giovedì 29 marzo 2007

Mezzogiorno di fuoco

High Noon di Fred Zinnemann (1952) Sceneggiatura: Carl Foreman Interpreti: Gary Cooper, Grace Kelly, Thomas Mitchell Musica: Dimitri Tiomkin (85 minuti) Rating IMDb: 8.3
Ottavio
Quando passo in rassegna la mia collezione di film in videocassetta, cosa che mi capita ogni tanto, inevitabilmente mi soffermo sui classici anni ‘50 e dintorni. Se poi sono stati realizzati in splendido bianconero allora sono oggetto di vero e proprio culto (dev’essere la vecchiaia!). Non sono molti, però, quelli che mantengono lo stesso fascino nelle due visioni, da adolescente e da uomo maturo. Uno è “Mezzogiorno di fuoco”.
Nel West non più troppo selvaggio lo sceriffo (Gary Cooper) di una cittadina si sposa (con Grace Kelly), dà le dimissioni dall’incarico e si prepara a partire. Ma cambia idea quando apprende che con il treno di mezzogiorno arriverà un bandito, da lui arrestato per omicidio, che vuole regolare i conti con l'aiuto di tre complici. Abbandonato da tutti, amici e concittadini, affronta da solo gli aggressori e li uccide.
Nel periodo d’oro del genere western, gli anni del dopoguerra, cercavo di non perdermene uno. E “Mezzogiorno di fuoco” aveva tutti gli ingredienti per soddisfare un appassionato. Una canzone suggestiva accompagnava i titoli del film, iniziando con gli indimenticabili versi:

do not forsake me, oh my darling
(non abbandonarmi, mia cara
on our wedding day… (nel giorno del nostro matrimonio…),

un cavaliere senza macchia e senza paura si preparava ad affrontare una banda di cattivi, i pavidi concittadini che si ritraevano alle sue richieste di aiuto, una tensione che aumentava col passare del tempo scandito dall’orologio della stazione, fino al duello finale con l’inevitabile vittoria dell’eroe.

Rivisto anni (molti) dopo, conferma la bontà della confezione, ma questo era scontato visto il buon sangue di regista ed interpreti. Fred Zinnemann ha sempre diretto buoni film e gli attori erano tutti ottimi professionisti, anche quelli delle parti secondarie. Gary Cooper aveva il phisique du rôle dell’eroe donchisciottesco e Grace Kelly impersonava bene la sposa quacchera. Nel film compare nella parte di uno dei banditi Lee Van Cleef, visto in seguito in tanti film western o gialli sempre in particine da gangster, fino alla sua scoperta da parte di Sergio Leone nella fortunata serie di western all’italiana.
Rappresenta anche una metafora valida in ogni tempo sullo scontro tra la prepotenza e il rispetto delle regole. Non per niente il film è stato realizzato durante il maccartismo negli Usa, con il soggetto scritto da uno dei perseguitati dal famigerato senatore. In questo eterno conflitto fa spesso solo da spettatrice la zona grigia costituita dai “teniamo famiglia” o dai “i politici sono tutti uguali” o dai “io mi faccio i fatti miei” etc.
Come ha fatto la borghesia italiana (salvo le lodevoli eccezioni) all’avvento del fascismo, i concittadini dello sceriffo Gary Cooper, prevedendo che soccomberà nella lotta impari, si preparano a farsi tiranneggiare dai banditi pur di salvare la vita e i commerci. Anche in seguito ci sono state nel nostro paese situazioni paragonabili, fino ai giorni nostri, ma su queste taciamo per amor di Patria.

4 commenti:

Solimano ha detto...

Mezzogiorno di fuoco mantiene intatto il suo fascino anche per le nuove generazioni. Quelli che hanno attribuito un voto al film su IMDb sono quasi 20.000 e la media è molto alta per ogni fascia di età, senza sbalzi significativi. C'è una differenza fra uomini e donne, come per quasi tutti i film western, che hanno un apprezzamento maggiore da parte degli uomini, ma in questo caso la differenza è lieve, appena 0.3 punti, ed è del tutto analogo l'apprezzamento fra US e non US, a conferma che si tratta di un film universale.

saluti
Solimano

Giuliano ha detto...

Una delle particolarità di Mezzogiorno di fuoco è che si svolge in tempo reale: l'azione che si svolge e la durata della pellicola coincidono. Anche per questo, fu uno strazio vederlo fatto a pezzi dagli spot nelle prime proiezioni berlusconiane...
Giuliano

Anonimo ha detto...

Grande film! L'ho visto tanti anni fa e non ho più avuto occassione di rivederlo. Gary Cooper da il meglio di sè nell'interpretare quest'uomo che pur pieno di dubbi non viene meno al dovere di salvaguardare la legge. Certo tutto è giocato tra lui -eroe solitario- e una società ipocrita e meschina. Tutti cedono alla paura e rinunciano al dovere civico, al bene comune.
Oltre a Van Cleff mi sembra ci fosse un caratterista di cui non ricordo assolutamente il nome. Era un attore spirlungone con un occhio divergente, fece anche una serie di telefin. C'è qualcuno che ricorda come si chiamava?

Solimano ha detto...

Basta una rapida visita a IMDb, era Otto Kruger o Lon Chaney, ci sono anche le fotografie a fianco dei nomi degli interpreti...

saluti Lodes
Solimano