Gabrilu sul suo blog NonSoloProust
"Never forgot. Never forgive" ("Mai dimenticare. Mai perdonare") è il motto di Benjamin Barker, il diabolico vendicativo barbiere di Fleet Street impersonato da uno straordinario Johnny Depp in Sweeney Todd, il musical-horror di Tim Burton. Il film ha già ottenuto il Golden Globe come miglior musical o commedia.
Nonostante sia pieno zeppo di sgozzamenti a go go, sangue come se piovesse, esibitissimo granguignolismo, tutto è talmente e volutamente sopra le righe che dopo il primo cliente trasformato in cadavere non ci si fa più caso, il sangue è talmente rosso e denso da sembrar morbida ceralacca che non si può fare a meno di apprezzare come il suo colore si intoni tanto bene con le raffinate sfumature di grigio della splendida fotografia di Dariusz Wolski. E quando il desiderio di Barker di vendicarsi del giudice Turpin che gli ha sottratto moglie e figlia si trasforma in cieco delirio nihilista e misantropo, più il barbiere Depp si scatena con le sue lame, meno impressione fa e ci si lascia prendere dallo strano inquietante fascino di questo film.
Il film è un vero e proprio musical e loro due cantano, cantano continuamente e molto bene dal principio alla fine pur non avendolo fatto mai, prima. Sono attori, non cantanti. Però quando hanno accettato la parte si sono messi a studiare, hanno lavorato sodo e i risultati ci sono eccome. "Johnny Depp canta e incanta" ha scritto il New York Times. Quando si dice la professionalità. Quando si dice che per essere attori professionisti si deve non solo avere una faccia interessante ma anche studiare e faticare.
Le scenografie di Dante Ferretti sono bellissime, di un dickensiano-gotico- iperrealistico-surrealistico-grottesco (ho esaurito gli aggettivi) talmente ai limiti del kitsch da risultare stupendo, la musica molto gradevole (ma il musical era già famoso da prima) e il film, nonostante un numero di cadaveri di cui ad un certo punto si perde pure il conto riesce perfino... ad essere divertente.
La carta vincente del film credo stia proprio nel contrasto fra il plot truculentissimo e le musiche di Stephen Sondheim dolci, malinconiche, romantiche, briose: uno dei brani più importanti -- Little Priest -- in cui Depp e Bonhan Carter duettano alla grande pianificando il modo di fare sparire i cadaveri una volta che siano stati "sbarbati" è un delicatissimo valzer. Musica romantica, contenuti raccapriccianti. Questa dicotomia già esistente nel musical orginario Tim Burton l'ha esaltata fino al parossismo mettendo insieme farsa e gotico in modo spiazzante perchè chi guarda oscilla continuamente, non riuscendo a decidere se tapparsi occhi ed orecchie nelle scene degli sgozzamenti o sorridere divertiti per l'assurdità del tutto. Sweeney Todd spaventa, fa rabbrividire ma anche sorridere.
Se non ci si arrende alla prima gola tagliata e si cerca di non pensare a quant'era squisito quello shepherd pie mangiato magari proprio prima di cominciare a vedere il film le probabilità che Sweeney Todd tenga incollati alle poltrone sono altissime, io credo.
Nei titoli di testa di Sweeney Todd i macchinari si riempiono di vischiosissimo liquido rosso e trasformano i cadaveri delle vittime nella carne tritata che farcirà le "pies" tanto apprezzate dai clienti di Mrs. Lovett.