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martedì 3 luglio 2007

La musica al cinema: Felix Mendelssohn

Mendelssohn da ragazzo
Solimano
Eccolo, il re dei tormentoni! E' la Marcia nuziale dal Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn-Bartholdy, la cui musica aveva già fatto capolino in 123 film prima che finissero gli anni Trenta, e quasi tutte le volte si trattava proprio della Marcia nuziale. Solo nel 1939 - con tutti i problemi che incombevano - ben dieci film la utilizzarono, probabilmente per il lieto fine. Credo che i registi si conoscessero tutti fra di loro e si prestassero lo stesso disco, ovviamente in vinile, visti i tempi: "Senti, Joe, mi serve la Wedding March" "No Bill, l'ho prestata a Thomas". Toccava cambiare il finale del film... Eppure, anche in quegli anni di matrimoniabilità conclamata, Mendelssohn operava con intelligenza diversificando il business, non stava solo sul "Mungere la vacca" della matrice di Boston. In Via col vento c'è la cantata piuttosto natalizia "Hark! the Herald Angels Sing", che compare altre volte, ma nel Mago di Oz c'è il magnifico Scherzo, sempre dal Sogno di una notte di mezza estate, e compare molto spesso - un mezzo-tormentone - il Fruhlingslied opera 62 numero 6 ( o Canto di Primavera), una delle più belle fra le Romanze senza parole (opera che sommamente prediligo, insieme alle Variations Sérieuses opera 54) . Non mancano la Grotta di Fingal, il Concerto per violino opera 64 e il Rondò capriccioso opera 14, ma la prevalenza della Marcia nuziale è schiacciante, a parte il solito Fruhlingslied, brillante outsider - ma le Romanze senza parole sono belle tutte, erano un po' fissati, questi registi.
Le cose cambieranno, ma non subito, infatti le 16 volte della Marcia nuziale nel 1941 sono commoventi, si era in piena guerra mondiale, nel '42 e nel '43 continuerà ad andare così, me li vedo questi soldati, a rischio di morire ogni giorno, sperare in un futuro migliore con la Marcia nuziale - e così le loro donne a casa. Per tutti gli anni Quaranta si andrà avanti così. Negli anni Cinquanta le cose cambiano: solo sei Marce nuziali, un crollo verticale, e peggio ancora negli anni Sessanta, una Marcia nuziale in dieci anni, mentre il Canto di Primavera, da ragionevole castoro, manteneva le posizioni. Evidentemente il solito film con il solito lieto fine con la solita Marcia nuziale aveva stufato. Negli anni Settanta ed Ottanta andò ancora peggio, persino il castoro perdette posizioni, in quei tristi anni diedero una mano l'Abominevole dottor Phibes, il vecchio Vadim e la giovane Charlotte Gainsbourg. Sembrava finita, ma mai dire mai, con i matrimoni. Negli anni Novanta, la resurrezione: 9 marce nuziali, e nell'attuale decennio siamo già ad 11. In qualche film il tormentone lo utilizzeranno ironicamente, però intanto lo utilizzano. A a me piace che siano comparse in questi ultimi anni musiche di Mendelssohn che amo molto: la Sinfonia Scozzese, altre Romanze senza Parole, oltre al Rondò capriccioso ed al Concerto per violino che erano comparsi già prima. Il Fruhlingslied, immarcescibile, continua ad esserci, i cassettisti possono fidarsi, è un titolo a rendimento assicurato. Niente Sinfonia Italiana, e mi dispiace.
Quarto potere, La vita è meravigliosa, Il mago di Oz, il bellissimo Philadelphia Story di Cukor, l'Età dell'Innocenza di Scorsese, Orgoglio e Pregiudizio (quello del '40), le Piccole Donne del '94, naturalmente My Big Fat Greek Wedding del 2002 (chi non l'ha visto ha perso molto) sono fra i tanti film che hanno ospitato Felix Mendelssohn. Non ho trovato un film italiano che sia uno: si vede che il "romanticismo felice" (così Massimo Mila) di Mendelssohn a noi non sta bene, abbiamo bisogno di qualcosa di più intorcinato o di più chiassoso.