Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post

sabato 14 novembre 2009

Parigi nel cinema: Prêt-à-Porter

Prêt-à-Porter di Robert Altman (1994) Sceneggiatura di Robert Altman, Barbara Shulgasser Con Marcello Mastroianni (Sergei/Sergio), Sophia Loren (Isabella de la Fontaine), Jean-Pierre Cassel (Olivier de la Fontaine), Kim Basinger (Kitty Potter), Chiara Mastroianni (Sophie Choiset), Stephen Rea (Milo O'Brannigan), Anouk Aimée (Simone Lowenthal), Rupert Everett (Jack Lowenthal), Rossy de Palma (Pilar), Tara Leon (Kiki Simpson), Georgianna Robertson (Dane Simpson), Lili Taylor (Fiona Ulrich), Ute Lemper (Albertine), Forest Whitaker (Cy Bianco), Tom Novembre (Reggie), Richard E. Grant (Cort Romney), Anne Canovas (Violetta Romney), Julia Roberts (Anne Eisenhower), Tim Robbins (Joe Flynn), Lauren Bacall (Slim Chrysler), Lyle Lovett (Clint Lammeraux), Tracey Ullman (Nina Scant), Sally Kellerman (Sissy Wanamaker), Linda Hunt (Regina Krumm), Teri Garr (Louise Hamilton), Danny Aiello (Major Hamilton), Jean Rochefort (Inspector Tantpis), Michel Blanc (Inspector Forget), François Cluzet (Assistente di Nina), Katarzyna Figura (Assistente di Sissy), Sam Robards (Assistente di Regina), Tapa Sudana (Kerut), Yann Collette (Coroner), Alexandra Vandernoot (Sandra de la Notte, Reporter Sky TV), Nella parte di se stessi: Harry Belafonte, Paolo Bulgari, Cher, Helena Christensen, Nicola Trussardi, Jean-Paul Gaultier, Gianfranco Ferré, Carla Bruni, Naomi Campbell, Adriana Karembeu, Björk, Greta Cavazzoni, David Copperfield, Linda Evangelista, Claudia Schiffer Fotografia: Jean Lépine, Pierre Mignot Musica: Michel Legrand e 35 canzoni/brani musicali (vedere l'elenco nel soundtrack listing di IMDb) (133 minuti) Rating IMDb: 4.8

Solimano

Questo post appartiene alla vista logica Parigi nel cinema, ma evidentemente l'immagine qui sotto non è di Parigi.


Si tratta proprio della Piazza Rossa di Mosca, compaiono addirittura dei sottotitoli in cirillico. Così comincia il film, con il sarto Sergio, chiamato anche Sergei (Marcello Mastroianni) che sta attraversando la Piazza Rossa di buon passo. Deve recarsi all'aeroporto per prendere un aereo per Parigi. Intende incontrare Olivier de la Fontaine (Jean-Pierre Cassel), il presidente della Camera della Moda. I due non si sono mai visti; per potersi riconoscere, Sergio invierà ad Olivier una cravatta uguale a quella che indosserà lui. La Piazza Rossa sparisce quasi subito e compare un'altra immagine che è come un timbro DOC: adesso siamo proprio a Parigi.


Qui c'è un famoso luogo di Parigi. Si tratta del Ponte Alexandre III, costruito fra il 1896 ed il 1900. Si chiama così in onore allo Zar Alessandro III: nel 1892 si era stipulata l'alleanza franco-russa e Nicola II, il figlio di Alessandro III, pose la prima pietra nel 1896. Il ponte congiunge il quartiere Champs-Élysées al quartiere Invalides et Tour Eiffel. E' una meraviglia dal punto di vista tecnologico (un solo arco). La sua esuberanza decorativa può sembrarci esagerata: statue di ogni genere, dai miti mitologici alla storia francese del Medioevo e del Rinascimento, a miti modernissimi (l'Esaltazione del Commercio e dell'Industria!), gruppi di leoni... Quello che ricordiamo di più sono gli enormi lampioni stravaganti.
Siamo nel marzo 1994 e tutto il mondo della moda è in agitazione per le sfilate del prêt-à-porter.
Sul ponte Alexandre III , si sta svolgendo un'intervista e c'è un addetto (o un turista?) che fotografa il gruppo un po' da lontano.



Come si vede nella prima immagine, c'è un blocco di traffico. Un tassista scende dalla macchina per vedere come mai non ci si muove, ma ecco, mentre il tassista è sceso succede un evento drammatico. I due passeggeri del taxi sono Sergio e Olivier, che si sono ritrovati in un bar grazie alle cravatte identiche. Stanno parlando dai fatti loro con molta tranquillità, Olivier addenta un panino al prosciutto e il terzo boccone non scende e non risale, rimane lì a mezza via, così Olivier muore strangolato. A quel punto lo sbalordito Sergio perde la testa (probabilmente ha qualcos'altro da nascondere...). Quando vede che il tassista torna scende precipitosamente dal taxi e fugge. Il tassista che fa? Naturalmente grida: "All'assassino!", attirando l'attenzione di tutti. Sergio, vistosi inseguito, si butta nella Senna dall'alto del Ponte Alexandre III. Una piccola folla si accalca attendendo la riemersione di Sergio, che non riemerge. Ma non preoccupiamoci, riapparirà ancora nel film. Ha passato quarant'anni in Russia, chissà quante gliene sono successe, figuriamoci se si spaventa per un tuffo nella Senna, anche se la giornata di marzo è un po' fredda.



Nel film compaiono volutamente i grandi luoghi di Parigi, quelli noti a tutti i turisti: L'Arc de Triomphe, il Louvre, la Tour Eiffel, Notre Dame. E' come se fossero delle enormi cartoline griffate, come sono basate sulla griffe tutte le collezioni del prêt-à-porter. Tutto si muove attorno alla griffe. Compaiono nella parte di se stessi famosi sarti e notissime modelle. Uno spazio di rilievo nel film ce l'ha il mondo dei fotografi, della stampa e delle TV. E' importante anche la scelta del luogo in cui presentare la collezioni, fra un po' vedremo un luogo inaspettato.




Anche gli alberghi dove alloggiano le persone che fanno parte del circo grottesco. C'è una ricca signora che si aggira nel quartiere delle boutique più famose e torna nell'albero sempre più carica di pacchi. Dopo tutto, è necessario che ci sia anche chi compra, sennò, che prêt-à-porter è?


Ecco il luogo più singolare: la notissima giornalista televisiva Kitty Potter (Kim Basinger) presenta la collezione di Cy Bianco (Forest Whitaker), il famoso stilista nero, in una stazione del metrò, vetture comprese.

Sotto la statua del pensatore (Le Penseur) di August Rodin si incontreranno Sergio ed Isabelle de la Fontaine (Sophia Loren), che è appena rimasta vedova per la morte in taxi del marito Olivier. E' per Isabelle, che Sergio è venuto a Parigi: non si vedono da quarantadue anni! Una storia che racconterò in un altro post. Inserisco in chiusura l'immagine di Sergio addormentato su una delle panchine dei giardini di Parigi e una immagine di Isabelle e di Sergio (probabilmente una foto di set) sotto la statua di Rodin. In apertura di post, l'immagine di un altro luogo in cui si svolge una collezione: un museo di arte antica. La griffe deve arrivare dappertutto.


Sophia Loren e Marcello Mastroianni

lunedì 17 agosto 2009

Parigi nel cinema: Parole, parole, parole (2)

Sabine Azéma

On connaît la chanson di Alain Resnais (1997) Sceneggiatura di Jean-Pierre Bacri, Agnès Jaoui Con Pierre Arditi (Claude), Sabine Azéma (Odile Lalande), Jean-Pierre Bacri (Nicolas), André Dussollier (Simon), Agnès Jaoui (Camille Lalande), Lambert Wilson (Marc Duveyrier), Jane Birkin (Jane), Jean-Paul Roussillon, Nelly Borgeaud Fotografia: Renato Berta Musica: Bruno Fontaine, e le quindici canzoni inserite nel film... a cui dedicherò un post, se basterà... (120 minuti) Rating IMDb: 7.1

Solimano

Oh, anche qui l'immagine che metto in cima non appartiene al film ma al trailer originale. Si tratta di un'altra mia amatissima, Sabine Azéma, e l'immagine non le rende tutto il merito, ma esprime un suo momento di perplessità. Tutti hanno il diritto di essere perplessi, ogni tanto, perfino un'attrice come Sabine Azéma con un curriculum di grandi interpretazioni. Che film scegliere, per il suo Ritratto di Signora? Un'idea ce l'avrei, solo che per il momento mi manca il DVD. Vedremo.


Odile Lalande (Sabine Azéma) è la sorella maggiore di Camille Lalande (Agnès Jaoui). In questi due post compare poco e suo marito Claude (Pierre Arditi) non compare per niente, ma in futuro ci sarà modo.
Nella prima immagine, Odile, in una strada piuttosto anonima di Parigi, sta soccorrendo un uomo anziano che è stato fatto cadere dalla macchina rossa che dopo un momento di esitazione non si fermerà. Dal dialogo di Odile con quest'uomo (non preoccupatevi, non si è fatto quasi niente) scaturirà uno dei tanti equivoci di cui è costellato il film.
Nella seconda immagine, Odile non è andata al cimitero per onorare un caro defunto. Quel cimitero è contiguo all'ufficio dove lavora e sopra ci passa un'autostrada. A Parigi c'è proprio di tutto.

All'inizio del film, dopo la passeggiata in Rue de Rivoli, Camille fa due chiacchiere con Nicolas (Jean-Pierre Bacri) l'accompagnatore di donne ricche e sole. Nicolas si metterà in contatto con Odile, con cui a suo tempo ha avuto una relazione. Claude, il marito di Odile, non ne sarà contento, da cui una serie di accadimenti che svelerò, una volta o l'altra, niente resterà impunito. Per quasi tutto il film Camille trova antipaticissimo Nicolas, il che è naturale, visti i rapporti fra i due attori nella vita reale.


Vengo al tormentone. La prima immagine mi ha fatto soffrire, ho dovuto fare i salti mortali per capire che cosa fosse e per rintracciare la piazza di Parigi dove si trova quella cosa. Ma infine con sommo gaudio ci sono riuscito e la seconda immagine non appartiene al film ma è una fotografia de "La fontaine des Polypores", scultura in pietra realizzata nel 1983 da Jean-Yves Chevalier ed ubicata in Place Montparnasse, petit square.
Cosa sono i Polypores? Le cosiddette lingue di bue, funghi parassiti dei grandi alberi. Lo scultore ha realizzato un enorme vegetale in pietra.
Ci hanno scritto anche una poesiola simpatica, che qui trascrivo:

Multitude de gros champignons
Langues de boeufs on vous appelle
Vous êtes beaux, vous êtes bons
Appétissant comme le chanterelles.

On vous a mis là, empilés
Vous feriez une belle acquerelle
Où l'on verrait bien l'eau couler
Dessus vous comme une bagatelle.

Les uns charnus, d'autres ficelles
Vous faites là un bel ensemble
Dans une entente fraternelle
Où aucun d'entre vous ne tremble.

L'eau ruisselle gaie entre vous tous
Et se posent le tourterelles
Sur vos lames parfois bien rousses
Et pour le moins intemporelles.


Proprio lì, vicino ai Polypores accade l'equivoco più gosso. La situazione è questa: Marc (Lambert Wilson) ha appuntamento lì con Odile, la sorella di Camille con cui è in trattative per vendere un appartamento, ubicato all'ultimo piano di un palazzo prospiciente sulla piazza. Odile ha preso appuntamento anche con Camille, perché vuol fare vedera anche a lei l'appartamento che vorrebbe comprare. Quindi Marc e Camille sono lì, di fronte ai Polypores, ma fra loro non si conoscono.
Marc fa una telefonata di poche parole e Camille vede che ha gli occhi rossi e che tira fuori il fazzoletto di tasca. Lo prende per un innamorato ridotto alla disperazione, mentre Marc è semplicemente raffreddato. Cosi nasce il loro rapporto. Marc, grande opportunista, si guarda bene dal raccontare a Camille la verità.

Intanto Nicolas e Simon (André Dussolier) si sono conosciuti: Nicolas fa finta di cercare un appartamento che comunque non avrebbe i soldi per comprare, ed ha trovato l'interlocutore giusto nel tentato venditore Simon, che non è capace di vendere: fra sfigati si capiscono e diventano amici, la trattativa per l'appartamento è solo una scusa per trovarsi.



Simon in fondo non fa niente per tutto il giorno, ma è impegnatissimo: oltre alla trattativa per l'appartamento con Nicolas (si sono già visti più di dieci volte), accompagna Camille nei suoi giri turistici, in questo caso, presso la tomba di un grande personaggio della storia francese, dalla statua pare che sia morto giovane, ma non so chi sia, bisogna chiedere a Camille o a Simon, che lo sanno di sicuro. Simon è innamorato di Camille che è innamorata di Marc. Camille non sa che Marc è il capo di Simon né sa che Simon venda appartamenti, crede che scriva solo commedie radiofoniche. E Simon non sa che l'uomo di cui è innamorata Camille è il suo capo. Chiaro che qualcosa succederà, non possono andare avanti così.



Camille ogni tanto ha dei mancamenti, durante una visita sviene coram populo su uno dei tanti letti reali di cui è piena Parigi. Simon la soccorre, sta per baciarla, Camille apre gli occhi e dice: "A momenti vomito". E Simon si scusa.


A vedere tanti monumenti viene appetito, e Camille e Simon di rifocillano con mezza baguette cadauno in una piazza di Parigi un po' fuori mano.

Marc compare di meno. D'altra parte è sempre impegnatissimo col suo lavoro, ogni tanto si sfoga con Camille sull'incapacità del suo venditore. Però compare sempre organizzato, qui con un bel mazzo di fiori , sopra un ponte e vicino ad una cascata. Niente svenimenti o mezze baguette.


Oggi Nicolas si trova a dover affrontare una grande sfida. Ha appuntamento alla Gare du Nord con sua moglie Jane (Jane Birkin). giunta dalla campagna per sapere quando la famiglia si potrà finalmente riunire nell'appartamento che Nicolas sta comprando a Parigi. Nicolas mette in gioco tutte le astuzie del mestiere (?) ma Jane gli dice: "Raccontami come stanno veramente le cose, è meglio".

Alla Gare du Nord compare anche la scultura "Europa Operanda" di Ludmilla Tcherina, realizzata nel 1994 per il tunnel di attraversamento della Manica. Questa non è una immagine del film ma una fotografia.

L'ultimo quarto d'ora del film non si svolge di giorno all'aperto, in giro per Parigi, ma di sera al chiuso in un appartamento all'ultimo piano di quel palazzo prospiciente la scultura dei Polypores: Odile Lalande l'ha comprato e fa una festa di inaugurazione a cui sono presenti tutti i principali personaggi del film (Jane no, Nicolas l'ha rimandata in campagna). Ma non racconto tutte le sorprese che si verificano in quella festa, inserisco solo due immagini in cui dall'appartamento, che sta a Montparnasse, si vede Montmartre. Nella prima, Camille fa pace con Nicolas, nella seconda, che chiude il post, Camille e Simon hanno scoperto che entrambi sono depressi da tempo, e hanno bisogno di curarsi. Si cureranno insieme.

sabato 15 agosto 2009

Parigi nel cinema: Parole, parole, parole (1)

Agnès Jaoui

On connaît la chanson di Alain Resnais (1997) Sceneggiatura di Jean-Pierre Bacri, Agnès Jaoui Con Pierre Arditi (Claude), Sabine Azéma (Odile Lalande), Jean-Pierre Bacri (Nicolas), André Dussollier (Simon), Agnès Jaoui (Camille Lalande), Lambert Wilson (Marc Duveyrier), Jane Birkin (Jane), Jean-Paul Roussillon, Nelly Borgeaud Fotografia: Renato Berta Musica: Bruno Fontaine, e le quindici canzoni inserite nel film... a cui dedicherò un post, se basterà... (120 minuti) Rating IMDb: 7.1

Solimano

Oh, l'immagine con cui apro il post non appartiene al film, ma al trailer originale, e riproduce le sembianze della mia amatissima Agnès Jaoui, a cui si può fare la lode che si faceva alle ragazze brutte: quant'è intelligente! Solo che Agnès Jaoui è anche bella. D'accordo, come intelligenza porta il fieno in cascina anche il bravissimo Jean-Pierre Bacri, ma chissà perché a me viene in mente prima Agnès.

Una guida turistica sta spiegando ad un piccolo gruppo le bellezze di una strada di Parigi. Credo che si tratti di Rue de Rivoli, sono sicuro di esserci stato, in quel posto, come in quasi tutti gli altri del film, ma non sfruculiatemi troppo, perché rischierei di fare brutta figura. La guida turistica è una ragazza che si chiama Camille Lalande (Agnès Jaoui). Molto colta, fra qualche giorno prenderà la laurea. La tesi di laurea è su un tema ineludibile: "I cavalieri contadini dell'anno mille sul lago di Palabru".

Nel gruppo che segue Camille, dietro le due giapponesi in primo piano, compare la testa più grigia che bionda di Simon (André Dussolier), che scrive delle commedie radiofoniche, ineludibili come la tesi di Camille. Per campare, Simon svolge una attività di venditore immobiliare, ma non è bravo a vendere e il proprietario dell'agenzia non lo stima.


Dall'altra parte della strada, da un magnifico giardino con una scultura di bronzo, esce sulla strada una coppia. Sono evidentemente ben messi, una coppia ad alto livello. Camille li guarda e pensa: "Ma quello là mi sembra di conoscerlo. Non era quello sfigato che stava insieme a mia sorella Odile? Si vede che si è fatto strada. Chi l'avrebbe mai detto?" Si tratta di Nicolas (Jean Paul Bacri) che sfigato era e sfigato è rimasto. In campagna vivono la moglie ed i due figli, Nicolas promette che appena trova un appartamento adatto li fa venire a Parigi. Intanto, per tirae avanti, accompagna signore ricche. Non una roba sessuale, è che a queste signore secca andare in giro da sole per strade e per negozi, e Nicolas, che ha l'aria molto distinta (benché sfigato) va benissimo. Lo prendono come si prende un taxi.

Il gruppo turistico si sta dirigendo in un altro bel luogo della magnifica città di Parigi, sempre guidato da Camille. Qui li vediamo di spalle e continua ad emergere la testa di Simon - più grigia che bionda, come sopra.


In un'altra zona di Parigi due uomini camminano per strada. Quello con gli occhiali si chiama Marc Duveyrier (Lambert Wilson). E' il giovane titolare di una agenzia immobiliare. Attivo, deciso, determinato. Sia negli affari che con le donne. L'altro lo ascolta con ammirazione (o forse perché ha bisogno di lui). Marc non è del tutto contento di come va l'agenzia: il venditore che ha assunto si sta rivelando una palla al piede. Vende poco e ogni tanto sparisce. Avete capito tutti che il venditore è Simon, che sparisce perché gli piace girare per Parigi e scrivere commedie radiofoniche che nessuno ascolterà. Oltretutto, vendere non gli piace, ne è del tutto incapace.

Il modo di fare di Camille piace soprattutto ai turisti giapponesi. Qui ne vediamo un gruppetto in Place de la Concorde. Stanno fotografando Camille alla fine del loro itinerario. Questa, di fotografare tutto quello che passa sotto il naso, era ed è una simpatica caratteristica delle operose popolazioni dell'Estremo Oriente.



Durante un'altra visita turistica si verifica un piccolo episodio spiacevole. Camille si inerpica sino alla sommità del Parc des Buttes-Chaumont, il cosiddetto Belvedere o Tempietto della Sibilla. Poi Camille comincia a dare le spiegazioni al gruppo di turisti. Ma Simon gioca d'anticipo, dicendo alcune cose ad alta voce prima che le dica lei, come se volesse far vedere che lui ne sa più di Camille. Proprio non ce la fa a stare zitto e Camille gli prende le misure, è giustamente molto seccata. Ma perché Simon partecipa a questi giri turistici, se le cose le sa già? Ah saperlo!


Inserisco due fotografie del Parco Buttes-Chaumont. Fu realizzato dal Barone Haussmann su incarico di Napoleone III. L'architetto è Jean-Charles Alphand, lo stesso del Bois de Boulogne. E' come estensione il terzo parco di Parigi, dopo il parc de la Villette e il jardin des Tuileries. Qui si trovavano le cave di gesso e di pietra utilizzate per le costruzioni di Parigi.
"Chaumont" deriva dalla contrazione di "chauve" e "mont", una informazione che nel film Simon fornisce prima di Camille.

L'instancabile Camille continua a fare la guida in giro per Parigi. Nell'immagine si vede la portiera aperta di un'automobile. Sta scendendo Marc, che non conosce ancora Camille, e meno male che non si accorge che il suo dipendente Simon invece di vendere appartamenti se ne va a spasso facendo il turista.



Altro episodio spiacevole, ma stavolta, ve l'assicuro, la colpa non è tutta di Simon. Camille sta per dire qual'è il nome usuale di un ponte a cui sono vicini e una donna impicciona chiede a Simon che nome sia. Simon risponde che si tratta del "ponte dei suicidi". Camille si volta indignata e gli dà un liscio e busso che levati. Simon, vergognandosi, smette di associarsi ai gruppi di turisti. Tutto finito?



No, interviene il caso, che non manca mai nella vita reale, figuriamoci se manca nei film. Camille e Simon sono due topi di biblioteca, e dove volete che si incontrino, casualmente? In una biblioteca. Dapprima Camille tratta Simon con freddezza, poi si accorge che lui è molto gentile, non ha sbagliato per malizia e fra i due si stabilisce un buon rapporto. Solo che Simon è innamorato perso di Camille, mentre Camille prova solo amicizia per Simon, perché ha cominciato a filare con un uomo che ha conosciuto casualmente. Chi mai sarà quest'uomo?

Così, vedendo sfilare la Guardia Nazionale a cavallo, proprio vicino alla fermata di una stazione del metrò, Camille e Simon sono fianco a fianco. Solo che lui vorrebbe essere un altro, diverso da com'è, e l'immagine di chiusura del post è il suo sogno ad occhi aperti.
(continua)