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martedì 31 luglio 2007

I fratelli Lumiére - Il destino nel cognome

L'arrivo del treno alla stazione di Ciotat
Roby
Parigi, boulevard des Capucines, 28 dicembre 1895: nel seminterrato del Caffè del Salon Indien, al modico prezzo di un franco, i primi 35 spettatori della storia del cinema assistono alla proiezione -sconvolgente per l'epoca- di un treno in arrivo alla stazione di Ciotat. Panico, urla di terrore e fuggi fuggi in sala, nella convinzione che la locomotiva avrebbe travolto tutti i presenti. Praticamente, il primo thriller-horror mai girato. Autori dello strano marchingegno, i fratelli Auguste e Louis Lumiére (luce, in francese), che con la luminosità delle immagini proiettate sul grande schermo/lenzuolo riescono a spaventare, stupire, impressionare... e anche a far ridere, grazie all'antesignana di tutte le scenette comiche di là da venire, Il giardiniere innaffiato (L'arroseur arrosé), chiaro ispiratore di tutti gli Charlot, gli Stanlio e Ollio, i Franco e Ciccio che il futuro riserverà.


Il giardiniere innaffiato

E non manca, benchè si sia ancora agli albori, il genere documentario, con la ripresa degli operai delle officine Lumiére all'uscita dal lavoro. Chissà che tipo di contratto avranno avuto, quegli onesti lavoratori in paglietta e baffetti, a cavallo del loro velocipede (comprato forse col primo stipendio)? E le gentili signore, fra loro, a quali compiti saranno state adibite? Tre settimane dopo quel 28 dicembre di 102 anni fa, l'incasso giornaliero del Salon Indien era salito a circa 2000 franchi: segno che 2000 persone entravano ogni giorno in quella sala sotterranea, si sedevano, si toglievano la paglietta, si accomodavano le sottogonne imbottite e poi, a bocca semiaperta, seguivano il susseguirsi, sul lenzuolone bianco, di quel grande quadro in movimento. Un quadro ancora silenzioso, ma solo in apparenza. Quasi certamente, quei 2000 spettatori sentivano nelle orecchie il fischio del treno, e forse riuscivano a percepire anche il rumore delle risate del ragazzino terribile che per gioco "innaffia" il giardiniere. Poi, di nuovo tutti a casa, in carrozza, a piedi, in omnibus o in bicicletta. Parlando, lungo la strada, di quel fenomeno da baraccone, di quella lanterna magica perfezionata: di quell' invenzione che -secondo i suoi stessi creatori- era destinata a non avere futuro.

L'uscita degli operai dalle officine Lumiére
PS: Se curiosate sul web, scoprirete -come me- che i filmati (della durata di 1 minuto!) dell' Arrivo del treno e del Giardiniere hanno un indice IMDb di ben 7,5! E chi l'avrebbe detto?...