mercoledì 20 giugno 2007

Il lavoro nel cinema: Camille Claudel

Solimano
Il film di Bruno Nuytten (1988) ha il suo centro nel rapporto fra Camille Claudel (Isabelle Adjani) e Auguste Rodin (Gérard Depardieu). Camille, per oltre dieci anni, è modella, amante, aiutante, persino concorrente di Auguste. E' un duro lavoro quello dello scultore, perché al di là della ispirazione o creatività - chiamiamola come vogliamo - ci sono le varie fasi della realizzazione, i materiali, i disegni, le fusioni, le correzioni, le modifiche. Un lavoro che Camille vuole fin da bambina, con passione ostinata. Nel film appare di frequente uno dei drammi di Camille, forse il più grave: il non riconoscimento perché donna, perché modella, perché amante di Rodin, persino l'accusa di essersi fatta aiutare dal maestro, e che certe opere non le avesse fatte lei, mentre è proprio lei a collaborare a molte opere firmate da Rodin. La madre non la vuole più vedere, ma anche il padre e Paul, il fratello più giovane, futuro scrittore, rallentano le loro visite. Appare chiara la passione che fin da piccola c'è in Camille, affaticata ma piena di iniziative, va persino a cercare la terra più adatta per il suo lavoro in carrarecce attorno a Parigi. Quando finisce il rapporto con Rodin - che per lei non lascia Rose Beuret - quasi tutti si allontanano, perde amici e committenti, salvo poche eccezioni, Octave Mirbeau e Claude Debussy fra questi. C'è la sconfitta inevitabile, l'emarginazione, la caduta nell'alcolismo e nella follìa, addirittura con la distruzione di diverse sue opere. Il centro del film e della vita di Camille è il suo lavoro, per cui opera finché può. Camille ha tre difetti insuperabili: è in anticipo sui tempi, come donna è tutta di Rodin, ma come artista non accetta di vivere alla sua ombra.

7 commenti:

Gabriella ha detto...

Film bellissimo, peccato che sia poco noto, in giro (così mi pare, almeno).
Depardieu e Adjani sono perfetti, nelle rispettive parti.
Ed a proposito di Paul Claudel, beh, lui mi è sempre sembrato molto peggio di Rodin, nel suo comportamento nei confronti di Camille...

Solimano ha detto...

Gabriella, il film ce l'ho in una magnifica - e a suo tempo costosa - cassetta VHS in lingua francese e con con i sottotitoli in francese, lo preferisco, ed i perché li capisci. Una meraviglia.
Riguardo a Rodin, credo tu abbia ragione: le scelte si fanno per fedeltà a sé, non per compiacere altri, ed anche lui aveva da rispettare la sua fedeltà, diversa da quella di Camille. Queste crudeltà inevitabili fanno parte della vita.
Di Paul Claudel non penso bene, come scrittore e come uomo, preferisco Bernanos, Mounier, Peguy, perfino Mauriac e Maritain. Claudel faceva il propangandista del cattolicesimo e andava a trovare solo una volta l'anno la sorella in manicomio, in cui Camille restò per trent'anni.

saludos
Solimano

Gabriella ha detto...

Credo che abbiamo la stessa VHS, allora :-)
Paul Claudel lo conosco molto poco. Ho letto quello che scriveva a Gide e su Gide e lettere varie e mi ha fatto sempre l'impressione (magari malfondata, eh, guai a trinciar giudizi frettolosi) di un bigotto di quelli della peggio specie. Non che io ami particolarmente Gide ma insomma... Il suo comportamento con Camille poi mi ha fatto passare del tutto la voglia di approfondire l'illustre letterato

Solimano ha detto...

Eh sì Gabriella, penso proprio che sia la stessa cassetta, ne uscì una serie dedicati ai film in lingua originale, con fascicoletto contenente l'intera sceneggiatura.
Ne ho comprato diversi, fra cui alcuni notevoli: Prénom Carmen, La lectrice, Coup de torchon, La belle noiseuse, Une dimanche à la campagne... Sono un vero e proprio ghiottone, in queste cose, lieto di esserlo.
Adesso, con i DVD, il problema è strutturalmente risolto, ma preferisco i sottotitoli in francese (o in inglese), fino ad arrivare a vederli senza sottotitoli. Ma non erano nemmeno tanto care quelle cassette, quelle carissime erano dei film di Rohmer... che cosa fa fare l'amore?
Riguardo Claudel, mi pare che Gide l'abbia chiamato "il gorilla cattolico", ma c'è da dire che come spessore, come cultura profonda, era comunque mille leghe sopra a certi odierni, che più che gorilla paiono lemuri. Dalle scimmie alle proscimmie... e dispiace, perché io sono cresciuto con Giorgio La Pira, Primo Mazzolari, Ernesto Balducci, persone da levarsi il cappello tutti, laici e cattolici.

saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Per i lettori di Claudel rimando a "le soulier de satin" di Manoel de Oliveira.
Del film ho scritto qui, però per il resto non posso che ripetere che di Claudel continuo a sapere poco. (Rodin invece so chi è, ho anche visto il film)

Anonimo ha detto...

ciao a tutti, sto cercando disperatamente questo dvd, possibilmente in inglese o italiano, o con sottotitoli inglesi o italiano.. non riesco a trovarlo! amo rodin.. e vorrei vedere questo film che ho letto esser davvero bello. aiutatemi.. grazie!! ;-)

Solimano ha detto...

Io ce l'ho, ma non su DVD, su videocassetta della DE AGOSTINI, in francese con sottotitoli pure in francese ed un fascicolo con testo completo della sceneggiatura. Non costavano neppure cari, fu una ottima serie. Prova a vedere sul sito della DE AGOSTINI.

saludos
Solimano