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martedì 20 maggio 2008

Guerra e pace: Gli scenari della guerra

Voyna i mir (1967), Regia di Sergei Bondarchuk, dal romanzo di Leone Tolstoj, Sceneggiatura Sergei Bondarchuk e Vasily Solovyov.
Con Lyudmila Savelyeva (Natasha Rostova), Vyacheslav Tikhonov (Principe Andrej Bolkonsky), Sergei Bondarchuk (Pierre Bezukhov), Irina Gubanova (Soniya), Antonina Shuranova (principessa Maria), Irina Slobtseva (Hélène Bezuchova) Kira Golovko (Contessa Rostova), Vasili Lanovoy (Anatolj Kuraghin), Oleg Tabakov (Nikolaj Rostov), Segej Yermilov (Petya Rostov) Vladislav Strzhelchik (Napoleone Bonaparte), Boris Zakhava (il Generalissimo Kutuzov), Giuli Chokhonelidze (Generale Bagratiòn)
Scenografie Georgi Koshelev, V. Uvarov, Costumi Vladimir Burmeister, Nadezhda Buzina, Mikhail Chikovani, Musiche originali di Vyacheslav Ovchinnikov dirette dall'autore Durata originale 487 minuti( 364' nella versione venduta in Italia, Urss, 1966 Rating IMDb: 8.2

Gabrilu sul suo blog NonSoloProust

Palcoscenici della pace e scenari di guerra. Nel romanzo di Tolstoj si intrecciano, e la guerra contro Napoleone cambia drasticamente il destino di tutti i personaggi.

Il primo scenario di guerra che compare nel libro e nel quale è presente anche il Principe Andrej è la battaglia di Schöngraben, ma è soltanto un assaggio. Le grandissime, epiche sequenze di guerra sono, sia nel libro che nel film di Serghei Bondarchuk, sostanzialmente quattro.

Come avevo già scritto, per la realizzazione del film vennero utilizzate forze dell'esercito regolare dell'Armata Rossa e venne creato appositamente uno speciale corpo di cavalleria.
Sul making of del film, se avrò tempo, avrei voglia di tornare. Guerra e Pace non è robetta che io riesca ad esorcizzare con pochi post.

Il Generalissimo Kutuzov (Boris Zakhava)

La battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805) detta anche "la battaglia dei tre imperatori": lo Zar Alessandro I, l'Imperatore d'Austria Francesco I°, Napoleone Bonaparte Imperatore dei francesi.
Russi e austriaci vennero sonoramente sconfitti.
Austerlitz rimarrà per Napoleone la vittoria più sfolgorante di tutta la sua carriera.

Il Generalissimo Kutuzov e il principe Andrej Bolkonsky,
suo aiutante di campo

"Dal mezzodi del 19 nelle supreme sfere dell'esercito ebbe principio un gran movimento, tra affannoso ed eccitato, che durò fino al mattino del giorno dopo, 20 novembre, in cui fu data la così memorabile battaglia di Austerlitz.
[...]
Il movimento concentrato, iniziatosi alla mattina nel quartier generale degli imperatori e che aveva dato l'impulso a tutto il movimento seguente, era simile al primo moto della ruota di fondo d'un grande orologio da torre. Una ruota si muove lentamente, una seconda gira, una terza, e le ruote, le carrucole, i rocchetti, si mettono a girare sempre più rapidamente, il carillon comincia a suonare, le figure a balzar fuori, e le lancette ad avanzare con esattezza, indicando il risultato di tutto il movimento."


Bagratiòn e Kutuzov ad Austerlitz

Come nel meccanismo di un orologio, così anche nel meccanismo della guerra il movimento, quando l'impulso è dato, continua irresistibile fino all'ultimo risultato; e così stanno indifferentemente immobili le parti del meccanismo alle quali l'impulso non è ancora giunto, fino al momento in cui il movimento viene trasmesso. Le ruote sibilano sull'asse, ingranando coi denti, le carrucole cigolano per la rapidità del moto; ma la ruota vicina riamane tranquilla e immobile, come se fosse disposta a conservare per centinaia d'anni quella immobilità; ma il momento viene, una leva agisce, e, ubbidendo al movimento, la ruota stride girando e si confonde in un'unica azione di cui non si può comprendere nè lo scopo nè il risultato."

Il Generale Principe di Bagratiòn (Giuli Chokhonelidze) ad Austerlitz

L'epica battaglia di Borodinò (7 settembre 1812), a 125 km da Mosca. Fu la più grande battaglia campale combattuta in un sol giorno di tutta la campagna di Russia e di tutte le guerre napoleoniche: vi parteciparono oltre 250.000 uomini. Fu anche la più sanguinosa: le vittime delle due parti sono stimate in almeno 70.000, il che ne farebbe la battaglia più sanguinosa di tutti i tempi. A chi giovò quel macello? L'esito della battaglia fu incerto sotto il profilo tattico, ma poichè i russi indietreggiarono la vittoria strategica arrise apparentemente ai francesi che dopo pochi giorni entrarono a Mosca. Apparentemente, perchè l'essersi spinti fino a Mosca costituirà anche, secondo Tolstoj, il principio della fine dell'esercito napoleonico.

Borodinò

"Perchè e come furono date e accettate le battaglie di Scevardinò e di Borodinò? Perchè fu data la battaglia di Borodinò? Né per i francesi né per i russi essa aveva il menomo senso. La conseguenza immediata fu, e doveva essere, -- per i russi, che noi ci avvicinammo alla rovina di Mosca (ciò che noi temevamo più d'ogni altra cosa al mondo), e per i francesi, che essi si avvicinarono alla rovina di tutto l'esercito (ciò che essi temevano pure più di ogni altra cosa al mondo). Questo risultato era già da allora del tutto evidente, e nondimeno Napoleone diede, e Kutuzov accettò questa battaglia"

Pierre Bezuchov (Serghei Bondarchuk)
sul campo di battaglia di Borodino

Il campo di battaglia di Borodino, il giorno dopo

L'esercito russo abbandona Mosca

Napoleone (Vladislav Strzhelchik) al Cremlino

"Così Mosca era vuota, quando Napoleone, stanco, inquieto e accigliato, camminava avanti e indietro presso il bastione del Collegio di Camera, aspettando la deputazione, e cioè l'osservanza d'una cerimonia esteriore, ma necessaria, secondo il suo concetto.
In diversi angoli di Mosca qualche persona si aggirava ancora, insensatamente, conservando le antiche abitudini senza comprendere che cosa facesse. Quando a Napoleone, con la dovuta cautela, fu annunciato che Mosca era deserta, egli guardò con collera colui che gli dava quella notizia e, voltandogli le spalle, continuò a passeggiare in silenzio"

L'incendio di Mosca. Abbandonata da tutte le autorità istituzionali e dalla maggior parte dei suoi abitanti, lasciata al saccheggio dei francesi, in breve tempo Mosca viene devastata da centinaia di incendi che nessuno è in grado di domare. Perchè Mosca venne incendiata?

Soldati francesi e l'incendio di Mosca

"I francesi imputarono l'incendio di Mosca au patriotisme féroce de Rastopchine; i russi, al fanatismo dei francesi. In sostanza l'incendio di Mosca non ebbe nè poteva avere altre cause, se per causa s'intenda qualcosa di cui si possa attribuire la responsabilità a una o parecchie persone. Mosca bruciò perchè era stata messa in tali condizioni, nelle quali ogni città costruita in legno deve bruciare, si abbiano o non si abbiano centrotrenta cattive pompe da incendio. Mosca doveva bruciare in conseguenza di ciò che i suoi abitanti l'avevano disertata, inevitabilmente, come deve prender fuoco un mucchio di trucioli su cui durante alcuni giorni piovano scintille"


La drammatica ritirata dei francesi


"L'esercito non poteva ricomporsi in nessun luogo. Dalla battaglia di Borodinò e dal saccheggio di Mosca portava in sé quasi le condizioni chimiche della dissoluzione
I soldati di quei corpi che erano stati un esercito fuggivano coi loro comandanti, senza sapere dove, desiderando (Napoleone come ogni soldato) una sola cosa: districarsi ciascuno per suo conto nel più breve tempo possibile da quella situazione senza via di scampo, di cui, sia pure confusamente, tutti erano consapevoli"


"Dal 28 ottobre, quando incominciarono le giornate di gelo, la fuga dei francesi prese un carattere ancora più tragico: divenne la fuga di uomini che agghiacciavano e si abbruciacchiavano a morte intorno ai fuochi e che continuavano in pelliccia e in carrozza a fuggire col bottino dell'imperatore, dei re e dei duchi; ma, in sostanza, il processo della fuga e della disgregazione dell'esercito francese non si modificò menomamente.
[...]
...l'esercito francese si dissolse e si disgregò [...] indipendentemente dal maggiore o minore rigore del freddo, dall'inseguimento, dagli ostacoli del cammino e da tutte le altre condizioni prese separatamente."

Le bandiere francesi e l'aquila napoleonica
abbassate in segno di disfatta

"Abbassale, abbassale la testa, -- disse [Kutusov] a un soldato che reggeva un'aquila francese e che senza accorgersene, l'aveva abbassata davanti al reggimento Preobajénski. -- Più in basso, più in basso, così."

"Urrà, ragazzi! -- Disse, rivolgendosi ai soldati, con un rapido movimento del mento"

La gioia del vecchio Kutusov: la Russia è salva!

martedì 15 aprile 2008

Guerra e Pace: Il palcoscenico della mondanità

Il principe Andrej Bolkonsky (Vyacheslav Tikhonov)

Voyna i mir (1967), Regia di Sergei Bondarchuk, dal romanzo di Leone Tolstoj, Sceneggiatura Sergei Bondarchuk e Vasily Solovyov.
Con Lyudmila Savelyeva (Natasha Rostova), Vyacheslav Tikhonov (Principe Andrej Bolkonsky), Sergei Bondarchuk (Pierre Bezukhov), Irina Gubanova (Soniya), Antonina Shuranova (principessa Maria), Irina Slobtseva (Hélène Bezuchova) Kira Golovko (Contessa Rostova), Vasili Lanovoy (Anatolj Kuraghin), Oleg Tabakov (Nikolaj Rostov), Segej Yermilov (Petya Rostov) Vladislav Strzhelchik (Napoleone Bonaparte), Boris Zakhava (il Generalissimo Kutuzov), Giuli Chokhonelidze (Generale Bagratiòn)
Scenografie Georgi Koshelev, V. Uvarov, Costumi Vladimir Burmeister, Nadezhda Buzina, Mikhail Chikovani, Musiche originali di Vyacheslav Ovchinnikov dirette dall'autore Durata originale 487 minuti( 364' nella versione venduta in Italia, Urss, 1966 Rating IMDb: 8.2

Gabrilu sul suo blog NonSoloProust

Nel romanzo Guerra e Pace di Tolstoj, i cui protagonisti appartengono tutti all'aristocrazia ed alle alte sfere dell'esercito, ci sono molte pagine dedicate alla vita mondana di Pietroburgo e di Mosca, ai salotti più frequentati ed influenti, alle cene ed ai balli cui a volte interviene personalmente anche lo stesso Zar Alessandro I.
Gli eventi mondani sono il palcoscenico in cui Tolstoj ci fa incontrare i suoi personaggi presentandoceli più che con lunghe descrizioni (che pure ci sono) attraverso le loro chiacchiere spesso apparentemente oziose ma a commento delle quali inserisce sempre un aggettivo, una riflessione, la sottolineatura di una loro caratteristica.

Due grandi scenari aprono il romanzo: il salotto di Anna Pavlovna e la casa dei conti Rostov. Ci saranno poi i grandi balli di corte, le cene e i banchetti d'onore ed anche mentre la guerra è al suo culmine, e perfino quando Napoleone è ormai giunto a Mosca e la città è stata abbandonata ed incendiata dai suoi abitanti, a Pietroburgo continua il rituale mondano delle feste e dei balli.

Le immagini che seguono e che illustrano alcuni di questi momenti sono tratte dal film Guerra e Pace del regista Serghei Bondarchuk di cui ho già parlato. Le citazioni in corsivo sono, ça va sans dire, del conte Lev Nikolaevic Tolstoj.

Il salotto di Anna Pavlovna Scherer, damigella di corte e familiare dell'imperatrice Maria Feòdorovna:

"vi era convenuta la più alta aristocrazia di Pietroburgo, composta di persone per età e per carattere assai diverse, ma eguali per la società in cui tutti vivevano"

E' qui che incontriamo per la prima volta, nel 1805, alcuni dei personaggi principali del romanzo: il principe Andrej Bolkonsky con la moglie Lisa nota come "la femme la plus séduisante de Petersburg"; Pierre Bezuchov, il principe Vassilj Kuraghin con i figli Anatolj e la bellissima Hélène.

Anna Pavlovna (Angelina Stepanova)
e Pierre Bezuchov (Sergei Bondarchuk)

Lisa Bolkonskaya ed Hélène Kuraghina

Il principe Vassilj Kuraghin
nel salotto di Anna Pavlovna a Pietroburgo

In casa dei conti Rostov si festeggia l'onomastico della contessa. Si cena e si balla.

"... e i convitati presero posto. Poi ai suoni dell'orchestrina di casa del conte subentrarono il tintinnio dei coltelli e delle forchette, il suono delle voci e dei passi quieti dei camerieri"

Qui incontriamo per la prima volta Natasha Rostova: ha tredici anni, è graziosa, allegra, piena di energia.

Le vicende della vita la cambieranno molto.

"Non bella ma vivace, la fanciulla, coi suoi occhi neri e la bocca grande [...] era in quella cara età quando la fanciulla non è più una bambina, e la bambina non è ancora una fanciulla"

Conosciamo anche i suoi genitori, il conte e la contessa Rostov, la sorella maggiore Vera, i fratelli Nikolaj e il piccolo Petia, la cugina Sonia, innamorata di Nikolaj.

Il conte Rostov balla il "Danilo Kupor"

"... era il ballo prediletto dal conte, che lo ballava già nella sua giovinezza"

Pierre Bezuchov danza con la piccola Natasha

Il gran ballo di Capodanno

"Il 31 dicembre, vigilia dell'anno nuovo 1810, le réveillon, si dava un ballo da un gran dignitario dell'epoca di Caterina. A quel ballo dovevano assistere il corpo diplomatico e l'imperatore."

Per la diciottenne Natasha questo evento rappresenta l' ingresso ufficiale in società.

Natasha Rostova (Lyudmila Savelyeva)

Natasha incanta il principe Andrej, con cui danza tutta la notte, che si innamora di lei e che le chiederà di sposarla.

Natasha Rostova (Lyudmila Savelyeva)
e Andrej Bolkonsky (Vyacheslav Tikhonov)

"Il principe Andrej era uno dei migliori ballerini del suo tempo. Natascia ballava mirabilmente, i suoi piedini nelle scarpine di raso, compievano l'opera loro, rapidi e leggeri, indipendentemente da lei, e il suo volto raggiava per l'entusiasmo della felicità [...] Il principe Andrej [...] non appena ebbe stretto quel busto sottile ed agile e Natasha cominciò a muoversi così presso a lui e gli sorrise così vicino, l'aroma della sua grazia gli montò alla testa"

Banchetti

A Mosca, al Circolo degli Inglesi, si festeggia il Generale Principe di Bagratiòn:

Il Generale Bagratiòn (Giuli Chokhonelidze)

"l'eroe degli eroi era il principe di Bagratiòn, che s'era coperto di gloria con la sua battaglia di Schöngraben e con la ritirata di Austerlitz, dove egli solo aveva guidato in perfetto ordine la sua colonna e per un intero giorno aveva respinto un nemico due volte più numeroso"


"In quello stesso momento l'orchestra cominciò a suonare "Tuono della vittoria, echeggia": Tutti si alzarono dai loro posti e gridarono urrà! e Bagratiòn gridò urra! tale e quale come aveva gridato sul campo di Schöngraben [...] "Urrà" gridarono ancora le voci dei trecento convitati"

Ballo di corte a Pietroburgo

"...la vita di Pietroburgo, tranquilla, sontuosa, occupata solo di apparenze, di riflessi dell'esistenza, scorreva come per l'innanzi; e dal mezzo del corso di quella vita era necessario fare uno sforzo per aver coscienza del pericolo e di quella difficile situazione in cui si trovava il popolo russo"

Lo Zar Alessandro I fa il suo ingresso a un ballo di corte

Grande mazurka


E' giunta la notizia che le armate napoleoniche hanno invaso la Russia e marciano verso Mosca.
La guerra ricomincia.

martedì 11 marzo 2008

Guerra e pace

Voyna i mir (1967), Regia di Sergei Bondarchuk, dal romanzo di Leone Tolstoj, Sceneggiatura Sergei Bondarchuk e Vasily Solovyov.
Con Lyudmila Savelyeva (Natasha Rostova), Vyacheslav Tikhonov (Principe Andrej Bolkonsky), Sergei Bondarchuk (Pierre Bezukhov), Irina Gubanova (Soniya), Antonina Shuranova (principessa Maria), Irina Slobtseva (Hélène Bezuchova) Kira Golovko (Contessa Rostova), Vasili Lanovoy (Anatolj Kuraghin), Oleg Tabakov (Nikolaj Rostov), Segej Yermilov (Petya Rostov) Vladislav Strzhelchik (Napoleone Bonaparte), Boris Zakhava (il Generalissimo Kutuzov), Giuli Chokhonelidze (Generale Bagratiòn)
Scenografie Georgi Koshelev, V. Uvarov, Costumi Vladimir Burmeister, Nadezhda Buzina, Mikhail Chikovani, Musiche originali di Vyacheslav Ovchinnikov dirette dall'autore Durata originale 487 minuti( 364' nella versione venduta in Italia, Urss, 1966 Rating IMDb: 8.2

Gabrilu sul suo blog NonSoloProust

Il Guerra e pace (Voyna i Mir) russo diretto da Serghei Bondarchuk, vincitore dell' Oscar 1968 e del Golden Globe 1969 come miglior film straniero è non solo un film epico e gigantesco. Un "monstrum", nel suo genere. E' anche lirico e commovente. Molto bello. Ecco, ho voluto dire subito e senza mezzi termini come la penso.

E' un film lunghissimo: la versione russa originale dura ben 478 minuti (sette ore circa).

Venne progettato per celebrare il centenario della pubblicazione del romanzo di Tolstoj e pare rimanga a tutt'oggi il film più dispendioso mai realizzato. La lavorazione durò più di sei anni e questo, tra parentesi, comportò problemi con gli attori del cast: il tempo passava, le facce cambiavano, i ragazzini diventavano adulti, gli altri invecchiavano...

L'obiettivo dichiarato da Bondarchuk era quello di "riprodurre con i moderni mezzi cinematografici i pensieri, le emozioni, la filosofia e gli ideali di Tolstoj". La precedente versione hollywoodiana del romanzo, molto più corta (3 ore 1/2) di King Vidor con Henry Fonda, Audrey Hepburn e Mel Ferrer era stata giudicata troppo statica ed ipersemplificata.

La versione di Bondarchuk non solo è molto fedele al lunghissimo e profondo romanzo, ma è anche una grande opera cinematografica. Per la ricchezza di sfumature nella caratterizzazione dei personaggi, per la ricostruzione dei dettagli della vita quotidiana, dei costumi, della società e delle tradizioni della Russia del XIX° sec., per la rappresentazione della storia d'amore di Natasha Rostova e del principe Andrej Bolkonsky.

Nel salotto di Anna Pavlovna, a Pietroburgo

L' attenzione prestata per allestire scenografie realistiche e le scene di battaglia fu grandissima. Gran parte del materiale utilizzato per gli arredamenti, i servizi da tavola che ammiriamo nelle tante cene e ricevimenti proveniva dai musei russi, e i luoghi che compaiono nel film (le "locations", si dice oggi) sono esattamente quelli in cui si svolgono le scene del romanzo. Per le grandi sequenze di battaglia di Austerlitz, di Borodino e di tutte le altre e per l'incendio di Mosca vennero utilizzate forze dell'esercito regolare dell'Armata Rossa e venne creato appositamente uno speciale corpo di cavalleria. I soldati impiegati furono 12.000, 35.000 i costumi realizzati.

La battaglia di Austerlitz

Il cast è ovviamente foltissimo di nomi. Mi limito a parlare adesso dei tre personaggi principali.

Il regista Serghei Bondarchuk, che era già un attore affermato, tenne per se il ruolo di quello che da molti viene considerato il vero protagonista del romanzo e cioè il conte Pierre Bezuchov.
Anche Orson Welles, che negli anni '40 aveva progettato assieme ad Alexander Korda (il produttore de Il terzo uomo) di fare un film su Guerra e pace aveva pensato di interpretare Pierre Bezuchov. Il progetto di Welles era però stato interrotto dalla guerra. Pierre Bezuchov è un personaggio molto complesso e difficile, per attori che sappiano davvero il fatto loro. Come Anthony Hopkins, che ha interpretato questa parte nella miniserie televisiva diretta da John Davies trasmessa dalla BBC negli anni '70.

Pierre Bezuchov - Serghei Bondarchuk

Un grosso problema era costituito dalla scelta dell'attrice cui affidare il ruolo di Natasha Rostova. I russi erano ben consapevoli del fatto che ormai, in occidente, al personaggio di Natasha la gente associava il volto celeberrimo di Audrey Hepburn, diventata una sorta di icona. Cercarono perciò di non discostarsi troppo dalla tipologia di donna della Hepburn e la scelta cadde alla fine su Lyudmila Savelyeva, che ci offre l'interpretazione di una Natasha molto vivace ma anche molto malinconica. A tratti decisamente inafferrabile. Se non avessi paura di sprofondare negli stereotipi, direi che ha un fascino slavo che incanta.

Natasha Rostova - Lyudmila Savelyeva

Per il ruolo del principe Andrej Bolkonsky s'era in un primo tempo pensato al più grande attore russo del tempo, quell' Innokenti Smoktunovsky grande interprete dell'Amleto shakespeariano tradotto in russo da Pasternak e diretto da Grigori Kozintsev. La parte venne però poi affidata a Vyacheslav Tikhonov, attore molto conosciuto ed apprezzato e con parecchi film al suo attivo.

Principe Andrej Bolkonsky - Vyacheslav Tikhinov

Quando il film di Bondarchuk venne visto in occidente, nonostante l'assegnazione dell'Oscar e del Golden Globe e del generale favore con cui venne accolto dal pubblico malgrado la sua lunghezza, una parte della critica --- soprattutto statunitense -- lo giudicò piatto, calligrafico, confuso.

"This is a landmark in the history of commerce and post-Stalinist Russia, but not cinema" è arrivato a sentenziare Jonathan Rosenbaum sul Chicago Reader

Dietro le -- legittime -- critiche di carattere estetico c'erano però anche evidentissimi motivi politici che spingevano alcuni critici americani ad attaccare il film. Voyna i Mir infatti era stato prodotto quando a capo dell'URSS c'era Breznev ed a molti, in occidente, non andò giù il fatto che in un momento in cui artisti come Tarkovskij ed altri innovatori incontravano serie difficoltà a realizzare nuovi progetti Serghei Bondarchuk, considerato emblema ufficiale del cinema sovietico avesse ottenuto dal PCUS e dall'industria carta bianca e tutto il sostegno possibile per la realizzazione di questo colosso.

Da parte mia, ho sempre pensato che, di contro, al di là della dichiarata intenzione di celebrare il centenario di uno dei massimi capolavori della letteratura russa, i sovietici non avevano, da parte loro, digerito granchè bene il grande successo del film di Vidor e che una delle loro motivazioni fosse stata il non aver mandato giù che fossero stati gli occidentali ed in particolare Hollywood a trasportare per primi sullo schermo il romanzo del "loro" Tolstoj.

La Guerra Fredda, insomma, si combatteva anche sugli schermi cinematografici ed a colpi di celluloide. In questo caso, però, a noi spettatori ha regalato due ottimi anche se diversissimi film.

In Italia Voyna i Mir venne proiettato nelle sale cinematografiche ridotto di circa la metà ed era diviso in due parti intitolate Natasha e L'incendio di Mosca.

Alla televisione, nel 1978 RaiUno ne mandò in onda, suddivisa in otto puntate, una versione della durata complessiva di 510 minuti. Natasha (Lyudmila Savelyeva) era doppiata da Loretta Goggi, il principe Andrea (Vyacheslav Tikhonov) da Michele Kalamera, Pierre Bezuchov (Sergei Bondarchuk) da Giancarlo Maestri.

Avevo visto al cinema, a suo tempo, la versione ridotta di questo Guerra e pace. Ho potuto finalmente vedere, in questi giorni, la versione originale e (quasi) integrale russa che è uscita in tre DVD.
Li ho dovuti acquistare on line, perchè nei negozi è difficilissimo trovarli. Almeno, nel negozio Ricordi Feltrinelli di Palermo non l'avevano e mi hanno detto perfino che era fuori catalogo...

Due parole sul cofanetto, visto che oggi è l'unico modo di vedere questo film.
La qualità dei DVD non è proprio perfetta, non c'è uno straccio di documentazione allegata (e non parliamo di "extra", che oggi come oggi sono in fondo l'unico motivo per cui uno compra i DVD).

Ma il problema più grosso è quello del doppiaggio.

Infatti, dopo il re-inserimento delle parti che prima erano state eliminate non si è proceduto, per l'edizione italiana, a rifare tutto il doppiaggio. Con il bel risultato che uno stesso personaggio lo sentiamo parlare in russo con la voce originale dell'attore (con sottotitoli in italiano) e cinque, dieci minuti dopo con la voce del doppiatore italiano e poi di nuovo etc.
Le conversazioni in francese --- che sono parecchie perchè nell'aristocrazia e negli alti gradi dell'esercito in Russia si parlava francese -- non sono tradotte affatto.
Insomma siamo sottoposti ad un continuo altalenare di suoni e di lingue. Se almeno avessero previsto l'opzione: tutto in russo con i sottotitoli italiani! Io l'avrei scelta sicuramente. Ma invece no, niente. Nel menu interattivo quest'opzione non c'è. Per fortuna, la magia del film è tale che dopo un quarto d'ora circa mi sono abituata e all'altalena non ho fatto più caso.

Non c'è nemmeno l'elenco dei doppiatori italiani. Io sono quasi sicura che la bella voce narrante fuori campo sia quella del grande Romolo Valli, ma mi piacerebbe esserne certa: sarà davvero lui? Mah. Insomma, per essere un' "edizione speciale" come strombazzato sul cofanetto, è stata realizzata in modo vergognosamente sciatto.

Purtroppo ho scoperto solo adesso che esiste anche un'altra edizione in 5 DVD, tutta in russo ma con sottotitoli in molte lingue compreso l'italiano e che tra l'altro offre ben due dischi di materiale di supporto di notizie storiche e letterarie, mappe dettagliate dei campi di battaglia e una miniera di altre cose. Perchè nell'edizione italiana tutto questo non c'è? Perchè, perchè, perchè??? Lasciamo perdere, che se ci penso mi arrabbio.

E comunque e nonostante tutto, sono lietissima non solo di averlo acquistato, questo film, ma di potermelo vedere e rivedere quando voglio anche se nelle dimensioni ridotte degli schermi di casa (televisore o computer). Cosa che, per questo film in particolare, è un vero compromesso visivo. Mi sento di consigliarlo non solo a chi ama il romanzo di Tolstoj ma anche a chi il romanzo non l'ha mai letto perchè rimane un film a mio parere molto emozionante. Sicuramente da vedere. Non tutto di seguito, magari (sei ore sono veramente tante), ma come per esempio ho fatto io, guardando un DVD al giorno. In fondo, nemmeno la Tetralogia di Wagner la si ascolta tutta di fila o sempre per intero.

Per le strade di Mosca

Per me, l'unico problema è che adesso non riuscirò più a guardare e ad apprezzare come prima il Guerra e Pace del 1956, quello di King Vidor (e Mario Soldati). Perchè a mio parere c'è veramente una differenza enorme tra i due film, a tutto vantaggio di quello russo. Non tanto per la differenza di durata o per la scelta degli interpreti principali. E' proprio che vedendo il film di Bondarchuk ci si sente immediatamente immersi nella Russia dei primi dell'800. Non so nemmeno io trovare le parole per descrivere questa sensazione -- che ho avvertito fortissima -- , ma mentre guardavo il film pensavo a quanto americani fossero "gli altri", quelli del film del '56. Però ora basta. Non voglio più paragonare le due versioni cinematografiche, almeno per il momento. Già ho capito che anche a parlar solo di quella di Bondarchuk non mi basta quest'unico post.

Le immagini sono screenshot che ho preso dai DVD. Sono tutte cliccabili per poterle vedere ingrandite.

Napoleone - Vladislav Strzhelchik


Lev Nicolaevic Tolstoj