mercoledì 29 agosto 2007

Fumetti d'agosto: Saul Steinberg

Solimano
Nel numero di Linus dell'agosto 1970, l'articolo di apertura è di Franco Cavallone e si parla di Saul Steinberg (1914-1999), che era nato in Romania e nel 1933 studiava architettura al Politecnico di Milano. Già allora collaborava con vignette al Bertoldo. Ma nel 1941, a causa della campagna antisemita, si trasferì clandestinamente negli Stati Uniti, e cominciò da subito a collaborare col famoso New Yorker, operando anche nei servizi di intelligence americani nell'Estremo Oriente.
Nell'articolo di Cavallone ci sono due interessanti risposte di Steinberg fornite durante una intervista televisiva che gli aveva fatto Sergio Zavoli nel 1968.

Perché ha dichiarato che l'America è il suo paese?
"Proprio perché qui non si fanno tante storie! Non ci si illude, in America, che la vita sia una cosa romantica, una cosa che si possa recitare a soggetto. Qui la vita è veramente quella cosa penosa che dobbiamo sopportare. Questo è un paese stoico, che rende visibile in ogni momento il comune destino di dovere sopportare la vita; mentre in Europa, le città danno ancora l'illusione di essere come una corte dell'imperatore, una favola. Questo, insomma, è il paese dove si vive senza illusioni. Nessuno qui cerca la solitudine. Del resto, un uomo solo che bisogno ha di nascondersi? A chi si nasconde?"
...
"Alle pareti ci sono dei quadri, una specie di collezione fatta con scambio fra amici, con l'eccezione di questo falso Mondrian che ho fatto io, come una specie di omaggio a Mondrian. Per esempio, ecco: chi mangia un pollo con grande piacere, fa un omaggio a questo pollo; così io ho provato a impossessarmi di Mondrian, a digerirlo. Poi c'è un'altra cosa, secondo me: l'illusione che non sia completamente falso perché l'ho dipinto io."

Da quel numero di Linus ho tratto i disegni di Steinberg che inserisco qui, salvo le due immagini a colori, che ho trovato in rete.






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