venerdì 29 giugno 2007

Il vento e il leone

The wind and the lion di John Milius (1975) Soggetto e sceneggiatura di John Milius Con Sean Connery, Candice Bergen, Brian Keith, John Huston Fotografia di Billy Williams Musica di Jerry Goldsmith (119 minuti) Rating IMDb: 7.0
Roby
Il manifesto del film mette giustamente spalla a spalla Sean Connery (El Raisuli Il Magnifico) e Candice Bergen (Mrs Eden Pedecaris), rendendo così omaggio alle due colonne su cui poggia tutta la storia, ambientata nel Marocco del 1904. Persino io, di solito accecata dalla sconfinata passione per SEAN, devo riconoscere che la Bergen qui è straordinaria nel tener testa al co-protagonista, sia come attrice che come donna. Ed è superfluo precisare che darei qualche anno di vita per essere al suo posto, a giocare a scacchi con l'affascinante califfo nella penombra della tenda berbera: ma sono sicura che anche il cuore dell'impettita signora americana, alla fine della vicenda, batta più forte -sotto le stecche di balena- per i begli occhi profondi del capo ribelle. Certo, lui non si è comportato bene, sequestrandola con un blitz piuttosto violento nella magnifica villa dove alloggiava con i figli, tra uno stuolo di servitori in livrea. Il suo, però, è uno scopo quasi nobile: ottenere dal governo americano non soltanto armi ed oro, ma anche la condanna del sultano del Marocco, asservito alle mire colonialiste di Francia e Germania. Inoltre, El Raisuli ha sommo rispetto per lo "sceicco" statunitense Teddy Roosevelt (un Brian Keith straordinario). Il loro è un incontro-scontro fra pari, malgrado il macroscopico disequilibrio di forze in campo: sintomatica, in questo senso, la lettera indirizzata al Presidente che El Raisuli detta alla signora Pedecaris, con una fierezza ed una lucidità da far invidia a più di un politico: "Tu sei come il vento, e io come il leone. Io ruggisco, e ti sfido, ma tu non mi senti. Eppure io, come il leone, devo stare al mio posto. Tu, come il vento, sei condannato a vagare ovunque, perché non sai qual è il tuo posto". Nelle mie peregrinazioni su Internet ho trovato notizia della base storica cui il film sarebbe ispirato (il rapimento di un cittadino americano, Ion H. Perdicaris, da parte del brigante marocchino Raizuli, nel maggio 1904): il che tuttavia non pregiudica minimamente -ai miei occhi ed al mio cuore- il fascino, il mistero, l'esotica attrazione di una storia ben congegnata, ben diretta e recitata ancor meglio.

1 commento:

Solimano ha detto...

Roby, è un vero peccato che per un film in cui Connery ha un'aria così rapace le immagini siano così poche, per cui ci è toccato giocare un po' alle figurine. Questo film l'ho visto, mi ha divertito, anche se non l'ho trovato eccezionale. La coppia era divertente però, e il regista, anche se molti ce l'hanno con lui, a me è sempre sembrato fantasioso e vivace.
Hai visto che oggi è cominciata una serie nuova: la musica nel cinema? Io la faccio tenendo d'occhio i musicisti classici, e andrà avanti per molto, come le altre due: I luoghi del cinema e Il lavoro nel cinema.

saludos
Solimano