Visualizzazione post con etichetta Romeo e Giulietta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Romeo e Giulietta. Mostra tutti i post

venerdì 11 aprile 2008

Romeo e Giulietta: la scena del balcone

Leslie Howard e Norma Shearer - 1936


Roby
Il più classico esempio di Shakespeare in love... rivisitato attraverso i fotogrammi di varie versioni cinematografiche (West Side Story incluso)... fra un aereo passo di danza, un recentissimo musical di Riccardo Cocciante ed un suggestivo ritorno al passato più remoto.


Atto II, scena II - Verona, il giardino dei Capuleti
ROMEO vaga per il giardino, come un’anima in pena.

ROMEO -
Ride delle cicatrici altrui chi non ha mai sofferto per una ferita come questa…

(GIULIETTA appare a una finestra. Romeo la fissa e dice:)

Oh, che luce vedo sprigionarsi lassù, da quella finestra?
È l’oriente, lassù, e Giulietta è il sole! Sorgi, bel sole, e uccidi l’invidiosa luna
già pallida di rabbia ed ammalata, perché tu, che sei sua ancella,
sei di gran lunga più splendente di lei. Non restare sua ancella, se è invidiosa di te;
la sua veste s’è fatta ormai d’un colore verde scialbo e non l’indossano altro che le sciocche. Gettala via!…



Olivia Hussey e Leonard Whiting - 1968


Oh, sì, è la mia donna, l'amore mio.


Ah, s’ella lo sapesse! Lei mi parla, anche senza dire una parola.
Come mai?… Perché è il suo occhio che mi parla, e io risponderò.
Oh, ma che sto dicendo… Presuntuoso che sono! Non è a me, che lei parla.
Due luminose stelle, tra le più fulgide del firmamento
avendo da sbrigare qualcosa altrove, se ne sono andate dalle loro sfere
e hanno pregato i suoi occhi di brillarvi fino al loro ritorno… E se quegli occhi
fossero invece al posto delle stelle, e quelle stelle sulla sua fronte?

Richard Beymer e Natalie Wood - 1961


Allora sì, la luce del suo viso farebbe impallidire le stelle,
come il sole la luce d’una lampada; e tanto brillerebbero i suoi occhi
per i campi del cielo, che gli uccelli si metterebbero tutti a cantare
credendo fosse finita la notte. Guarda come poggia la sua guancia
su quella mano… Un guanto vorrei essere, su quella mano, e toccare quella guancia!

GIULIETTA - (Come se avesse sentito un rumore, o forse assorta in tristi pensieri, sospirando)
Ahimè!…


Leonardo Di Caprio e Claire Danes - 1996


ROMEO - (Tra sé)
Dice qualcosa… Parla ancora, angelo luminoso, sei così bella,
e da lassù tu spandi sul mio capo tanta luce stanotte
quanta più non potrebbe riversare sulle pupille volte verso il cielo
degli sguardi stupiti di mortali un alato celeste messaggero
che, cavalcando sopra le nuvole, veleggiasse per l’azzurro infinito!

GIULIETTA -
Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo? Ah, rinnega tuo padre!…
Lascia il tuo casato!… O, se proprio non vuoi, giurami amore,
ed io non sarò più una Capuleti!


Tania Tuccinardi e Marco Vito - 2008


ROMEO - (Sempre tra sé)
Che faccio, resto zitto ad ascoltarla, oppure le rispondo?…

GIULIETTA -
Soltanto il tuo nome mi è nemico; ma tu saresti tu, sempre Romeo
per me, quando anche non fossi un Montecchi. Che cosa è infatti Montecchi?…
Non è una mano, né un piede, né un braccio, né una faccia, né nessun’altra parte
che possa dirsi appartenere a un uomo. Ah, perché tu non porti un altro nome!
Ma poi, che cos’è un nome?… Forse che quella che chiamiamo rosa
cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome?


Paul Chalmer e Carla Fracci


Così se anche Romeo non si dovesse più chiamare Romeo,
chi può dire che non conserverebbe la cara perfezione ch’è la sua?
Rinuncia, Romeo, al tuo nome, che non è parte della tua persona,
e in cambio prenditi tutta la mia.

ROMEO - (Forte, gridandole)
Io ti prendo in parola! D’ora in avanti tu chiamami "Amore", ed io sarò per te non più Romeo, perché mi hai ribattezzato così.



(traduzione di Goffredo Raponi)

Romeo e Giulietta di 6000 anni fa: sepoltura di età neolitica, rinvenuta nel 2007 presso Mantova