzo di Poseidone che fu recuperata in mare al largo di Capo Artemisio nel 1928 e che è attualmente al Museo Archeologico Nazionale di Atene. Non è del tutto certo che rappresenti Poseidone, c'è chi sostiene che si tratti di Zeus. L'opera è databile attorno al 460 a.C. e la inserisco in apertura del post. Chi ha visto questa statua anche solo una volta, non se la scorda.



Compaiono altre immagini, e l'operazione di Godard/Lang appare sempre più chiara: la loro Odissea è classica e contemporanea; il significato permane, pur nella diversità delle forme in cui si annida. La conferma è nella scelta non certo casuale, di presentare prototipi artistici di varie fasi dell'arte greca, dal periodo arcaico al periodo ellenistico. Che il cromatismo fosse presente regolarmente nella architettura e nella scultura greca è noto a tutti, ed è una meraviglia la finezza dei colori nelle statue delle Korai del Museo dell'Acropoli di Atene.

Poi compare lui, Omero, l'unico in cui i colori non compaiono, però sempre contro l'azzurro del cielo. Il regista Fritz Lang dice che "non sono gli dei ad aver creato gli uomini, ma gli uomini che hanno creato gli dei". Adesso toccherà agli uomini... E invece no!


Con un inatteso e benvenuto scarto, compare una bagnante che nuota nuda, ripresa dall'operatore evidentemente amico. Succederà ancora più tardi nel film, quando Camille si tuffa in mare e Tersite-Javal rimane lì, vestito e rattrappito su di sé come gli succede quasi sempre. Javal parla molto, ma col linguaggio del corpo smntisce ciò che dice. Nel film ci sono delle splendide immagini di Capri: Javal compare ai margini, molto in piccolo, completamente estraneo al luogo dove si trova, alle rocce, al cielo, al mare, alla natura.


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Ecco finalmente Penelope ed Odisseo. Giovani, lieti e con l'azzurro attorno agli occhi.


La freccia scoccata da Odisseo uccide Antinòo, come dovuta ritualità, come obbedienza al Fato più che come dramma. Il sangue compare alla luce del sole.


Alla fine del film stanno girando un'altra scena dell'Odissea: Odisseo ha visto finalmente comparire la sua Itaca ed alza le braccia al cielo. Sul set ci sono sia Lang che Javal (in disparte). C'è anche Jean-Luc Godard che fa l'aiuto regista di Fritz Lang (mi sembra giusto).

In una immagine precedente (che metto in chiusura del post), che ha sullo sfondo i Faraglioni, sembra quasi che Odisseo minacci e sfidi Javal, che evidentemente non capisce, fa l'indifferente. Analogamente, quando sono all'interno della villa, di fronte alla vista del mare, Javal si ritrae, mentre Prokosch ha un atteggimento come se volesse togliere la grande vetrata che si frappone fra lui e il mare. E il disprezzo verso Javal, non è solo quello di Camille, di Prokosch, di Francesca, di Lang, ma è quello di Godard, che in Javal, raffigura l'intellettuale ambizioso che fa discorsi intelligenti, ma che per il successo è disposto a tutto. Quindi, è sordo di fronte alla bellezza.

mercoledì 16 aprile 2008

Odissea: Penelope

Penelope (Irene Papas)

Odissea, di Franco Rossi (1968) Altri registi: Piero Schivazappa, Mario Bava Dal poema di Omero Sceneggiatori: Giampiero Bona, Vittorio Bonicelli, Fabio Carpi, Luciano Codignola, Mario Prosperi, Franco Rossi, Renzo Rosso Con: Bekim Fehmiu, Irene Papas, Michèle Breton, Fausto Tozzi, Renaud Verley, Marina Berti, Sampson Burke, Roy Purcell, Stefanella Giovannini, Karl-Otto Alberty, Barbara Bach, Scilla Gabel, Juliette Mayniel, Constantin Nepo, Kyra Bester Musica: Carlo Rustichelli Fotografia: Aldo Giordani (446 minuti) Rating IMDb: 9.0
Solimano
Ancora Omero...

"...
E ora non so come sfuggire alle nozze, non trovo
altro imbroglio; e molto i genitori mi spingono
perché mi sposi, s'adira il figlio che gli divorino i beni,
perché ormai capisce: un uomo a quell'età già moltissimo
della casa si cura, e a lui Zeus dona gloria.
Ma anche così dimmi la stirpe, donde tu sei;
non certo da vecchia quercia sei nato o roccia".
XIX 157-163

"...
Deucalione generò me e Idomenèo sovrano;
questi sopra le navi curve poppe andò a Ilio
con gli Atridi; io il nome glorioso d'Etone
e sono il più giovane, lui maggiore e più forte.
Là io vidi Odisseo e gli feci accoglienza
Sì, perché a Creta lo spinse la forza del vento,
nel viaggio per Troia, dal Malea deviandolo.
..."
XIX 181-187


Per prima cosa fecero il bagno, vestirono le tuniche,
le donne si ornarono; poi il divino cantore
prese la concava cetra, e in loro ispirò brama
di musica dolce e di danza armoniosa.
XXIII 142-145

E a lui parlò la prudente Penelope:
"Misero no, non son superba, non ti disprezzo,
non stupisco neppure: so assai bene com'eri
partendo da Itaca sulla nave lunghi remi.
Sì, il morbido letto stendigli Euriclea,
fuori dalla solida stanza, quello che fabbricò di sua mano;
qui stendetegli il morbido letto, e sopra gettate il trapunto,
e pelli di pecora e manti e drappi splendenti".
XXIII 173-180

Così parlava, provando lo sposo; ed ecco Odisseo
sdegnato si volse alla sua donna fedele:
"O donna, davvero è penosa questa parola che hai detto!
Chi l'ha spostato il mio letto? Sarebbe stato difficile
anche a un esperto, a meno che un dio venisse in persona,
e, facilmente, volendo, lo cambiasse di luogo.
Tra gli uomini, no, nessun vivente, neanche in pieno vigore,
senza fatica lo sposterebbe, perché c'è un grande segreto
nel letto ben fatto, che io fabbricai, e nessun altro.
..."
XXIII 181-189

Così disse, e a lui venne più grande la voglia del pianto,
piangeava, tenendosi stretta la sposa dolce al cuore, fedele.
Come bramata la terra ai naufraghi appare,
a cui Poseidone la ben fatta nave nel mare
ha spezzato, travolta dal vento e dalle grandi onde:
pochi si salvano dal bianco mare sopra la spiaggia
nuotando, grossa salsedine incrosta la pelle;
bramosi risalgono a terra, fuggendo la morte;
così bramato era per lei lo sposo a guardarlo
dal collo non gli staccava le candide braccia.
XXIII 231-240


Così essi queste parole tra loro dicevano:
intanto Eurinòme ed Euriclea preparavano il letto
con morbide coltri sotto le fiaccole accese.
E quando ebbero steso il morbido letto con cura,
la vecchia a dormire tornò alla sua stanza;
e a loro Eurinòme, l'ancella di camera, faceva strada
mentre andavano al talamo, con la fiaccola in mano.
E accompagnatili al talamo, tornò via. Allora,
bramosi, i diritti del letto antico riebbero.
XXIII 288-296

Ma i due, quand'ebbero goduto l'amore soave,
godettero di parlarsi, uno all'altra dicendo,
lei quanto in casa soffrì, la donna bellissima,
costretta a vedere la folla sfacciata dei pretendenti,
che a causa sua, numerose le vacche e le pecore grasse
sgozzavano, e molto vino si attingeva dai vasi;
e lui, il divino Odisseo, quante pene inflisse
ai nemici, e quante sventure dovette subire lui stesso,
tutto narrava: lei godeva a sentire, né il sonno
cadde sui loro occhi, finché tutto fu detto.
XXIII 300-309

P.S. La versione dell'Odissea è di Rosa Calzecchi Onesti, Einaudi 1963.

lunedì 14 aprile 2008

Odissea: Circe

Circe (Juliette Mayniel)

Odissea, di Franco Rossi (1968) Altri registi: Piero Schivazappa, Mario Bava Dal poema di Omero Sceneggiatori: Giampiero Bona, Vittorio Bonicelli, Fabio Carpi, Luciano Codignola, Mario Prosperi, Franco Rossi, Renzo Rosso Con: Bekim Fehmiu, Irene Papas, Michèle Breton, Fausto Tozzi, Renaud Verley, Marina Berti, Sampson Burke, Roy Purcell, Stefanella Giovannini, Karl-Otto Alberty, Barbara Bach, Scilla Gabel, Juliette Mayniel, Constantin Nepo, Kyra Bester Musica: Carlo Rustichelli Fotografia: Aldo Giordani (446 minuti) Rating IMDb: 9.0
Solimano
Ancora Omero...

Di là navigammo avanti, scovolti nel cuore,
lieti d'aver scampato la morte, ma privi dei cari compagni.
E all'isola Eèa venimmo; qui stava
Circe riccioli belli, terribile dea dalla parola umana,
sorella germana d'Eèta dal cuore crudele;
entrambi sono nati dal Sole, che illumina gli uomini,
e madre fu Perse, la figlia d'Oceano.
X 133-139

Mi fermai sulla porta della dea belle trecce,
e là fermo gridai; la dea sentì la mia voce.
Subito, uscita fuori, aperse le porte splendenti,
e m'invitava: io la seguii sconvolto nel cuore.
Mi condusse a sedere su un trono a borchie d'argento,
bello, ornato: e sotto c'era lo sgabello pei piedi.
Fece il miscuglio per me, in tazza d'oro, perché bevessi,
e il veleno m'infuse, mali meditando nel cuore.
X 310-317

"O Circe, come m'inviti ad esserti amico,
tu che porci m'hai fatto nel tuo palazzo i compagni,
e me ora qui avendo, con inganni m'adeschi
a entrare nel talamo, a salire il tuo letto,
per farmi poi, così nudo, vile e impotente?
Non vorrò certo salire il tuo letto,
se non hai cuore, o dea, di giurarmi il gran giuramento
che nessun sortilegio trami ancora a mio danno".
X 336-344


Così dicevo, e lei subito giurò come volli,
e quando ebbe giurato, compiuta la formula,
allora solo di Circe salii il letto bellissimo.
X 345-347


"O Circe, chi è l'uomo, purché abbia giustizia,
il quale ardirebbe empirsi di cibo e di vino,
prima che sian liberati i compagni e li abbia visti con gli occhi?
Se con cuore sincero a bere e a mangiare m'inviti,
scioglili, che li veda con gli occhi, i fedeli compagni".
Così dicevo: e Circe uscì attraverso la sala,
la verga in mano tenendo, le porte aprì del porcile
e fuori li spinse, simili a porci grassi di nove stagioni.
Quelli le stavan davanti, e lei in mezzo a loro
andando, li ungeva ad uno ad uno con altro farmaco.
E dalle loro membra le setole caddero, nate
dal veleno funesto, che diede loro Circe sovrana:
uomini a un tratto furono, più giovani di com'eran prima,
e anche molto più belli e più grandi a vedersi.
X 383-396

Ma io, salito di Circe il letto bellissimo
le abbracciai le ginocchia; la dea ascoltò la mia voce,
e io parlandole parole fugaci dicevo:
"O Circe, compimi la promessa che hai fatta
di rimandarci a casa; l'animo mio balza ormai,
e quello degli altri compagni, che mi finiscono il cuore,
intorno a me singhiozzando, appena tu sei lontana".
X 480-486

Allora le vesti mi fece vestire, tunica e manto;
e lei un manto candido, ampio, vestiva la ninfa,
sottile, grazioso, e cinse la cintura sui fianchi,
bella, d'oro, e sul capo il suo velo.
Io per la casa andando, incitavo i compagni
con parole di miele stando accanto a ciascuno.
"Basta ora, non godetevi più il dolce sonno dormendo,
ma andiamo; ormai lo permette Circe sovrana".
X 542-549

Ma anche di là non condussi via senza perdite i miei.
Elpènore era il più giovane, e molto gagliardo
in guerra non era, e nei pensieri non molto connesso;
questi, lontano dai suoi compagni, sul sacro tetto di Circe,
frescura cercando, s'era steso ubriaco;
dei compagni già in moto il chiasso e le voci sentendo,
si destò all'improvviso e scordò nel suo cuore
di ritornare all'alta scala per scendere,
e a capofitto cadde dal tetto: l'osso del collo
gli si spezzò, l'anima scese giù all'Ade.
X 551-560

P.S. La versione dell'Odissea è di Rosa Calzecchi Onesti, Einaudi 1963.