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domenica 10 giugno 2007

Le vite degli altri (2)

Das Leben der Anderen di Florian Henckel von Donnersmarck (2006) Con Martina Gedeck, Ulrich Muhe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Charly Hubner, Thomas Thieme Musica: Stéphan Moucha, Gabriel Yared Fotografia: Hagen Bogdanski (137 minuti) Rating IMDb: 8.5
Zibal
Comincerei copiando di peso una citazione di Roberto Saviano, autore del recente best seller Gomorra, nell'articolo scritto per Repubblica il 3 maggio scorso ("Miei cari letterati, tornate alla realtà"). Un giorno, dice Saviano, Thomas Mann e Ignazio Silone discutevano sul come giudicare i diversi sistemi politici. Silone rispose: "Senza dubbio: basta determinare qual è il posto che è stato riservato all'opposizione". Mann invece: "No, la verifica suprema è il posto che è stato riservato all'arte e agli artisti".
Il film Le vite degli altri dà ragione a Thomas Mann. Tratta infatti della persecuzione degli artisti, e non degli oppositori, da parte della Stasi, la polizia segreta della Germania comunista. E conforta quindi la mia crescente convinzione che i valori estetici sono supremi (magari con altri), e che il valore economico, di cui per professione mi occupo, se si tratta veramente di valore dipende dai primi.
Un'altra cosa mi ha fatto pensare questo bel film: quanto poco conosciamo, e cerchiamo di conoscere, della vita degli altri. Perfino all'interno delle famiglie il dialogo langue sempre più man mano che ciascuno si chiude nei propri interessi. I rapporti si fanno sempre più superficiali, stereotipati. Spesso con effetti dirompenti, secondo la teoria delle catastrofi.
Non vi è dubbio che come umani siamo esseri a sensibilità limitata. Ma se fra padri e figli, tra israeliani e palestinesi si andasse più a fondo nella comprensione reciproca, senza temere di mettere a repentaglio la propria identità, il proprio super-Io, allora qualcosa cambierebbe veramente. In fondo, si tratterebbe di riequilibrare in qualche misura l'eccesso di amore verso sé stessi con l'insufficienza di quello verso il prossimo.
P.S. Nell'immagine, c'è il regista, conte Florian Maria Georg Christian Henckel von Donnersmarck (!) che parla in una aula affollata. Sembra che lo ascoltino, e guardatela bene, questa immagine, dopo averla fatta grande cliccandoci sopra. A me dà fiducia: le persone, certe persone, esistono. Se ce lo ricordiamo è meglio, magari ci faremmo la nostra figura pure noi, in un'aula così. (s)

mercoledì 25 aprile 2007

Le vite degli altri (1)

Das Leben der Anderen di Florian Henckel von Donnersmarck (2006) Con Martina Gedeck, Ulrich Muhe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Charly Hubner, Thomas Thieme Musica: Stéphan Moucha, Gabriel Yared Fotografia: Hagen Bogdanski (137 minuti) Rating IMDb: 8.5
Massimo
Sul fermo immagine finale, in sala parte l’applauso. Anch’io batto le mani, ancora immerso nell’incantesimo della storia. Che parte livida e implacabile come gli ultimi anni della Germania dell’Est e l’agente della Stasi che viene incaricato di spiare uno scrittore e i suoi amici artisti. L’uomo - tutt’uno con l’ideologia che serve con convinzione - origlia giorno e notte persone che s’incontrano nell’appartamento e si scambiano i loro frammenti di libertà come fossero sigarette da fumare insieme di nascosto. La genialità di Florian Henckel è di aver saputo raccontare, in modo asciutto e senza sbavature, la forza irresistibile dell’arte e della bellezza; una forza che alla distanza vince ogni resistenza in chi si espone al suo calore. Paradossalmente, in un film attraversato da rischi e pericoli, è questa la vera imprudenza irrimediabile. Ma anche miracolosa, come il finale inatteso di questa bellissima storia.