venerdì 6 luglio 2007

Una donna in carriera

Working girl, di Mike Nichols (1988) Sceneggiatura di Kevin Wade Con Melanie Griffith, Harrison Ford, Sigourney Weaver, Alec Baldwin, Joan Cusack, Olimpia Dukakis Fotografia di Michael Ballhaus Colonna sonora: "Let the river run" di Carly Simon, "I'm so excited" delle Pointer Sisters, "The lady in red" di Chris De Burgh ecc. ecc. (115 minuti) RatingIMDb 6,5
Roby
Questo è uno dei due film preferiti di mia suocera (l'altro -e non a caso- è Pretty woman): ciò deporrebbe a suo (del film) sfavore, se fra me e la madre di mio marito i rapporti non fossero buoni... ma visto che andiamo molto d'accordo, Una donna in carriera tutto sommato non mi dispiace. Intendiamoci, non siamo certo nell'olimpo della celluloide! Un paio d'ore di svago, però, sono assicurate: e fra un sorriso e l'altro, magari, ci scappa pure qualche considerazione un po' più profonda. Ad esempio, malgrado lo abbia visto almeno sei volte, non sarei assolutamente in grado di spiegare che razza di "work" svolga esattamente Tess, la "girl" del titolo, nè tantomeno in cosa consista la genialità dell'idea che le viene subdolamente rubata dalla sua perfida "capo". Sicuramente si tratta di borsa, di azioni, di broker (???), di scalate alla conquista di solide aziende e di sgomitate per assicurarsi un posto al sole: ossia, nella fattispecie, un ufficio vero tutto per sè, con la segretaria fuori dalla porta pronta a servirti il caffè (eufemismo indicante quella specie di brodo nero che gli americani versano in abbondanza da strane caraffe panciute). Come si inserisca in tutto ciò la figura (per altro gradevolissima all'occhio femminile) di Harrison Ford/Jack rimane per me un mistero. Fatto sta che lui e Tess combinano un affare stratosferico con un magnate della finanza, smascherando con gran soddisfazione del pubblico la "capo" Sigourney Weaver/Katherine, costretta infine ad uscire di scena, lei ed il suo "culo secco". Sembrerebbe quasi un film "femminista", con il successo finale di Tess che arriva a realizzarsi in pieno sul piano professionale e personale: ed in effetti, è così che lo interpreta mia suocera. Ma, a ben guardare, se la nostra working girl riesce a sfondare è grazie all'intervento del deus-ex-machina-maschio Jack, il quale magnanimemente si abbassa al suo livello e poi se la porta a letto (con tanto tanto sentimento, però!), mentre Katherine, che bene o male invece si è fatta da sola la sua posizione di prestigio, viene infamata come ipocrita approfittatrice; per non parlare di altre figurine femminili ridicolizzate al limite della caricatura, come Joan Cusack (l'amica di Tess) o la sposa isterica nella scena della festa di nozze. I personaggi maschili, invece -persino Alec Baldwin, l'ex fidanzato "adultero" di Tess- hanno quasi tutti una caratterizzazione fondalmentalmente positiva: ad eccezione -e meno male!- dell'agente di borsa erotomane che tenta di sedurre Tess nella sua lussuosa Limousine. Però, anche lei, che diamine, cosa pretende??? Con quei capelli biondi, quegli occhioni sgranati e quelle curve mozzafiato gli uomini non possono proprio prenderla sul serio!!! Tutto ciò tra pettinature vertiginosamente cotonate e abiti da donna oggi assolutamente inguardabili -mostruose quelle spalle imbottite da giocatore di football!- con le Twin towers del World Trade Center che si stagliano ancora belle solide all'orizzonte, nel sottofondo musicale di Carly Simon e delle Pointer Sisters. Mia suocera, soddisfatta, sospira sognante: "Che bel film!" mentre ripone in perfetto ordine mezza dozzina di camicie stirate e inamidate a regola d'arte: questo sì, che è lavoro "da donne"!

5 commenti:

annarita ha detto...

Grazie per il suggerimento, andrà benissimo per mia madre, visto che pure lei è appassionatissima di Pretty Woman (per non parlare di Ghost, L'uomo che sussurrava ai cavalli, I ponti di Madison County...)Buona giornata ;-)

Solimano ha detto...

Benvenuta Annarita, e torna a trovarci.
Roby, a parte l'indelicatezza di affibbiare del culo secco alla Signora Sigurney, c'è da dire che le toccò di passare da parti dolci a parti aspre, tutto perchè era magra, alta e mora. L'altra, la Melania, qui fa la dolce però furbetta, ma la vera parte sua è di altro tipo, e lo dirò al momento giusto. Questo film divertente è un po' una strana Cenerentola, con la parte di cattiva svolta da un'altra donna. Harrison Ford segue la politica andreottiana dei due forni, se non ricordo male.
Tornardo serio, il problema della guerra fra donne negli uffici esisteva, proprio perchè si erano aperte delle opportunità di carriera che prima non c'erano (una faceva la segretaria o la ragioniera a vita), e naccque molta agitazione con colpi bassi notevoli di tipo un po' diverso dei colpi bassi che si erano sempre rifilati gli uomini. Poi tutto si normalizzò in una normalissima competitività aziendale, ma per qualche anno il subbuglio fu grande, la parte più ingrata era quella del poveruomo che era preso in mezzo o per fare la pace o per raddoppiare gli scazzi. Finiva regolarmente che le due donne si alleavano contro di lui, altro che Harrison Ford...
Aggiungo che il timore fortissimo e mai confessato degli uomini era di trovarsi ad avere un capo donna. Giammai!

saludos
Solimano

Roby ha detto...

# Annarita, mi hai commosso, perchè "L'uomo che sussurrava ai cavalli" e "I ponti di Madison County" erano anche la passione della mia mamma...

# Solimanuccio caro, "culo secco" ovviamente non è una definizione mia, bensì appartiene alle battute di Melania-la-dolce...

Giuliano ha detto...

Sigourney Weaver è una delle mie grandi passioni. Tanto per cominciare, è alta un metro e novanta; e poi è bellissima.

Solimano ha detto...

E te pareva, Giuliano! Mi vuoi mettere in soggezione perché io sono alto solo un metro e ottanta. Me se mi metto in punta di piedi, alla Sigurney ci arrivo, alla faccia di quelli alti un metro e novanta...

saludos
Solimano