Outomlionnye solntsem/Burnt by the sun/ Soleil trompeur, 1994, Regia Nikita Mikhalkov, Soggetto di Nikita Mikhalkov, Sceneggiatura Nikita Mikhalkov, Rustam Ibragimbekov, Fotografia Vilen Kaluta (colore), Costumi Natalya Ivanova, Musica Eduard Artemie, Montaggio Enzo Meniconi
Interpreti e personaggi principali: Oleg Menshikov (Dmitri), Nikita Mikhalkov (Col. Sergei Petrovich Kotov), Ingeborga Dapkunaite (Marousia), Nadezhda Mihkalkova (Nadya), André Oumansky (Philippe), Vyacheslav Tikhonov (Vsevolod)
Produzione Nikita Michalkov e Jerome Sydoux DURATA 125' Rating IMDb: 7.9
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Unione Sovietica, 1936.
Il colonnello Sergei Kotov (Nikita Mikhalkov) è un eroe militare della Rivoluzione bolscevica.
Si trova in campagna, dove sta trascorrendo l'estate nella sua dacia assieme alla sua giovane ed incantevole moglie Marousia (Ingeborga Dapkounaite) e la loro figlia di sei anni Nadia (Nadezhda Mihkalkova) con cui c'è un bellissimo rapporto di affetto reciproco.
Ci sono poi i numerosi componenti della famiglia e tanti amici. I parenti di Marousia sono una famiglia colta, prima della rivoluzione appartenevano all'alta borghesia. La loro è una vita felice e tranquilla anche se, a parte Kotov, tutti sono decisamente nostalgici della vita che conducevano prima dell'avvento dei bolscevichi. Spesso, in casa, risuonano arie italiane di opere liriche di Leoncavallo e Puccini che la madre e la nonna di Marousia avevano imparato ad amare frequentando i teatri prima della Rivoluzione.

Kotov ama molto la Patria di cui parla spesso e sempre con la "P" maiuscola ed è profondamente devoto alla causa Sovietica. Tra gli oggetti che ha più cari c'è una fotografia che lo ritrae assieme ad uno Stalin sorridente; questa foto, Kotov la porta sempre con sé.
Kotov, mentre in una splendida domenica di sole rema su una barchetta assieme a sua figlia, le dice che anche lei deve amare "la Madre Patria" e che l'ascesa del potere dei Soviet porterà alla fine del capitalismo.Dmitri è bello, allegro, disponibile, scherza volentieri con tutti, conquista subito la simpatia della famiglia intera ed in particolare della piccola Nadia, che cerca sempre la sua compagnia e lo chiama "zio Mitya". Dmitri è stato molto tempo in Francia, conosce perfettamente il francese e diverte tutti suonando al pianoforte can can francese e valzer viennesi ed incanta la piccola Nadia insegnandole a ballare il tip tap.
Il colonnello Kotov, amareggiato ma certo della propria innocenza accetta di andare con Dmitri ma ottiene che alla famiglia non venga detto nulla del suo arresto. La piccola Nadia, ignara, è felice di aiutare papà ad indossare la sua bella divisa. Lui ne è sempre così tanto fiero...
Sole ingannatore ha ottenuto il secondo premio della giuria al Festival di Cannes dove è stato premiato nell'edizione originale di 152 minuti e l'Oscar 1994 per il miglior film straniero.
Il titolo originale del film è Utomlennoe solntse che significa L'ultima domenica e deriva da quello di un tango degli anni trenta composto da Jerzy Petersburski e che mentre scorrono i titoli di testa vediamo danzare da una donna e da un uomo in divisa mentre una bambina li sta a guardare canticchiando a bassa voce in una scena caratterizzata da colori cupi e da una nebbia che avvolge tutto.
Se si considera che la storia del film di Mikhalkov si svolge tutta durante una domenica, si comprende che la scelta di questa musica e di questo titolo non solo non è casuale, ma merita un approfondimento. Si tratta infatti di un tango che diventò popolarissimo in USA, dove venne cantato, tra l'altro, da Billie Holiday.
Ma in Europa, e soprattutto in Polonia, "Ultima domenica" ebbe un terribile destino perchè durante la seconda guerra mondiale veniva spesso suonato nei lager nazisti mentre gli ebrei venivano mandati alle camere a gas. E' un peccato, secondo me, che il titolo originale del film non sia stato mantenuto. In inglese il titolo è diventato Burnt by the sun ("Bruciati dal sole") e mi sembra che almeno renda molto più comprensibile di quanto faccia quello italiano Sole ingannatore (che si rifà alla traduzione francese Soleil trompeur) la scritta che riempie lo schermo al termine della pellicola e che ci informa che "Il film è dedicato a tutti coloro che sono stati bruciati dal sole della Rivoluzione".
Il film è ambientato infatti, come abbiamo visto, a metà degli anni trenta, all'inizio delle grandi purghe staliniane, quando milioni di persone nell'allora Unione Sovietica venivano soppresse o private di ogni loro più elementare diritto di libertà ed etichettate come nemici del popolo durante una campagna scatenata da un improvviso giro di vite esercitato dal regime di Stalin.
E' dunque un'opera di grande denuncia delle purghe staliniane e le vicende che narra sono vere e documentate. I gulag stalinisti erano pieni di comunisti convinti e fedeli servitori del regime dei Soviet che furono gettati lì a marcire e a morire dopo aver loro estorto con torture di ogni tipo assurde confessioni di tradimento o di attentatori alla persona di Stalin. Il Kotov di Mikhalkov è uno di questi.
Il "sole" che inganna e brucia e che è metaforicamente rappresentato nel finale in una enorme immagine che campeggia sui prati è il sole che ha bruciato e disatteso le speranze di tutti, di chi ha creduto in esso e lo ha aiutato e di chi lo ha temuto come un nemico. Perchè tutti i personaggi del film avranno l'esistenza distrutta.
Sole ingannatore è uno dei più significativi prodotti cinematografici della nuova era postsovietica iniziata nel 1991 (anno della disgregazione dell'Urss), diretto da uno dei maggiori registi del periodo sovietico (e anche uno dei più conosciuti ed apprezzati in occidente), che tenta di rivisitare uno dei periodi più cupi della storia nazionale, finalmente libero da quelle forme di (auto) censura. Una stagione di cinematografia particolarmente critica nei confronti dello stalinismo si era, del resto, già manifestata in Urss nei primi anni di Krusciov. Ne avevo parlato a proposito di Quando volano le cicogne di Mikhail Kalatozov del 1957.
La dimensione storica del film -- la cui azione drammatica, come ho già detto, è concentrata tutta nell'arco temporale di una domenica estiva -- s'innesta su di un'ambientazione ricca di liriche suggestioni paesaggistiche. L'immensa pianura russa è rappresentata con colori rasserenanti ed immersa nell'indolenza estiva, l'atmosfera è ricca di riferimenti cechoviani che si colgono nell' impostazione teatrale e letteraria di buona parte delle sequenze e dei dialoghi ma anche nella ironica ed affettuosa partecipazione, in chiave crepuscolare, alla malinconica deriva esistenziale dei suoi personaggi.
Si avvertono risonanze cechoviane anche nella struggente dolcezza nostalgica: la famiglia allargata, la dacia, l'isba, l'ansa del fiume, la foresta di betulle; si avvertono nel rimpianto di un passato in cui "a San Pietroburgo si cantava Puccini e si evocava il can-can, mentre i servi parlavano in francese"
Il personaggio di Dmitri è sicuramente quello più controverso e interessante. La sua ambiguità e doppiezza è metaforicamente rappresentata da Mikhalkov nella sequenza in cui diverte la famiglia suonando il can can al pianoforte continuando ad indossare, per scherzo, la lugubre maschera antigas dell'esercitazione.
e Nadia (Nadezhda Mihkalkova)
I suoi sentimenti nei confronti di Kotov sono molto ambivalenti: lo odia perchè dieci anni prima, inviandolo all'estero e sposando Marousia lo ha strappato alla sua terra ed all'amore della sua vita ma si capisce anche che allo stesso tempo lo ammira e lo stima e che il suo affetto per Nadia e gli altri membri della famiglia è sincero. Perchè allora Dmitri compie un'azione che provocherà la tragedia non soltanto di Kotov ma della famiglia intera? A me sembra che nel personaggio di Dmitri Mikhalkov concentri due temi fondamentali: il primo sta nel fatto che nel corso di eventi storici così enormi ed apocalittici come furono gli anni delle persecuzioni staliniste è sempre difficilissimo individuare e tenere separate le motivazioni private (gelosie, rancori e vendette personali) dalle motivazioni politiche più "ufficiali". Il secondo tema forte del film consiste a mio parere nella eterna domanda della "possibilità di scelta". Poteva Dmitri disobbedire agli ordini dei suoi superiori dell' NKVD e rifiutarsi di compiere un'azione che lui stesso sa essere abbietta? Il tema è manifestamente esplicitato dalla battuta di Kotov il quale -- ancora ignaro di ciò che l'attende --- chiacchierando con Marousia dice "Tutti hanno una possibilità di scelta. Esiste sempre un'alternativa".
Non sono mancate al film critiche di eccesso di compiacimento calligrafico e di uno stile di recitazione a tratti manierato ed enfatico. Può darsi che alcuni momenti possano apparire forse un po' troppo "melodrammatici". Però mentre guardavo il film pensavo che le stesse osservazioni furono fatte dai critici occidentali a Quando volano le cicogne e che molto spesso, quando si parla di film russi, viene fuori questo tipo di appunto. La cosa mi sembra talmente ricorrente che ad un certo punto ho cominciato a chiedermi: e se questa enfasi, questa accentuazione degli aspetti emotivi e sentimentali non fosse la caratteristica/difetto di un singolo film o di questo o quell'altro regista russo, e se fosse invece una caratteristica peculiare del modo di esprimersi dei russi più in generale? E se noi vedessimo come un difetto un qualcosa che riteniamo negativo solo perchè non corrisponde ai nostri canoni estetici di occidentali? Il discorso è aperto e mi viene in mente anche a proposito di altre cinematografie, quella hindi, ad esempio. Ma non voglio divagare.
Qualche notazione a proposito degli interpreti: sono tutti bravissimi, ma io ho trovato assolutamente straordinaria la piccola Nadezhda Mihkalkova (Nadia, la figlia di Kotov). E' praticamente sempre in scena e regge magnificamente una recitazione che non è fatta di sola presenza. Nadezhda recita da grande attrice, da vera "figlia d'arte". Si, perchè nella vita reale Nadezhda è figlia di Nikita Mikhalkov e nipote di Sergei Mikhalkov e Andrei Konchalovsky.
Sempre a proposito degli interpreti, una curiosità: nel ruolo di Vsevolod, il suocero di Kotov, troviamo questo signore. Lo riconoscete?
Ed infine: Mikhalkov sta girando il sequel di questo film. Perchè?
"Giro Il sole ingannatore 2" dice " perché la II Guerra Mondiale non l'ha vinta solo il soldato Ryan".



