RobySe Sophie Marceau, nel Tempo delle mele, si esibiva come indossatrice sfoggiando una decina di vestiti in un paio di minuti, Richard Gere non è da meno quando, in American Gigolo (1980), si prepara ad una serata di "lavoro" scegliendo minuziosamente l'abbigliamento più adatto, e per farlo allinea sul letto (quale luogo più congeniale ad un amante professionista come lui?) una serie strepitosa di giacche, cravatte, camicie e pantaloni, il tutto rigorosamente firmato Armani. Con cura maniacale, muovendosi al suono della musica di Blondie (l'allusiva Call me), l'amorale Julian Kaye di Beverly Hills procede ad accostamenti di colore, sovrapposizioni di tessuti, scomposizioni e ricomposizioni, fino ad ottenere il completo perfetto: quello che la signora pagante di turno sarà felice di togliergli di dosso, dopo averlo ammirato avanzare verso di lei con la camminata sciolta ben evidenziata nella locandina del film.
Abbiamo qui modo di osservare come la moda maschile tenda a cambiare molto più lentamente, nel corso del tempo, di quella femminile: basandoci esclusivamente sull'abbigliamento degli interpreti maschi potremmo collocare il film in un momento imprecisato fra il 1980 e i giorni nostri. Ma basta un'occhiata al guardaroba di Lauren Hutton, o uno sguardo alle ragazze per la strada o nei locali, per farci capire immediatamente che qui siamo indietro di almeno vent'anni. Spalline inverosimilmente imbottite che accomunano le signore a giocatori di football americano, camicie e golf oversize lunghi, morbidi e sciallati, pantaloni ampi con punto vita altissimo, e -soprattutto- neppure un ombelico in evidenza...

.... a parte, ovviamente, quello di Richard quando fa palestra in casa oppure svolge le funzioni per le quali è profumatamente retribuito. Il marchio della moda made in Italy, dopo questo ed altri film del genere, beneficiò di una spinta verticale sul mercato internazionale, confermando -se mai ce ne fosse stato bisogno- il potere del cinema nell'influenzare il costume. Da allora in poi, milioni di uomini in tutto il mondo, vestendo Armani o Versace, si sentirono -a torto o a ragione- potenziali tombeurs de femmes. Del resto, gli antecedenti in materia non mancano, se già in Accadde una notte di Frank Capra (1934) Clark Gable, sex symbol dell'epoca, provocò il subitaneo crollo delle vendite di biancheria intima maschile mostrando, sotto la camicia, il torace nudo: nessun uomo degno di questo nome voleva più correre il rischio di sfigurare, davanti alla propria compagna, rivelando incautamente ruvide canottiere di lana o pietose magliette della salute nei momenti più intimi di una relazione amorosa.
Lauren Hutton, Gere e Armani all'inaugurazione di una mostra dello stilista presso la Royal Academy di Londra nel 2003

