Solimano
Il Principe del Marocco (David Harewood) e il Principe d'Aragona (Antonio Gil) sono stati sconfitti nella prova degli scrigni. Adesso tocca a Bassanio (Joseph Fiennes), ma c'è un antefatto, come sa chi ha letto il testo di Shakespeare: Bassanio arriva un po' di tempo prima della prova, e Porzia (Lynn Collins) e Bassanio, Nerissa (Heather Goldenhersh) e Graziano (Kris Marshall) hanno modo di conoscersi. Nella immagine in apertura di post si vede la nave di Bassanio che viaggia verso Belmonte, la residenza di Porzia.
La traduzione dal testo di William Shakespeare è quella di Paola Ojetti (BUR, 1950). Inserirò il testo inglese nei commenti.
ATTO TERZO
Scena seconda
A Belmonte, in casa di Porzia. (Entrano BASSANIO, PORZIA, GRAZIANO, NERISSA e il seguito).
...
PORZIA Avanti, dunque! Dentro uno di essi io sto chiusa. Se mi amate, mi troverete. Nerissa e gli altri si scostino. La musica accompagni la sua scelta. Così, se perderà, la sua fine sarà come quella del cigno che si spegne nel canto; e perché il raffronto sia più preciso dirò che i miei occhi saranno il suo ruscello, anzi il suo liquido letto di morte. E se vincesse? Che sarebbe allora la musica? Sarebbe pari agli squilli di tromba che accompagnano gli inchini dei sudditi fedeli davanti al monarca appena incoronato; sarebbe uguale ai dolci suoni che sul far del giorno giungono lenti all'orecchio dello sposo sognante e lo chiamano alle nozze. Va, e, se non ha fierezza, ha tanto più amore del giovane Alcide che liberò la vergine offerta da Troia piangente quale tributo al mostro marino: io mi offro al sacrificio; le altre, discoste, sono le donne dardanie che, in lacrime, vengono ad assistere al resultato della prova. Vai, Ercole! che tu viva e io vivrò. Io che assisto alla battaglia sono più sgomenta di te che la combatti.
(mentre Bassanio osserva gli scrigni commentando tra sé)
Dove cresce il nostro amore,
nella testa oppur nel cuore?
Da chi ha vita e nuovo ardore
Dimmi dimmi:
Se dagli occhi è fecondato
dallo sguardo è poi allevato,
per spirare nella cuna dove bimbo prese fiato.
Suona a morto la campana,
Senti senti: din din don din.
BASSANIO Sì, l'apparenza può essere inferiore alla realtà. Gli ornamenti sempre ingannano l'uomo. Non v'è in tribunale una causa, per quanto losca e cattiva, della quale una voce piacente non riesca a mascherare il male. E in religione qual è l'eresia che un austero sembiante non riesca a consacrare e a giustificare con la citazione di un testo sacro? Il vizio più fondo si presenta sempre con qualche segno di virtù. Quanti vigliacchi col cuore più debole d'uno scalino di sabbia hanno sul mento una barba degna d'Ercole o dell'accigliato Marte, e in corpo un fegato più bianco del latte! Del valore non hanno che la schiuma, e vogliono farsi credere terribili. Considera la bellezza e vedrai che devi comprarla a peso; ma essa è tanto miracolosa che fa leggero chi più ne ha. Tali sono quelle ciocche d'oro, ricciolute e ondeggianti, che giocano libere col vento sopra un'artefatta bellezza, e spesso si sa che sono la dote di un'altra testa perché la cute che le nutrì è ormai nel suo sepolcro. L'ornamento è come la riva insidiosa davanti a un periglioso mare, è come un bel volto che nasconde un sembiante di negra, è insomma una finta verità con cui gli astuti intrappolano i saggi. Dunque, oro vistoso e duro cibo di Mida, te non ti voglio; e nemmeno voglio te, pallido e vile mezzano tra uomo e uomo; ma voglio te, povero piombo, usato più per minacciare che per allettare, voglio te perché il tuo squallore mi commuove più di tutta quell'eloquenza. Ti scelgo e sii tu la mia gioia.
BASSANIO Ma che cosa c'è qui? (Aprendo lo scrigno di piombo) Il ritratto della bella Porzia? Quale semidio ha potuto arrivare tanto vicino alla creatura viva? Questi occhi si muovono? O sembrano muoversi solo perché si muovono i miei?
Fu la tua scelta sicura:
Abbi tu degna ventura.
La fortuna che ti abbraccia
Ti dia pace e non tormenti.
Se con essa ti contenti,
Se felicità ne senti,
Corri alla tua donna, e, preda
Di un tuo bacio, si conceda.
Cortese foglio. Bella signora, permettete? (La bacia) Vengo, secondo quel che c'è scritto, a dare e a ricevere. Come uno di due che si contendano un premio, crede d'aver vinto, perché ode l'applauso e il grido unanime, ma ancora stordito teme che quel frastuono non sia per lui, così, signora tre volte bella, io dubito ancora che non sia vero quello che vedo, e dovete confermarmelo, firmarmelo, ratificarmelo voi.













