mercoledì 6 giugno 2007

Il tenente Colombo

Giuliano
Non sono uno spettatore di telefilm. Non ho né la costanza né la pazienza per seguire tutte le puntate; tutte le volte che ho provato ho smesso quasi subito. Li guardo un po’ tutti, quando capita; qualcuno me lo ricordo; parecchie cose mi piacciono ma preferirei che fossero dentro un bel film, o che magari durassero poche puntate. Detto questo, ogni volta che vedo in tv un episodio del tenente Colombo me lo guardo sempre. Magari cinque minuti, se è di quelli che conosco a memoria, però non mi sono ancora stancato: e penso proprio che il merito sia tutto di Peter Falk.
Mi ricordo della prima volta che ho visto un telefilm del tenente Colombo: mi sono detto che era proprio bello, e che ne avrei visto volentieri un altro. Anche il secondo mi era piaciuto molto. Al terzo episodio, qualche dubbio mi era venuto; al quarto mi sono finalmente chiesto: ma saranno mica tutti così? Lo schema di Colombo (che nell’originale si chiama Columbo) è sempre lo stesso, ed è stato descritto tante di quelle volte che mi sembra inutile ripetere la descrizione. Alcuni episodi ormai sono vecchi, vecchissimi, obsoleti. A dirla tutta, alle volte – davanti a certe cotonature, a certi telefoni cellulari di prima generazione, a certe automobili – mi sembrano più vicini i film degli anni trenta che non i telefilm di Colombo da giovane... Ne ricordo uno (uno dei miei preferiti, all’epoca) dove la soluzione dell’enigma stava in un disco a 33 giri dove, in mezzo a un brano di musica (Ciaikovski, se non ricordo male) era stato inserito uno sparo: un vero arzigogolo, perché oggi con i masterizzatori sarebbe piuttosto facile e veloce, ma i dischi in vinile richiedevano stampi appositi e laboratori attrezzati, ma si sa che la verosimiglianza non è mai stata davvero necessaria, nei polizieschi.
Non sono nemmeno riuscito a capire se Peter Falk sia un grande attore: di sicuro è un grande personaggio, una grande maschera in senso teatrale, come gli inventori di Arlecchino e di Pulcinella, o come Totò. Per intenderci, i grandi attori sono quelli che si mettono in gioco ogni volta, che interpretano, che studiano, che cambiano spesso di ruolo: c’era Alec Guinness, per esempio, che da un film all’altro era quasi irriconoscibile, anche fisicamente; ma anche Meryl Streep ha fatto un’infinità di ruoli, dal drammatico al comico al brillante. Peter Falk è uno di quelli che recita sempre se stesso, e il bello è che non stanca e che gli riesce sempre bene: e forse è per questa sua dote naturale che Wim Wenders lo scelse per la parte di un angelo in “Il cielo sopra Berlino”...
P.S. Nella immagine ci sono Peter Falk, Donald Pleasence e Julie Harris nel film della serie Columbo "Any Old Port in a Storm" del 1973.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Proprio vero quello che scrivi sulla differenza fra "attori" e maschere", lo sostengo da sempre anche io. Peter Falk credo sia un bravo attore (era molto apprezzato da Cassavetes, se non ricordo male) ma il fatto di aver interpretato centinaia di puntate del Tenente Colombo (non so se per scelta o perchè così è andata) lo ha reso una maschera. Errore che non ha commesso Sean Connery con James Bond e il nostro Zingaretti sta faticando non poco per uscire dal personaggio di Montalbano.
In quanto ai telefilm... bisogna distinguere quelli nei quali ciascuna puntata è una storia a se stante con inizio e conclusione e quelle in cui ogni volta si deve fare il riassunto delle puntate precedenti: pare che questa seconda tipologia venga definita "fiction". Almeno, così mi ha spiegato il mio figliuolo, che in famiglia rappresenta "l'Autorità" in materia di cinema e TV :-)

"Lost" (del quale sono una fan assatanata :-) e del quale mi faccio registrare le puntate se per caso devo partire) è una fiction, "L'ispettore Barnaby" (che ogni sabato su La7 mi manda in sollucchero però per altri motivi) è un telefilm.

Ritenuto l'anzidetto :-) Colombo mi ha sempre fatto gran simpatia e quando mi capita lo rivedo sempre con piacere

Habanera ha detto...

Credo di non averne perso neppure uno, a suo tempo, degli episodi di Colombo. Sono congegnati bene ed è anche questo a renderli così gradevoli, oltre alla indiscutibile bravura ed alla simpatia di Peter Falk.

habanera

Roby ha detto...

NON POSSO CREDERCI!!!! Non solo Colombo è uno dei miei telefilm preferiti, ma la foto che illustra il post è tratta da quello che forse è il mio favorito tra tutti gli episodi, nel quale Donald Pleasence interpreta l'enologo italoamericano Carsini, colpevole di omicidio, che alla fine sarà tradito da un vino pregiato rovinato da una temperatura troppo elevata... Praticamente io ed il mio gentil consorte ne conosciamo le battute a memoria!

Arrileggervi

Roby

Anonimo ha detto...

Roby si, infatti quella dei vini è una delle migliori puntate di Colombo :-)
Ecco, uno dei pregi che ha questo telefilm consiste secondo me nel fatto che ciascun episodio è ambientato in un contesto preciso e molto particolare (in questo caso il mondo degli esperti di vini) e sia la tecnica dell'omicida sia le prove consento a Colombo di incastrare il marrano sono tratte proprio dallo specifico di quel determinato contesto.

Anonimo ha detto...

Assolutamente bravo in Angeli con la pistola di Frank Capra (1961).

gabrilu ha detto...

Lodes, è vero, come non ci ho pensato? Eppure Angeli con la pistola è un film delizioso che amo molto :-)

Solimano ha detto...

Giuliano ha fatto benissimo a portarci il tenente Colombo.
Non lo seguo da anni, ma quando lo seguivo lo trovavo un prodotto onesto, che non è parola da spregiare. Come onesto è il commissario Montalbano o era il Giamburrasca del Wertmuller o le varie puntate inglesi tratte da La Talpa di Le Carré, o quelle tedesche sulla vita di Mozart.
Qualcosa che dava un suo valore aggiunto: l'accuratezza e la personalizzazione dei vari episodi, la scelta di interpreti professionali, la cura dei dialoghi etc etc
Mentre non sono oneste le varie operazioni tipo elisa di rivombrosa o incantesimo (minuscole volute): genericità dei dialoghi, frizzantino sexy alla mezzo capezzolo che sporge, effrazione però con riabilitazione, parenti più anguilleschi che serpenti: una profumata e sorridente lagna con inequivoco sapore di sterco. Bisogna starci attenti, se uno accende la TV e ci sta dieci minuti finisce per essere cooptato, li sento i discorsi al supermercato e gli schieramenti di tifosi e tifose per i vari personaggi, ma quali personaggi, pupazzi. Ma peggio di tutti, il minimo assoluto che sotto non si può andare sono le cose della De Filippi, l'agitazione indebita che non porta a niente. Il cinismo unito alla intelligenza è una bestia quasi indomabile. Che fare? Comprarsi 16 DVD di bei film a prezzo scontato (sotto i 10 Euro), e vederseli e rivederseli. L'ho fatto l'altro giorno e ne sono contento.

saludos
Solimano

Anonimo ha detto...

Colombo è irresistibile.

Lo schema è perfetto nella sua eterna immobilità: più fisso della volta stellata degli Antichi. Ed è grazie a questo che si può costruirci sopra delle variazioni infinitesimali che, con il passare del tempo e dell'avvicinamento tra lo spettatore e la figura di Peter Falk, conducono lo spettatore nell'irresistibile vortice della ripetizione: fanno di telefilm un rito sacro.