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domenica 17 maggio 2009

Madeline

"Vivevano a Parigi in una casa grande
dodici ordinatissime e piccole educande"

Barbara

Inizia così uno dei libri per bambini che preferisco. Si tratta di Madeline, di Ludwig Bemelmans, una deliziosa storia in rima del 1939 edita qualche anno fa dal Battello a Vapore e ormai, ahimè, fuori catalogo.

La storia raccontata è adorabile, tanto che all'epoca in cui fu scritta divetò una vera e propria serie da cui sono stati tratti in seguito anche alcuni cartoni animati. I libri di Madeline sono sette in tutto ma in Italia è stato pubblicato solo il primo. La traduzione è di Roberto Piumini, una vera autorità in campo di filastrocche e secondo me il suo adattamento è superbo e forse anche superiore all'originale.
D'altronde la forza di Ludwig Bemelmans non era tanto nelle parole, ma nel calore e nella poeticità delle sue tavole. Egli fu prima di tutto un pittore e un decoratore. Dipingeva murales per gli hotel ed i ristoranti di lusso (e pare anche per uno yacht di Onassis) e diventò autore per bambini in età matura a seguito del suo incontro con Mae Masee, editore alla Viking Press (oggi Penguin).

Decorazione dell'Hotel Carlyle, New York

Fin dalla prima riga di Madeline sappiamo che l'ambientazione è Parigi,
ma questo riferimento non è casuale, la città è parte viva delle illustrazioni e i monumenti più famosi della città fanno da sfondo all'evolversi della storia.
Non solo: le tavole dove è presente la città sono coloratissime e a tinte vivaci, mentre quasi tutte le altre hanno solo tonalità giallo pastello. Questo contrasto cromatico rende Parigi la grande co-protagonista della storia, insieme alla piccola Madeline, ovviamente.

una signora dà da mangiare al cavallo di fronte all'Opéra

un gendarme rincorre un ladro attraverso Plàce Vandòme

un soldato ferito all'Hòtel des Invalides

una giornata piovosa a Notre Dame

una giornata di sole ai Giardini del Luxembourg

un uomo dà da mangiare agli uccelli nei Giardini delle Tuileries

Ma vediamo la storia.
Come dicevo ci troviamo a Parigi, dove vivono queste dodici educande, ordinate, brave e carine. Madeline è la più piccola e la più coraggiosa

"nemmeno di una tigre lei aveva paura
e faceva impazzire la signorina Artura."

Il problema nasce una notte, quando la signorina Artura si sveglia di soprassalto e
"corse nel dormitorio e vide con sgomento
Madeline che faceva un pianto da spavento."

La piccola Madeline non è tipino da piangere senza motivo, quindi la signorina Artura chiama subito il dottore che visita la bambina e annuncia a tutti la sua diagnosi: appendicite, senza ombra di dubbio.

"Ecco l'autolettiga, corre per la città,
con sopra Madeline che all'ospedale va."

Noi lettori, insieme alle bambine e alla signorina Artura, siamo tutti preoccupati per le sorti della piccola eroina, ma non ne abbiamo motivo: Madeline si sveglia sana e salva, dalla sua finestra vede un giardino, Suor Leopolda le porta da bere e da mangiare, sul suo letto c'è una manovella e poi

"sul soffitto c'era una crepa leggera,
sembrava un coniglio, soprattutto la sera."

Dopo una decina di giorni le bambine vanno a trovare la loro compagna e si accorgono non solo che sta benone, ma che è coccolata, vezzeggiata e circondata da regali.

"giocattoli, dolciumi e quella manovella"

" e poi la cicatrice che è la cosa più bella."

Le amichette si tranquillizzano, anzi di più, un pochino invidiano la loro amica, vorrebbero rimanere insieme a lei. Quella sera al collegio sono scontente mentre svolgono le loro consuete attività e vanno a dormire malinconiche.
Anche stavolta la signorina Artura si sveglia di soprassalto per colpa di un grido ancora più acuto di quello precedente. La poveretta si veste in un baleno e si precipita nel dormitorio con il cuore in gola.

"Che c'è? Che succede ?
Che avete piccoline?"


" -L'appendicite!- gridarono in coro le bambine!"

E così, la signorina Artura, che di bimbi se ne intende, va a dormire tranquilla, promettendo alle piccole educande che se proprio si sentono male, il giorno successivo giocheranno all'ospedale.

"E poi chiude la porta, e al buio le bambine
già fanno dei progetti, facendosi vicine:

-Io farò l'infermiera! -Io farò l'inserviente!
Poi tutte si addormentano molto tranquillamente."

Vorrei concludere con un caldo appello alla casa editrice Il Battello a Vapore di rieditare questo piccolo capolavoro, perchè merita davvero.
Però voi mi direte: va bene, tutto molto carino, ma qui siamo in un blog di cinema, che c'entra tutto questo discorso? Ehm...beh...Ah! Sì!Qualche anno fa c'hanno fatto anche un film! Eccolo qua!