Jesus Christ Superstar, di Norman Jewison (1973) Sceneggiatura di Tim Rice e Norman Jewison Con Ted Neeley, Carl Anderson, Yvonne Elliman, Barry Dennen, Bob Bingham Fotografia di Douglas Slocombe Musiche di Andrew Lloyd Webber (108 minuti) Rating IMDb: 6,7Barbara
Questo musical è degno di approfondimento per diversi motivi e non solo perchè è la storia della Passione dal punto di vista di Giuda, cosa di cui ho già parlato.
E' un film sui generis anche per altri aspetti.
In principio ci fu... vabbè non esageriamo... nel 1970 ci fu un disco, firmato da due giovani e promettenti autori: Lloyd Webber (musiche) e Tim Rice (parole). Negli anni seguenti questi due tizi hanno realizzato anche altre cose: Il fantasma dell'opera, Cats, Evita tanto per rimanere in ambito di musical. Tim Rice ha anche scritto diversi testi per la Disney (Aladin, Il re leone).
Ma ritorniamo al disco del 1970.
Si trattava di una rock opera - cosa non nuova perchè c'era già stato Tommy degli Who - e non una qualsiasi rock opera, ma una rock opera a sfondo biblico.
A dirla proprio tutta neanche questa era una vera e propria novità, perchè c'era già stato Joseph sempre degli stessi autori.
Ma Jesus Christ Superstar si presentava con una marcia in più. Le musiche erano migliori, rock e allo stesso tempo di respiro classico, e l'interprete era Ian Gillan, che di lì a poco avrebbe cantato in un complessino chiamato Deep Purple.
Divenne un musical rappresentato sia a Brodway che a Londra e anche qui il successo fu inarrestabile tanto che, finalmente, nel 1973, si decise di farne un film.
Non vorrei dilungarmi troppo sulle cose di cui si parla di solito, e cioè che si scelse un interprete di colore per fare Giuda, oppure sulle polemiche di stampo religioso.
Mi piacerebbe invece porre l'accento su un'altra peculiarità: il film è girato tutto completamente in esterni. E non esterni qualsiasi, sono andati proprio in Israele, nei posti originali.




Le scene con Anna e Caifa, ad esempio, si svolgono nel vero Tempio dei Sommi Sacerdoti, o in quel che ne rimane, e questo secondo me da all'opera un respiro senza tempo, che vince l'effetto dei vestiti da fricchettoni. Molti storcono il naso di fronte a questo film, dicendo che è un film da hippy o che i balletti sono datati. Ma io credo che la rappresentazione in esterni, e in quegli esterni in particolare, annulli l'effetto "peace&love" che tanti criticano.


Non c'è una sola scena in studio; neanche quelle che sembrano al chiuso, come per esempio quelle della grotta, sono ricostruite. Si tratta di una grotta vera, e ci sono voluti più di due giorni per ripulirla e per trovare la luce (naturale) giusta per le riprese. Sì, perchè essendo tutto in esterni proprio le luci sono state il problema più grosso di tutti. Nella scena (in notturna) in cui Maddalena canta I don't know how to love him si è dovuto ricorrere alle fiaccole (che tra l'altro creano un involontario effetto di ombre bellissimo) mentre nel numero finale in cui Carl Anderson canta Jesus Christ Superstar non si è riusciti a nascondere la gru che cala Giuda dal Paradiso, come sarebbe invece stato nelle intenzioni del regista. E allora Jewison, non potendo mascherarla, ha furbescamente deciso di illuminarla con un faro. Se proprio si deve vedere, che si veda bene.
L'ultima cosa che vorrei far notare è una ragazza, Yvonne Ellimann, la ragazza che interpreta Maria Maddalena. Secondo me è bellissima e bravissima.Yvonne Ellimann era una corista di Eric Clapton dalle origini multietniche (irlandese, giapponese, cinese, hawaiana) e quando Rice e Webber trovarono i soldi per produrre il disco vollero lei ad interpretare Mary. Ma il budget della ragazza era un po' troppo alto per le loro misere possibilità. Allora lei accettò ugualmente a condizione di avere una percentuale sui guadagni. Fu lungimirante e furbacchiona. E fu anche una splendida Maria Maddalena, dalla voce dolcissima ed eterea.







