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lunedì 26 ottobre 2009

Cronache di poveri amanti (3)

Antonella Lualdi (Milena) e Gabriele Tinti (Mario)

Cronache di poveri amanti di Carlo Lizzani (1954) Dal romanzo di Vasco Pratolini Sceneggiatura di Sergio Amidei, Giuseppe Dagnino, Carlo Lizzani, Massimo Mida Con Anna Maria Ferrero (Gesuina), Cosetta Greco (Elisa), Antonella Lualdi (Milena), Marcello Mastroianni (Ugo), Bruno Berellini (Carlino), Irene Cefaro (Clara), Adolfo Consolini (Maciste), Giuliano Montaldo (Alfredo), Gabriele Tinti (Mario), Eva Vanicek (Bianca), Wanda Capodaglio (La Signora), Garibaldo Lucii (Staderini), Mario Piloni (Osvaldo) Fotografia: Gianni Di Venanzo Musica: Mario Zafred (115 minuti) Rating IMDb: 7.1

Solimano

Ugo (Marcello Mastroianni) riesce a rintracciare Maciste (Adolfo Consolini). I due partono insieme sul sidecar di Maciste per riuscire ad informare gli esponenti antifascisti in modo che riescano a sottrarsi alla spedizione punitiva da parte di fascisti che intendono vendicare la morte del loro camerata Anfossi (in realtà ucciso per errore da un fascista durante una sparatoria).



I fascisti si dividono in gruppi, ognuno dei quali ha una automobile a disposizione. E' una azione di irregolari, frange antifasciste che vorrebbero tornare alla situazione del 1921 in cui tutto era permesso. In genere, personaggi ambigui caduti in disgrazia, emarginati che vedono in questa azione violenta la possibilità di rientrare per la porta dopo essere stati cacciati dalla finestra. Fra di essi c'è Carlino Bencini (Bruno Berellini).


Il racconto si sdoppia: da una parte c'è la gara col tempo di Ugo e di Maciste per riuscire ad informare gli antifascisti sotto tiro, dall'altra parte ci sono Milena (Antonella Lualdi) e Mario (Gabriele Tinti) che stavano rientrando dopo la visita ad Alfredo (Giuliano Montaldo) e che, visto che non ci sono mezzi, debbono rientrare a piedi. Prima riescono a nascondersi nell'atrio di un teatro.


Ora Milena e Mario sono nei pressi della chiesa di San Lorenzo. Maciste ed Ugo sono riusciti ad informare per tempo un onorevole antifascista, mentre per un altro sono arrivati troppo tardi, i fascisti lo hanno ucciso. Sono inseguiti da una automobile, proprio quella su cui c'è Carlino Bencini e Maciste ed Ugo si piegano, perché i fascisti li hanno individuati e stanno sparando.


Il dramma si compie vicino a San Lorenzo. Milena e Mario ne sono spettatori. Ugo riesce a gettarsi dal sidecar in tempo, Maciste si rovescia col sidecar contro i gradini davanti alla chiesa e viene trucidato a colpi di pistola, mentre il sidecar brucia. I fascisti se ne vanno ; Milena e Mario corrono da Maciste, ma non c'è più niente da fare.


Ugo è stato ferito, anche se non in modo grave. Trova casualmente rifugio in casa della strozzina, che chiamano la Signora (Wanda Capodaglio) e sarà la servetta Gesuina (Anna Maria Ferrero) ad accudirlo. La strozzina, come la prostituta Elisa (Cosetta Greco), non sceglie tra fascisti ed antifascisti. Traffica con tutti secondo la convenienza del momento. Quindi non denuncia Ugo.

La mattina dopo la "Notte dell'Apocalisse" non piove più. Mario e Milena rientrano finalmente in Via del Corno. Quella notte costituisce come lo spartiacque nell'esistenza del tipografo Mario, che all'inizio della storia era apolitico. Farà parte di gruppi clandestini antifascisti. Il suo mestiere gli sarà utile per stampare manifesti, documenti, volantini.


Ugo viene curato da Gesuina, che da tempo è innamorata di lui. Non gli aveva praticamente mai parlato, spiandolo sempre dalla finestra. Finché la Signora si accorge della situazione e caccia di casa sia Ugo che Gesuina, sempre senza denunciarli alla polizia.

Un momento di respiro nella drammatica ultima parte del film è questa immagine di Via del Corno. In quel giorno si sposa Clara (Irene Cefaro) col suo fidanzato, di cui continuo a non ricordare il nome.



E' la fine per Alfredo (Giuliano Montaldo) che prima di morire dirà a Milena che si è accorto da tempo del sentimento fra lei e Mario e che gli sta bene. Vicino a Milena a lutto c'è Bianca (Eva Vanicek), che era la fidanzata di Mario e che adesso è corteggiata da un vetturino di cui lei praticamente non si accorge.


Le due immagini sembrano simili, ma c'è una bella differenza. Nella prima, Ugo e Gesuina sono felici insieme, nella seconda, Ugo sta salutando Gesuina perché la polizia politica lo sta portando in galera.



La stessa cosa succede a Mario. Milena viene a sapere che la polizia polirica lo sta cercando e corre in Piazza della Signoria per avvertirlo. Ma la polizia riesce a prenderlo e lo porterà in galera. Prima, però, Milena e Mario si baciano. E' il primo bacio che si danno, e avviene proprio alla fine del film, che è soprattutto la storia di maturazione di due coppie: Milena e Mario, Gesuina ed Ugo.
Su questo film tornerò con altri post. Qui faccio menzione di uno dei grandi pregi del film: la mirabile fotografia del giovane Gianni Di Venanzo.

Anna Maria Ferrero (Gesuina) e Marcello Mastroianni( Ugo)

sabato 24 ottobre 2009

Cronache di poveri amanti (2)

Cosetta Greco (Elisa)

Cronache di poveri amanti di Carlo Lizzani (1954) Dal romanzo di Vasco Pratolini Sceneggiatura di Sergio Amidei, Giuseppe Dagnino, Carlo Lizzani, Massimo Mida Con Anna Maria Ferrero (Gesuina), Cosetta Greco (Elisa), Antonella Lualdi (Milena), Marcello Mastroianni (Ugo), Bruno Berellini (Carlino), Irene Cefaro (Clara), Adolfo Consolini (Maciste), Giuliano Montaldo (Alfredo), Gabriele Tinti (Mario), Eva Vanicek (Bianca), Wanda Capodaglio (La Signora), Garibaldo Lucii (Staderini), Mario Piloni (Osvaldo) Fotografia: Gianni Di Venanzo Musica: Mario Zafred (115 minuti) Rating IMDb: 7.1

Solimano

Alfredo (Giuliano Montaldo) è stato aggredito a manganellate da alcuni fascisti fuori linea. La dritta l'ha data Carlino Bencini (Bruno Berellini), a cui Alfredo aveva rifiutato un finanziamanto al Fascio. Doveva essere un piccolo agguato punitivo, così per dare un segno, ma Alfredo ha resistito all'aggressione, ed è finita che l'hanno lasciato esanime sul greto del Mugnone. Gravi lesioni interne da cui Alfredo non si riprenderà, soffrendo per mesi e mesi. Milena (Antonella Lualdi) l'assisterà anche quando sarà ricoverato in una casa di cura in collina. Per far fronte alle spese dovrà vendere la pizzicherìa, sempre con l'intervento dell'usuraia che tutti chiamano La Signora (Wanda Capodaglio).


Il film di Carlo Lizzani fu considerato da subito un film fortemente antifascista. D'altra parte anche il romanzo di Vasco Pratolini lo era. Ma è un film storico, un film in costume, girato trent'anni dopo i fatti che racconta, che si svolgono nel 1925. Non è un film con lo spadone del bianco e del nero; tiene conto in alcuni dei personaggi della situazione di ambiguità, di incertezza, a volte anche di sordidezza in cui vivevano anche ceti popolari nel momento in cui il fascismo sembrava trionfare e l'opposizione sconfitta sembrava avere come unica risposta l'Aventino. Ugo (Marcello Mastroianni) è esemplare, da questo punto di vista. E' antifascista, è amico di Maciste (Adolfo Consolini), ma ha la passione del gioco e delle donne. Nelle due immagini lo vediamo nella strana convivenza con i due sposi che lo ospitano, Giuseppe e Maria (che ha una tresca con Ugo). Nella seconda immagine lo vediamo durante il litigio con Maciste, dopo che della tresca è venuta al corrente tutta Via del Corno.



Dopo aver litigato con Maciste ed essersi beccato un cazzotto, Ugo è per strada, e qui compare un altro personaggio: Elisa (Cosetta Greco), la prostituta più bella e più nota di tutta la strada. Elisa sta raccontando al suo protettore gli scarsi guadagni della giornata, ed ecco che si accosta Ugo, che la convince ad andare con lui, quasi per sfregio alla moralità di Maciste e per far vedere che a lui di Maria, la moglie di Giuseppe, non importa niente: una avventuretta senza domani.
Ugo frequenterà la pensione equivoca della strada, praticamente un bordello. Una specie di porto franco in cui Ugo si trova anche con fascisti.


Bianca (Eva Vanicek) e Clara (Irene Cefaro) continuano con i loro fidanzamenti a mezza strada. Mentre per Clara i problemi sono collegati alla famiglia, a dove andare ad abitare, ai soldi, per Bianca e Mario (Gabriele Tinti) il rapporto si è raffreddato. Se ne accorge prima Bianca, ma è Mario che non è più innamorato di lei, senza rendersene conto.


Mario si sta innamorando di Milena, la moglie di Alfredo, che assiste ogni giorno il marito che peggiora. Mario ha conosciuto Milena perché vive in una stanza dell'appartemento di Maciste e Margherita, e Milena spesso si sfoga con Margherita. Una situazione difficile che Mario non riesce a pensarci, mentre Bianca capirà che Mario ama Milena.




Anche Mario andrà con Elisa, più o meno con le stesse motivazioni che aveva Ugo. Elisa, con intelligenza, farò in modo che in Via del Corno non si accorgano che Mario va da lei. Anche Elisa capisce qual è la situazione.


Tutti gli amici sono andati a trovare Alfredo, sempre assistito da Milena. Fra di loro ci sono Bianca e Clara, con i rispettivi fidanzati. Mentre il fidanzato di Clara racconta che hanno delle difficoltà, ma che appena possono si sposano, Mario dice che lui e Bianca sono ancora lontani dal matrimonio. Bianca scoppia a piangere. Quasi tutti hanno capito quello che sta succedendo, anche Milena capisce.



Milena scende a piedi da sola per andare alla fermata dei mezzi pubblici. Mario era venuto col sidecar di Maciste, ma al ritorno ha preferito che Maciste portasse Bianca. Milena se lo trova di fronte e i due cominciano a parlare, sempre stando attenti a non dire. Si siedono, perché sono ormai vicini alla piazza sottostante, e a tutt'e due fa piacere poter parlare insieme.


Intanto, nella pensione malfamata di Via del Corno, Ugo, frequentatore abituale, si accorge che alcuni fascisti si stanno mettendo le divise che portavano nel 1921. Riesce a sapere che stanno preparando una spedizione punitiva contro gli antifascisti più in vista di Firenze. Il motivo è che un fascista è stato ucciso (in realtà è stato ucciso per errore dai suoi durante una sparatoria). In quel momento Ugo recupera la dignità del suo impegno iniziale: picchia il fascista in camicia nera e corre da Maciste per avvertirlo di quello che accadrà, in modo che si possano avvertire gli antifascisti in pericolo. Una notte in cui piove a torrenti, la chiameranno "La notte dell'Apocalisse".
(continua)

Gabriele Tinti (Mario) e Eva Vanicek (Bianca)

giovedì 22 ottobre 2009

Cronache di poveri amanti (1)

Antonella Lualdi (Milena)

Cronache di poveri amanti di Carlo Lizzani (1954) Dal romanzo di Vasco Pratolini Sceneggiatura di Sergio Amidei, Giuseppe Dagnino, Carlo Lizzani, Massimo Mida Con Anna Maria Ferrero (Gesuina), Cosetta Greco (Elisa), Antonella Lualdi (Milena), Marcello Mastroianni (Ugo), Bruno Berellini (Carlino), Irene Cefaro (Clara), Adolfo Consolini (Maciste), Giuliano Montaldo (Alfredo), Gabriele Tinti (Mario), Eva Vanicek (Bianca), Wanda Capodaglio (La Signora), Garibaldo Lucii (Staderini), Mario Piloni (Osvaldo) Fotografia: Gianni Di Venanzo Musica: Mario Zafred (115 minuti) Rating IMDb: 7.1

Solimano

Il romanzo di Vasco Pratolini è incentrato su Via del Corno, una piccola strada fiorentina nel quartiere di Santa Croce. Via del Corno si trova fra Piazza della Signoria, Piazza San Firenze e Piazza Santa Croce. Così è nel film di Carlo Lizzani, che ha una bella e singolare ambientazione fiorentina, salvo proprio Via del Corno che fu costruita in uno studio di Roma.


E' una sera fra la fine di aprile ed i primi di maggio del 1925. Due ragazze di Via del Corno vanno insieme in una piazza vicina perché hanno appuntamento con i rispettivi fidanzati, che fra di loro non si conoscono. Fidanzati non in casa, a queste cose ci si badava. Bianca (Eva Vanicek), è fidanzata con Mario (Gabriele Tinti), che lavora in una tipografia vicino al Mugnone. L'altra ragazza è Clara (Irene Cefaro). Il nome del fidanzato di Clara non lo so.


Ecco un altro abitante di Via del Corno, un antifascista. Si chiama Ugo (Marcello Mastroianni). Fa commercio ambulante di frutta e verdura ed abita in una stanza presso una coppia, Maria e Giuseppe. I veri rapporti di Ugo con Maria, Giuseppe non li sa ancora. Ugo non è innamorato: gli piacciono le donne, sa di piacere, gioca e si diverte. E' amico del maniscalco Maciste (Adolfo Consolini), antifascista anche lui, ma come carattere e comportamento diverso da Ugo. Maciste è molto rigoroso nella vita privata.



Tre scene in Via del Corno. Nella prima si vede Maciste (si chiama Corrado, ma tutti lo chiamano Maciste). Nella seconda, il ciabattino Staderini (Garibaldo Lucii) porta in strada il suo banchetto di lavoro. Nella terza, Ugo al mattino parte pimpante col suo carretto da verduraio. Non sa ancora che poche ore dopo Giuseppe scoprirà la tresca della moglie Maria. Una rissa per strada a cui assistono dalle finestre tutti gli abitanti di Via del Corno. Il ragioniere Carlino Bencini (Bruno Berellini) dirigente del partito, convocherà i due coniugi alla sede del Fascio, così si prenderà qualche libertà con Maria anche lui.


Tornano dal viaggio di nozze a Roma Milena (Antonella Lualdi) e Alfredo (Giuliano Montaldo). Hanno un negozio di pizzicherìa. Ecco Milena, con le amiche Bianca e Clara, mentre conosce Mario, il fidanzato di Bianca che adesso abita anche lui in Via del Corno: in casa di Maciste e di sua moglie Margherita.


Due immagini delle amiche insieme. C'è anche Margherita. Intanto, Maciste ed Ugo hanno litigato, perché Maciste rimprovera ad Ugo il suo comportamento, che influisce sulla serietà dell'impegno politico. Mario, il fidanzato di Bianca, si tiene fuori dalla politica: Bencini gli chiede di iscriversi al Fascio, lui non dice né sì né no.



Alla finestra si affaccia Gesuina (Anna Maria Ferrero). E' la servetta della Signora (Wanda Capodaglio) di cui tutti dicono che fa del bene. In realtà si tratta di una strozzina che ne ha viste tante nella vita, e che ha aderenze a Roma. Sa tutto quel che succede in Via del Corno e non è sorpresa quando Alfredo e Maria si presentano da lei regalandole un Colosseo e chiedendole un prestito per il negozio. Alfredo vuole rinnovare il negozio. La Signora concede il prestito senza farsi pregare, ma lo concede alle sue condizioni.


Alla sera, Alfredo e Milena pensano al loro futuro. Alfredo è deciso: basta col fare credito ai clienti, meglio mandar via il garzone. E alla cassa nuova, appena comprata, ci starà Milena.


Ecco Milena alla cassa, festeggiata dalle clienti. Tutto sembra andare per il meglio. La seconda immagine è diversa. Bencini si è presentato nel negozio per chiedere soldi per il Fascio e Alfredo l'ha cacciato via. Alfredo non fa politica, ma non vuole cedere a ricatti. Crede che la situazione non sia più quella del 1921: adesso non c'è più il fascismo violento, il clima è di pacificazione nazionale, lo dice anche il Re. Quindi certi rischi non ci sono più.
Ma quella notte, in Via del Corno, non si dorme. Alfredo non è tornato a casa. Nessuno sa che cosa sia successo, e Milena è disperata.
(continua)

Anna Maria Ferrero (Gesuina)