venerdì 6 luglio 2007

La musica al cinema: César Franck

César Franck suona l'organo in Saint-Clotilde
Solimano
Altro che tormentoni, con César Franck! Sono pochissimi i film che hanno utilizzato in un modo o nell'altro la sua musica, ma mi ha fatto piacere trovare musiche che amo. César Franck non lo conosco in ampiezza e profondità come dovrei e potrei, ma per me è importante. Ha una voce, una storia ed un mondo suo che trovo non solo apprezzabile musicalmente, ma di grande cultura e moralità - che per me è tutt'altro che riduttivo, avercene, di moralità come quella di Franck!
Visto che i film sono pochi, posso dedicare qualche riga ad ognuno di essi.
Fino al 1965 niente, lasciando perdere la TV. In quell'anno arriva Visconti con Vaghe stelle dell'orsa. Non è musica in sottofondo, è proprio la madre di Sandra che suona al pianoforte il Preludio, Corale e Fuga del 1890, una delle sue musiche che conosco e prediligo. Onore al merito dell'intelligenza di Visconti in quel film non considerato fra i suoi maggiori (anche se vinse a Venezia), ma che mi è caro perché in esso non trovo né i difetti del neorealismo né le ossessioni del suo ultimo periodo. Lo trovo, a suo modo un piccolo film fatto ricco dall'ambientazione impeccabile, dalla bellezza sfolgorante di Claudia Cardinale e dalle musiche, perché oltre a Franck c'è anche altro: "E se domani", "Una rotonda sul mare", "Io che non vivo senza te", a me ricordare Mina, Bongusto e Donaggio non dispiace.
Per ritrovare Franck, bisogna arrivare al 1980 con Les bons débarras di Francis Mankiewicz, un film si cui non so nulla, ma certo un'opera notevole, visto che IMDb lo posiziona a 8.4! Di Franck ci sono le splendide Variazioni sinfoniche del 1885.
Nel 1996 c'è il Some Mother's Son di Terry George con Helen Mirren, un film che riguarda il dramma dell'IRA. Di Franck c'è un famoso brano religioso, il "Panis Angelicus".
Hilary and Jackie di Anand Tucker è del 1998. Un film in cui di musica ce n'è tanta, visto che è costruito sulla storia delle sorelle du Pré, Hilary e Jacqueline, la grande violoncellista scomparsa prematuramente. Il soundtrack listing è ricco, tante opere per violoncello: Bach, Haendel, Haydn, Beethoven, Schumann, Brahms, Dvorak, Elgar. Un film che voglio assolutamente vedere. Di Franck c'è La Sonata per Violoncello e Pianoforte.
Nel 2003 tocca a Perduto amor di Franco Battiato. L'elenco delle musiche è anche qui lungo, a partire dalle musiche dello stesso Battiato: da Bach a Neil Sedaka, da Malafemmena ad Antonio Vivaldi, da Berlioz a Dalida... a Mogol... a Brel... a Franck, ancora con Le Variazioni Sinfoniche. Mi incuriosisce, però bisogna essere di buonumore per vederlo.
Sempre nel 2003, benedetta sia Margarethe von Trotta, col suo Rosenstrasse, in cui finalmente Franck figura con la Sonata per Violino e Pianoforte del 1886, che ho ascoltato tante volte dal vivo al Concervatorio di Milano dai più grandi musicisti e di cui ho la bella incisione Decca con Kyung Wha Chung e Radu Lupu. E' musica meravigliosa, degna di stare a fianco alle tre sonate di Brahms e - oso, oso - alle tre grandi di Beethoven, la 7, la 9 e la 10. E' in quattro tempi, solo che nel secondo tempo riprende anche il primo, nel terzo riprende il primo ed il secondo, nel quarto il primo, il secondo e il terzo. Come se fosse esistito un Bach rigoroso e profondo nella composizione, però con un'anima da romantico maturo (non decadente, si badi).
I decenni di esperienza organistica alla Saint-Clotilde l'avevano fatto così, per questo ho scelto questa immagine. Manca una sua musica che amo: la Sinfonia in re del 1888. E' troppa, ma travolgente.

4 commenti:

Gabriella ha detto...

Frank è un raccomandato di Proust, che ne ha preso un pezzo per il suo Vinteuil e perciò il buon César mi sta simpatico per definizione, per raccomandazione, per sim-patia e... perchè ha scritto musica splendida.

Margarethe Von Trotta è regista grande, di cui si dovrebbe parlar di più e di più. Che non dovrebbe cadere nell'oblio, come purtroppo mi sembra stia succedendo.

Ma già che fra poco è Natale, e sento già l'ombra dei passi spietati dei Vanzina.

Giuliano ha detto...

di Franck ho qui la Sinfonia in re minore e il poema sinfonico "le chasseur maudit". Sono bellissime, ma mi dimentico sempre di Franck e ogni volta che le tiro fuori rimango sempre stupito: chi può aver mai scritto questa musica meravigliosa? Faccio scorrere un po' di nomi e solo dopo un po' di minuti mi ricordo: ma certo, Cèsar Franck...

Giuliano ha detto...

Cara Gabriella, l'orma dei passi spietati è in Giuseppe Verdi, Un ballo in maschera.
Mi dispiace però che nessuno abbia risolto il mio piccolo quiz alla fine di "Alice nel paese delle meraviglie"... (era l'Amleto: questo tempo è scardinato, tocca sempre a me metterlo in ordine...)

Solimano ha detto...

A proposito della sonata per violino e pianoforte. La prima volta che la sentii, ignoravo tutto di Franck. Vidi nel programma di sala che c'era questa cosa e mi dissi: "Oddìo!" Faticai un po', ma l'ultimo tempo mi conquistò già la prima volta. Poi mi resi conto che tutti i grandi violinisti ce l'avevano in repertorio, non solo, mi accorsi di una cosa singolare, l'immedesimazione che tutti provavano nell'ultimo tempo, anche perché tornano gli altri tre temi. Ho sempre avuto l'impressione che amassero suonare la sonata di Franck, anche perché è collusiva, come dialogo fra violino e pianoforte, e se si trovano due grandi artisti lo vedi e lo senti questo continuo passaggio dal piano al violino e dal violino al piano.

saludos
Solimano