martedì 3 aprile 2007

La corazzata Potemkin

Brosenosets Potiomkin di Sergej Eisenstein (1925) Con Aleksandr Antonov, Valdimir Barsky, Grigori Aleksandrov, Ivan Bobrov Fotografia: Vladimir Popov, Eduard Tisse (75 minuti) Rating IMDb: 8.0
Giuliano
Facciamo un po' d'ordine? "La corazzata Potëmkin" è un film del 1925, diretto dal russo Sergej Eisenstein. Siamo nel 1925, quindi prima dell'avvento del cinema sonoro, ed è importante perché è il primo film dove si usa coscientemente il montaggio delle immagini come strumento narrativo. Nella storia del cinema, questo film ha un'importanza assoluta: generazioni di registi lo hanno studiato con cura, e se oggi ci può sembrare obsoleto è solo perché la sua lezione, in questi ottant'anni, è stata ripresa ed assimilata da tutti, persino dalle telenovelas. E' un film che racconta una storia attraverso le immagini, e attraverso il loro montaggio cinematografico, come non si era mai fatto prima: non in queste dimensioni, quanto meno. Stanley Kubrick diceva che il passaggio dal cinema muto a quello sonoro non era stato solo un vantaggio, ma aveva fatto perdere molto in termini di espressività; e che molti dei film che vediamo sono in realtà dei radiodrammi, o del teatro filmato. Con il cinema muto, e con Eisenstein in particolare, è l'Immagine che racconta la storia, e quindi siamo al cinema puro.
La storia che racconta può anche essere di secondaria importanza: si tratta sostanzialmente di un film di propaganda politica, che racconta un fatto storico successo negli anni precedenti la Rivoluzione che porterà alla nascita dell'Unione Sovietica. Di recente ne ha parlato anche l'ex presidente del consiglio, ovviamente per dirne male: ma "La corazzata Potëmkin" di Sergej Eisenstein merita ben altro trattamento.
Il primo responsabile di questo è Paolo Villaggio, che prese a pretesto il film per una delle scene del suo primo "Fantozzi". Poi cercò di spiegare e magari anche di scusarsi, da buon conoscitore della storia del cinema: ma ormai il danno era fatto, e una delle pietre miliari del cinema è diventata ormai, almeno da noi in Italia, sinonimo di qualcosa di inguardabile e di indigeribile.
Forse è vero quello che si dice, che non sappiamo più guardare; e forse è anche vero che non sappiamo più leggere, e forse nemmeno pensare. Io so di chi è la colpa, o almeno gran parte di essa: ma è così chiaro che magari ne parlo un'altra volta.

15 commenti:

Solimano ha detto...

Giuliano ha ragione, ragionissima, a prendersela con Villaggio, che probabilmente si vergogna di avere innescato quel grottesco tormentone, in un paese che è colmo, stracolmo, esonda, tracima, trabocca di Boiate Pazzesche.
E' ora di smetterla con il giustificazionismo psicologico e ruffiano riguardo all'odierno universale scatolotto e di dirle le cose: "L'sola dei famosi" e "Il grande fratello" sono due Boiate Pazzesche! Perché vergognarsi nel pensarlo e soprattutto nel dirlo?
E' ora di fare ordine, come dice Giuliano, per ragioni prima etiche che estetiche. Smettiamola, di scodinzolare inseguendo ciò da cui dobbiamo stare accuratamente lontani, se non altro per igiene personale.

saludos
Solimano

mazapegul ha detto...

La battuta di Villaggio era buona, come tutto il primo Fantozzi, del resto. Il problema è che molti intellettuali che avevano visto la Potemkin per forza, senza mai apprezzarla, si son fatti forza di quella battuta per poter sfogare conformisticamente l'uscita dal conformismo precedente.

Solimano ha detto...

La vedo in un modo un po' diverso. Paradossalmente, questa cosa mi richiama alla mente gli ultimi libri della Fallaci, quelli tipo La rabbia e l'orgoglio. Il problema vero non era che la Fallaci scrivesse quel tipo di libri, era invece che centinaia di miglia di persone, forse più di un milione li ritenessero per loro interessanti. Così, la battuta di Villaggio nel suo contesto era buona, ma fatto sta che una buona battuta è stata presa da tanti come se fosse una cosa seria!
Te lo immagini Nicola, in Italia, un intellettuale che il giorno dopo pubblica un articolo intitolato: "Perché la corazzata Potemkin non è una Boiata Pazzesca e perché altre cose invece lo sono".
Tornando allo scatolotto, l'ambiente che si è creato è tale che molti, per non perdere certe opportunità, si guardano bene dal dare della Boiata Pazzesca ad operazioni quali, aggiungendone un'altra, la De Filippi conduce alla TV. Si è verificato un rovesciamento di ruoli, e di questo la colpa, come sempre in Italia, è di chi non tiene fede alla propria dignità intellettuale e morale. Al massimo, voltano la testa dall'altra parte: non vogliono grane, non vogliono chiudersi certe porte.

buona notte
Solimano

Habanera ha detto...

Concordo con Nicola. Nel contesto surreale e volutamente autoironico del primo Fantozzi la battuta era buona. Che poi molti ex forzati da cineforum l' abbiano accolta con una risata quasi liberatoria è molto probabile e magari tra questi potrei esserci anch'io.

Ciao Solimano e ciao a tutti.

mazapegul ha detto...

Mi viene in mente l'onesto Gianni Riotta, che scriveva (conformisticamente) come lo sdoganamento postumo di Totò e quello in corso di Franchi&Ingrassia dovrebbe far pensare gli intellettuali dal sopraciglio severo quando giudicano i film con Boldi e De Sica.
Riotta dimenticava, intanto, che lo sdoganamento avvenne con Totò ancora in vita da parte di Pasolini, che più intellettuale di lui pochi ce n'era. Ma il vero punto è che Totò era un attore di genio (linguistico, corporeo, persino lombrosiano) che recitava perlopiù in dei film imbarazzanti per inconsistenza, che però -essendoci lui- facevano morir dalle risate. Franchi&Ingrassia mi fanno ridere assai meno e Christian De Sica mi fa ridere solo nella (gustosa) telenovela dei telefonini.
I conformisti si distinguono per non entrare mai nel merito. Essi sostengono ciò che viene detto da altri ("gli intellettuali", "la gente", persino i sondaggi), senza farsi troppi problemi. Prima erano con Eisenstein, ora sono contro, ma senza mai cercare di vedere il film (bellissimo e importante, come giustamente dice Giuliano) coi loro occhi.

In conclusione, Solimano, credo di essere daccordo con tutto quello che dici, tranne che con la critica a Villaggio: se i comici dovessero censurare le battute pedagogicamente pericolose, ci sarebbe poco da ridere.

Solimano ha detto...

Benvenuta Habanera! E torna a trovarci.
Faccio due esempi, cercando di capire. Il primo è quello di Daria Bignardi. Ho visto qualche volta il suo programma Le invasioni barbariche su la 7 e l'ho trovato gradevole, acuto, non volgare, lieve ma spesso non superficiale. Però. Però Daria Bignardi ha condotto a suo tempo la prima edizione de Il grande fratello, lieta di condurla. Però il giochino con i suoi ospiti de Le invasioni barbariche ha la sua cosmesi, perché si capisce che c'è un ad usum delphini in modo che comunque l'ospite se ne vada lasciando una buona impressione: quella di un simpatico mascalzone. A me, ogni tanto, viene voglia di vedere qualche antipatica persona per bene. Alla fine, l'impressione è di un cligne l'oeil reciproco alla fra noi ci siamo capiti. L'altro esempio è quello di Luca Sofri, col suo blog Wittgenstein, che s'aggira attorno alla foglietterìa, come anche Christian Rocca: uno che guarda le cose di lato dando lezioni - che finge di non dare - di come dovrebbe essere la sinistra invece di essere quella che è. Però scrive su Vanity Fair. Però insulta un coraggioso come Massimo Fini - che paga per il suo coraggio - che riguardo Adriano Sofri ha idee diverse dalle sue.
Ed ho fatto due nomi di persone che hanno degli aspetti positivi. Conclusione: quando le carte sono truccate per mascherare il conflitto di interessi fra quello che si pensa e quello che si dice, fra quelli che si frequentano e quelli che non si frequentano, fra quello che si fa e quello che non si fa, quando si è così, si va volentieri a cena con Cesare Previti, ci si scambia libri con Marcello Dell'Utri, ma si cambia marciapiedi quando si incontrano Massimo Fini, Marco Travaglio e Nanni Moretti. Tutto diventa la universale camorra di cui scriveva Gadda e la creatività fugge atterrita, perché è arrivato il cinismo: leccato, imbellettato, ingentilito ma pur sempre cinismo. Rimangono delle aggraziate capriole, sempre quelle però. Le Grandi Boiate non vengono denunciate, ce la si prende soltanto con chi dice che il re è nudo. Il re, in effetti, è proprio nudo, e non lavato.

buona giornata
Solimano

Anonimo ha detto...

Non ho mai visto questo film, però quanto afferma Nicola sulla "boiata pazzesca" mi trova pienamente concorde. Perchè non c'è alcun dubbio che quella fosse una stagione "conformista". Anch'io ho partecipato a quei forum -ricordo bene la Casa della gioventù" di Modena dove alla fine del film partiva un dibattito assurdo. Nella mia ignoranza giovanile cercavo di capire quelli che ne sapevano più di me, ma gli interventi erano quanto di più contorto e fumoso si potesse sentire. Non vale in definitiva il fatto di essere immersi e circondati da boiate pazzesche per non riconoscere quel brutto conformismo che Nicola ci ha ricordato.

Giuliano ha detto...

Sul fatto che la battuta di Villaggio fosse buona siamo tutti d’accordo. Il problema è che questa è una battuta “da iniziati”: il 99% degli italiani non sa nulla di Eisenstein e adesso associa il film solo a quella battuta. E’ un po’ come quando a scuola si diceva “Leopardi e Manzoni”, eccetera: nessuno ne discute il valore, ma si sa di cosa si tratta e ci si può giocare sopra. Mi ricordo quando Zucchero cantava “Nice che dice”: per molti era una frase senza senso, solo per divertirsi. Questa è la vera tragedia della tv e dei giornali degli ultimi 25 anni: che si è coltivata con cura l’ignoranza... (ma il nome del principale colpevole non sto lì a ripeterlo)
Giuliano

Solimano ha detto...

Lodes, come hai ragione! Mi ci sono trovato in quei cineforum, e sgattaiolavo via al momento dei titoli di coda, quando il cinema era ancora al buio. Però sbagliavo, perché avrei dovuto alzarmi e dire: "La corazzata Potemkin è un film bellissimo, ma questo dibattito è una Boiata Pazzesca!" Alle reazioni di sdegno e di disprezzo avrei dovuto ribattere: "Voi avete la pelle verdolina a forza di passare i pomeriggi in garage trasformati in cinema. Parlate di tutto tranne che dell'essenziale: questo film è per voi un amico oppure no? State sul meta- e sugli -ismi, pure su quello che è bene dire perché il partito, anzi il Partito, vuole che si dica, ma voi, voi persona fisica che suda ed ha la forfora, non ci siete nelle cose che dite. Quindi manca la cosa più importante". Sono buoni tutti, a parlare di film nascondendosi dietro i meravigliosi - e utilissimi - libercoli del Castoro, ma il rapporto con il film è, a suo modo, come un amore/odio che si stabilisce in due ore e dura magari tutta la vita. Vive la difference!. Che non vuol dire non tenersi informati.

saludos
Solimano

Massimo ha detto...

Villaggio è un intellettuale che usa la comicità per arrivare fino alle ultime file. Il suo urlo sulla boiata pazzasca non ha come bersaglio il film, ma l'uso che a sinistra si faceva della cultura per mantenere le distanze tra sedicenti intellettuali e gli altri (le masse?). L'oltraggio del comico è una denuncia che arriva sempre prima delle altre. Villaggio mette alla berlina un'intera generazione di fasulli, così come l'Ecce Bombo di Moretti ha archiviato nel ridicolo i tic degli "alternativi". La Corazzata? In tutta questa vicenda è solo una nobile comparsa.
Massimo Marnetto

Solimano ha detto...

Va detto che La corazzata Potemkin, film bello e storicamente importante, ha la concorrenza di tre grandi film di Eisenstein che personalmente prediligo: Aleksandr Nevskij, Ivan il terribile, La Congiura dei Boiardi. Chissà, qualcuno prima o poi li porterà qui nel blog: si assomigliano ma ci sono anche notevoli differenze fra l'uno e l'altro.

saludos
Solimano

Manuela ha detto...

Va bene, io sono convintissima che La corazzata è una pietra miliare nella storia del cinema. Tuttavia le pietre miliari servono a segnare un percorso, non ad indicare un traguardo. Per cui... andiamo avanti?

nicola63 ha detto...

Cari amici, non teniamo quasi mai conto dei percorsi strambi e dei lunghi
tempi con cui le persone si formano un loro gusto. Le Boiate Pazzesche che
vanno per la maggiore in TV hanno successo perchè sono, in qualche modo,
immediate. Non c'è un sentiero che porta una persona a interessarsi alle
cose della De Filippi: è già tutto lì, lo vedi per caso -magari a un'ora
dall'inizio, e ci sei già dentro al pari di chiunque altro. (Chissà quanta
raffinata sapienza viene investita nel preconfezionare un programma di tale
fatta: anche produrre il vuoto è un'arte difficile). Questo
dell'immediatezza, tra l'altro, è anche una caratteristica dell'arte
grandissima (Chaplin, Caravaggio, Beethoven), che non richiede formazione e
abitudine per essere apprezzata.
Uno degli obiettivi del nostro modo di produrre e commerciare è che il
prodotto venga apprezzato in maniera universale; che non richieda -per
l'appunto- un "gusto". Purtroppo, questo non ha portato a produrre molta
arte universale, ma tante boiate pazzesche sì.
Ora, il cineforum fa parte di quella piccola sacca minoritaria che, magari
pateticamente, cerca di capire perchè alcune cose potrebbero essere
apprezzate, magari "debbano" (perchè nei cineforum c'era tanto dogmatismo di
sinistra) essere apprezzate. Nel fare ciò, è fatale dire le cazzate più
vergognose, prendere la cantonate più colossali, cadere negli astrattismi
più eterei; ciò che fa parte, del resto, di ogni percorso di formazione.

Certo, triste è vedere quelli per cui il percorso era in realtà adesione a
un conformismo poco amato. Queste persone, dicevo prima, saltano da
conformismo a conformismo, di rado interrogandosi sulla cosa in sè (sul film
in sè, sul concetto in sè), che poi è l'unica cosa che conta.

Solimano ha detto...

E' vero che per produrre le Boiate Pazzesche della TV ci vuole raffinata sapienza, forse più di quella che ci vuole per un film di consumo, perché Gli Amici(!) della De Filippi o L'Isola dei Famosi o Il Grande Fratello debbono avere - nel loro vuoto - il fiato lungo, durare settimane su settimane. Un bel paradosso, che a me fa specie quando penso ad un talento come quello di Ilenia Ferrari adesso alle prese con tutte le furberiole dei dialoghi e delle mossette di consimili Frescacce, e ce ne saranno tanti come lei. Però noi potremmo fare una cosa, riguardo i film: introdurre la Boiata Pazzesca del mese! Una Boiata grossa però, non gli inesperti, ma i registi grandi che sbagliano, che so io Il Piccolo Buddha di Bertolucci, Pinocchio di Benigni, o l'ultimo film dei fratelli Coen. Però finisce che Giuliano mi mette nelle Boiate Pulp Fiction...
Torno a Eisenstein. La corazzata Potemkin è un film importante e bello, ma per me il meglio è nel Nevsky, nell'Ivan, nella Congiura dei Boiardi, e non saprei quale scegliere.

saludos
Solimano

nicola63 ha detto...

"per me il meglio è nel Nevsky, nell'Ivan, nella Congiura dei Boiardi, e non saprei quale scegliere"

Nevsky