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martedì 4 dicembre 2007

Meglio dei giochi di Bruegel

Solimano
Dopo le 380 Visite di ieri (e le 610 Pagine Viste) ad "Abbracci e pop corn", ho deciso di prendermi un po' di relax, e mi sto divertendo col Contatore ShinyStat PRO, che di cose ne dice tante di più del Shinystat FREE, cose serie ed utili di cui parleremo.
Ma per giocare, è meglio dei giochi di Bruegel. Ad esempio, sulle visite al blog provenienti da paesi esteri, di cui fornisco alcuni dati non esaustivi e cangianti giorno per giorno.
Si tratta di visite quasi tutte dell'ultimo mese, perché credo di aver capito che l'algoritmo di Google, quando un sito o un blog supera un certo livello di visite, lo tratta meglio, facendolo comparire nelle prime pagine delle ricerche. Ma posso sbagliarmi.
Cominciamo dalle dolenti note: solo 6 visite dall'India. Ma come, sono un miliardo e solo in 6 (sei) sono venuti da noi.
Anche i 7 dell'Australia debbono crescere, faremo qualche post su Nicole Kidman, vediamo se i canguri si muovono.
Di Taiwan sono in 4, vabbè, l'isola è piccoletta. Solo 14 del Giappone significa che sono isolazionisti, oppure che non amano Kurosawa (ci credo proprio).
Però, ad esempio, dalla Turchia sono arrivati in 20, buon segno, vuol dire che ci tengono ad entrare in Europa e gli daremo una mano. Anche i 16 della Romania non sono male, ma è un paese latino, come ognun sa.
Mentre i 12 dell'Olanda mi hanno fatto piangere. Un paese che amo così tanto... E' dura non essere ricambiati in amore.
I 49 della Spagna confermano la crescita del paese (Zapatero sta facendo bene), mentre i 49 del Regno Unito dovrebbero essere di più, ma si sa che gli inglesi se la tirano.
La Germania procede con serietà, come sempre: 75 visite, il suo zoccoletto ce lo fornisce. La Francia fa meglio del previsto: 107 visite, alla faccia di chi vorrebbe che mettessimo meno film francesi.
Ma chi ci paga il ventisette è sempre quello, United States of America: 166 visite, e se Giuliano non facesse ogni tanto l'antiamericano sarebbero anche di più, confermati dai 27 del Canadà.
La vera grande sorpresa è la Svizzera: 98 visite, quindi è opportuno smettere di prenderli per i fondelli. Gli svizzeri ci amano!
Qui mi fermo, ma andiamo bene in Brasile ed Argentina, qualcosa di muove anche in Mexico e nel Cile. Paraguay non pervenuto, ma nutro fiducia.

mercoledì 15 agosto 2007

Fumetti d'agosto: Pieter Bruegel

Solimano
Al Kunsthistorisches Museum di Vienna c'è la più importante raccolta delle opere di Pieter Bruegel, basta ricordare i Cacciatori nella neve, il Banchetto nuziale, la Danza di contadini. C'è anche un quadro, i Giochi di fanciulli, che fra tante altre cose, è considerato una vera e propria "enciclopedia dei giochi dei ragazzi fiamminghi" (Hulin de Loo).
Le sue dimensioni tutto sommato non sono grandi (118 x 161 cm), ma si sono contati sinora 84 giochi infantili, quasi tutti ancora praticati, e sì che ne è passato del tempo dal 1560, anno in cui Breugel lo terminò.
Il problema di Pieter Brueghel era del tutto analogo a quello che si era presentato a Gaudenzio Ferrari per la cupola di Saronno: rappresentare in uno stesso spazio molti esseri (là angeli, qui fanciulli), che svolgono attività simili ma ognuno con le sue individuali caratteristiche. Ancora un paginone, per venire al termine che nel Novecento si è cominciato ad usare per un'opera del genere nel mondo dei fumetti.
Bruegel approfitta abilmente di due opportunità a sua disposizione: la pittura ad olio su tela, che gli consente una finezza nei particolari altrimenti impossibile, e la costruzione in prospettiva attorno alla piazza di un paese fiammingo in cui si svolgono gli 84 giochi (ancora la piazza, come Lorenzo Lotto!). La prospettiva è importante perché evita l'affastellamento e la dispersività, e dà coerenza al tutto.
Si sono cercate tante interpretazioni, sui Giochi di fanciulli di Bruegel: chi ha scritto di significati alchemici, chi di un ciclo sulle età dell'uomo, chi (addirittura!) di una allegoria del mondo folle e peccaminoso. Ci sarà certamente del vero, pittori come Lotto, Ferrari e Bruegel era tutto tranne che degli sprovveduti, ma se ci mettessimo di fronte a questa opera come ci mettiamo di fronte ad un bel paginone a fumetti fatto da un disegnatore che amiamo, non sarebbe meglio?
Ci perderemmo volentieri nei singoli particolari, uno per uno, per poi tornare soddisfatti alla visione d'insieme, evitando così di sovrapporre il nostro io pedante (che ha un po' del grillo parlante) a opere che affrontate in questo modo diverrebbero facili da capire e molto gratificanti, perché qui, in mezzo ai bambini che giocano, ce n'è certamente qualcuno che fa il gioco che piaceva di più a noi, si tratta solo di individuarlo fra gli ottantaquattro.






Una curiosità. Credo di aver capito perché i libri di storia dell'arte parlino a volte più di "ometti" che di "bambini". Basta guardare un particolare di un altro quadro che sta a Vienna, la Danza di contadini (particolare che porto qui sotto). Davanti al suonatore di cornamusa una ragazzina più grande insegna a ballare ad una bimbetta. Ma le scambiamo per donne, perché come donne sono vestite, non da bambine. E così è anche per i ragazzi dei Giochi di fanciulli. Per questo li chiamano "ometti": per noi i bambini e le bambine vestono in modo diverso rispetto agli adulti, per Pieter Bruegel e per il suo mondo non era così.