Cyrano de Bergerac, di Jean-Paul Rappeneau (1990) Dal dramma romantico di Edmond Rostand, Sceneggiatura di Jean-Claude Carrière, Jean-Paul Rappeneau Con Gérard Depardieu, Anne Brochet, Vincent Perez, Jacques Weber, Roland Bertin, Philippe Morier-Genoud, Pierre Maguelon, Josian Stoléru, Anatole Delalande, Alain Rimoux, Philippe Volter, Jean-Marie Winling, Louis Navarre Musica: Jean-Claude Petit Fotografia: Pierre Lhomme Scene: Ezio Frigerio Costumi: Franca Squarciapino (137 minuti) Rating IMDb: 7.4
Solimano
Credo si sia capito che a me la Francia piace. Come registi di film: Renoir e Rohmer, Resnais e Jaoui, Chabrol e Vecchiali e Truffaut e Clair e tanti altri. Mi piace anche come Parigi, come scrittori, come baguette, come castelli della Loira e così via. Ma le cose non me le faccio piacere se non mi piacciono e nella Francia ci sono alcune cose che non mi vanno, fra cui le chauvinisme e la supponenza verso noi italiani. Ce l'hanno perché di fondo sanno che siamo parenti, e non vorrebbero esserlo.
Così, non credo che la sera del 28 dicembre 1897 sia una gloria francese: fu la prima del Cyrano de Bergerac, opera teatrale in cinque atti di Edmond Rostand al Theatre de la Renaissance. Lo so che il pubblico applaudì in piedi per venti minuti, e che un ministro andò dietro le quinte per appuntare il nastrino della Legione d'onore al bavero di Rostand. E quello che successe dopo, compreso il successo nell'anno 1900 de L'Aiglon con Sarah Bernhardt che a 56 anni fece il ventunenne figlio di Napoleone.
Sì, ma le meraviglie dei dialoghi e dei monologhi del Cyrano! Così si potrebbe rispondermi. Vero, Rostand è aggraziato e furbissimo, però sta sempre in punta di piedi, eppoi c'è una ripetitività che stucca, nel suo gioco ben congegnato. Ah! Vorresti uno come Oscar Wilde! Non chiedo tanto, mi basterebbe il Georges Feydeau de L'albergo del libero scambio, se ben recitato (cosa più difficile del Cyrano). Feydeau è più spiritoso, più imprevedibile ed acuto, soprattutto è più vero. Veri, i vizi borghesi degli uomini e delle donne, vera la tentata conquista di libertà delle donne, che non sono solo le consuete ballerine, sarte e cocottes, vera la falsa affettività dei rapporti domestici (moglie/marito, genitori/figli). Si ride tanto e si pensa anche, con Feydeau, con Rostand ci si eccita, quasi quasi ci si droga, salvo risvegliarsi con un cerchio alla testa e l'Alsazia-Lorena ancora dei tedeschi.
La falsità del Cyrano è anche una falsità di psicologia amorosa, faccio l'esempio della celebre scena in cui Roxane disvela a Cyrano che ama Christian:
CYRANO Non. Laissez. Mais vous, dites la chose
Que vous n’osiez tantôt me dire...
ROXANE, sans quitter sa main
À présent j’ose,
Car le passé m’encouragea de son parfum !
Oui, j’ose maintenant. Voilà. J’aime quelqu’un.
CYRANO Ah ! ...
ROXANE Qui ne le sait pas d’ailleurs.
CYRANO Ah ! ...
ROXANE Pas encore.
CYRANO Ah ! ...
ROXANE Mais qui va bientôt le savoir, s’il l’ignore.
CYRANO Ah ! ...
ROXANE Un pauvre garçon qui jusqu’ici m’aima
Timidement, de loin, sans oser le dire...
CYRANO Ah ! ...
ROXANE Laissez-moi votre main, voyons, elle a la fièvre.-
Mais moi j’ai vu trembler les aveux sur sa lèvre.
CYRANO Ah ! ...
ROXANE, achevant de lui faire un petit bandage avec son mouchoir
Et figurez-vous, tenez, que, justement
Oui, mon cousin, il sert dans votre régiment !
CYRANO Ah ! ...
ROXANE, riant
Puisqu’il est cadet dans votre compagnie !
CYRANO Ah ! ...
ROXANE Il a sur son front de l’esprit, du génie,
Il est fier, noble, jeune, intrépide, beau...
CYRANO, se levant tout pâle
Beau !
Ma figuriamoci se un grande spadaccino, che vede la morte negli occhi ogni giorno, si faceva ingabolare in quel modo! Avrebbe fatto pressapoco così (riprendo dall'inizio):
CYRANO Non. Laissez. Mais vous, dites la chose
Que vous n’osiez tantôt me dire...
ROXANE, sans quitter sa main
À présent j’ose,
Car le passé m’encouragea de son parfum !
Oui, j’ose maintenant. Voilà. J’aime quelqu’un.
CYRANO dandole del tu e parlando in italiano
Anch'io: ti amo, Rossana.
ROXANE Ah!...
E sarebbe stata dura per lei, e comunque lui avrebbe evitato di scrivere tutte quelle lettere in conto terzi e avrebbe potuto prendere a calci (o a spadate) Christian senza problemi.
Ma poi, che cosa è un naso, sia pure lungo? La mia poca conoscenza delle donne (si può dire ancora, "le donne", o non è politicamente corretto?) mi porta a dire che le donne non hanno problemi riguardo ai nasi lunghi ma riguardo ai menti corti. Chi ha il mento corto si faccia crescere la barba e tutto è risolto. Se poi è glabro, vada in convento con Ofelia, ad majorem Dei gloriam.
Pensateci, ad un Cyrano così, con Roxane circondata da tre uomini adoranti e ben piazzati. Ma il francese chauvin voleva il Cyrano, l'ebbe, e ce l'ha ancora.
Il film di Jean-Paul Rappeneau ha avuto ben 2000 comparse, e si vedono tutte, questo è il guaio: troppa gente nel teatro, per le strade, sui campi di battaglia, troppo troppo troppo. Che voglia che mi è venuta di rivedere il film mirabile La presa del potere di Luigi XIV di Roberto Rossellini, che con quattro gatti dava il senso del potere del Re Sole! Anche la musica di Jean-Claude Petit è troppa, comunque una operazione retrò ben riuscita. Per fortuna i costumi di Franca Squarciapino e le scene di Ezio Figerio sono incantevoli, facciamo un po' gli chauvin pure noi, come i nostri cugini. Gérard Depardieu segue benissimo il suo naso, nel cast c'è anche il nome di chi gliel'ha costruito e mantenuto. E' un Cyrano un po' grosso, non del tutto credibile come spadaccino. Credo si sia divertito molto alle spalle del personaggio che ha interpretato volentieri. Di Vincent Perez, che fa Christian, che dire? E' dura mettersi in concorrenza con uno veramente bello come lui, destinato, come si è visto poi, a notevoli successi, durante il film ha evidentemente imparato a parlare. La Roxane di Anne Brochet a Napoli la chiamerebbero nu quadre 'e luntananze, bellissima a dieci metri, solo carina e un po' seccante a cinquanta centimetri. Secondo me, come donna, simpatizzava per il De Guiche di Jacques Weber.Però Anne Brochet è efficace nel finale, quando Gérard Depardieu e lei dicono due frasi immortali, quelle sì:
...
CYRANO: Non, non, mon cher amour, je ne vous aimais pas !
...
ROXANE: Je vous aime, vivez !
...
Nel finale compare una suorina, che è il rovescio di Roxane: a dieci metri è una suora come tante, da vicino fa restare a bocca aperta. Uno spettacolone piacevolissimo, ma Rappeneau ha fatto di meglio, ce l'ho un titolo ma non lo dico, c'è fra l'altro una protagonista che è tutto meno che 'nu quadre e luntananze.
Questo film mi ha fatto però un bel regalo. Per informarmene, ho indagato su Cyrano de Bergerac, quello vero, Savinien Cyrano de Bergerac (1619-1655), un personaggio incredibile: militare, scrittore, drammaturgo, filosofo, libertino e pure scienziato. Con un gran bel naso, quello sì, e con un senso di umorismo in amore, che il Cyrano di Rostand manco si sogna, ecco due sue frasi in una lettera, ce le ho in italiano, figuriamoci che belle in francese:
Signora mia,
non mi lamento solo del male che i vostri begli occhi hanno avuto la bontà di farmi; mi lamento ancor più della crudele sofferenza che provo a non vederli.
Avete lasciato nel mio cuore, quando me ne sono andato, un'idea arrogante che, col pretesto d'esser nata da voi, si vanta d'aver potere di vita o di morte su di me.
La mia poca conoscenza de "le donne" mi porta a dire che uno così difficilmente se lo lasciano sfuggire. Occorrerà approfondirla, la conoscenza del signor Savinien.