venerdì 8 agosto 2008

Lingua italiana lussuosa

Solimano
Nell'aprile 1977 uscì, presso Rizzoli Editore, Milano, il libro: "Dizionarietto (illustrato) della lingua italiana lussuosa". L'autore è Giampaolo Barosso e le illustrazioni sono di Romano Farina e Angelo Sgarzerla, salvo quella di copertina che credo sia di John Alcorn. Il dizionarietto contiene 2000 voci in circa 200 pagine.
Come spiega opportunamente il risvolto della copertina, dopo una attenta lettura avrete a vostra disposizione "L'impiego improvviso e disinvolto di espressioni come "acirologia", "rivolgere un'anacenosi", "cazzabagliore", "funzione manageriale", "farsi un'embrocca", "portare avanti un certo discorso", "ciuciare l'esodiario", "aprire un ampio e approfondito dibattito, "ornarsi di gagate", "gap generazionale"... "al limite"... "nella misura in in cui"... "praticamente"... "slacciarsi l'usoliere".
E' un'opera serissima, Giampaolo Barosso ha lavorato come ricercatore al Centro di Cibernetica e di Attività linguistiche dell'Università di Milano. Lo spasso è grande, per i salti improvvisi fra voci realmente esistenti ed altre del tutto inventate, per le citazioni di Insigni Autori, come Liala, Moravia, Tanassi, Mao, Totò, Saragat ed il maresciallo Badoglio, per gli esempi di situazioni in cui è opportuno usare quella parola o quella frase.

BALENOSO ag. Che abbonda di balene

Trascrivo alcune delle voci dalle prime pagine del dizionarietto, così cominciamo tutti ad usare una lingua italiana lussuosa, non facciamoci mancare niente.

ABATINO s. Omarino. Scorfano. Nanerottolo. Giocatore di pallone che riunisca in sé le qualità d'esser brocchetto, ciucco, locco, bamba, micco, frillo e ciolla (G. Brera).
ABBALLINARE v. Levar le lenzuola e alzare e avvoltare le materasse per dar aria al letto. La massaia diligente abballina ogni mattina.
ACCILECCARE v. Far la cilecca. Burlare. Mamma! Pierluigi m'accilecca!
ACQUADERNATORE s. Operaio che acquaderna.
ACQUIDOCCIO s. Chiavica. Le acque del Golfo son tutte uno splendido acquidoccio (EPT, Napoli)
ADVERTISER v. Contaballe.
AGGANGHERARE v. Infilare i gangheretti nelle loro femminelle. Aggangherami, caro, infilami i gangheretti nelle loro femminelle. Cortigiana che s'agganghera, finito è lo spatusso (prov.).

GIUMERRI s. pl. Animali di doppia natura,
come ippotori, bosmuli e simili

AGGETTIVAZIONALE ag. Aggettivo in -ale (varietà -zionale). Di o della aggettivazione, da cui si è ricavato con procedimento trasformazionale di tipo suffissale. Questa abituale forma procedurale di generazione lessicale, la cui base operazionale può essere indifferentemente verbale, nominale e aggettivale, e che opera esplicandosi a livello postradicale, nominale e aggettivale, esemplifica sul piano verbale l'attuale tendenza socioculturale ad assumere come normale qualsiasi evento processuale di carattere schiettamente demenziale.
AGGOLPACCHIARE v. Far piccoli golpe.
AGNO s. Enfiagione dell'inguine. Tagliarsi l'agno, prendere una risoluzione violenta. Alle 18.30 il principe Borghese guardò negli occhi gli altri congiurati e disse: -Tagliamoci l'agno. Aggolpacchiamo (Gen. Gian. Maletti).
ALBOROTTO s. Scompiglio. Agitazione. I dimostranti presero a fare un fastidiosissimo alborotto: fu perciò che le truppe li esortarono alla calma (Gen. Fior. Bava-Beccaris).


DIGRUMARE v. Mangiare con voracità spaventosa

ALLARDATO ag. Unto e bisunto, da fare schifo.
ALMEA s. Danzatrice le cui danze lascive sono accompagnate con canti e altro. Sono esausto: iersera accompagnai l'almea in albergo con canti e altro (G. D'Annunzio).
AMANZA s. Oggetto dell'amore. Donna amata. Io l'amo, quell'amanza.
AMATITA s. Matita. Il disegno fatelo a amatita, o fanciulli.
AMOSTANTE s. Governatore arabo. Che mi frega, ditelo all'amostante (Th. Ed. Lawrence).
AMUSICO ag. Che ha mancanza di senso per le arti. No, quello non è un Duchamp, è il gabinetto. Che lei sia un po' amusico? (Gil. Dorfles).
ANAFRODISIA s. Disprezzo per le cose d'Afrodite. D'Afrodite le vesti, e le pellicce, / ed i gioielli, e le parrucche ricce, / ed ogni cosa orsù, buttate via! / Io son fremente d'anafrodisia! (V. Alfieri).

LUMACHISTA s. Chi si diletta di lumache, chiocciole e simili

ANALISI s. Descrizione giusta, corretta, lucida, concreta di una situazione (solitamente della situazione in atto), effettuata da noi. Se è effettuata da voi, non è né giusta né corretta; non è nemmeno una analisi; è un discorso confuso, astratto, dettato da una logica opportunistica, sintomo di un processo involutivo, e favorisce oggettivamente la spinta reazionaria in atto.
ANOMALIA s. Irregolarità nei fenomeni grammaticali, fisici e spirituali. Nonna, che orecchie grosse che hai. E' una anomalia? (F.lli Grimm).
ANTIVENDEMMIATORE s. Chi sente o dimostra ostilità contro i vendemmiatori.
APPUNTATORE s. Impiegato il cui compito è di prendere nota delle mancanze altrui, in ufficio.

NOTTOGRAFO s. Strumento per scrivere di notte

ARRAMACCIARE v. Strascinare cosa o persona con una specie di traino fatto di ramacce. La pastorella s'addormentò. Il cacciatore sbucò di soppiatto e l'arramacciò fino alla capanna.
ARTAGOTICAMENTE av. In modo strano, allusivo. Maurizio la guardò artagoticamente, ed ella se ne turbò (Liala).
ART DIRECTOR s. Contaballe.
ASCITIZIO ag. Non proprio e originario. Diffidate dai ricambi ascitizi (FIAT).
ASINATA s. Cavalcata sull'asino.
Splende il sole: andiamo, o amici, a farci una bella asinata.
ATTENZIONE s. Facoltà dell'animo che si esplica allorché si sta attenti a qualcuno o a qualcosa. Strategia dell'attenzione, tappa fondamentale del pensiero e dell'azione dello statista Aldo Moro, riprende e sviluppa le nozioni di
cauto accostamento, cauta sperimentazione, progresso nella continuità, progresso senza avventure, coesistenza nel dissenso, distinzione senza discriminazione.

3 commenti:

Habanera ha detto...

Ma dove le vai a scovare certe cose?
Sono qui che ancora me la rido immaginando un'odierna massaia diligente che si ostina ad abballinare un permaflex rinforzato a due piazze.
Molto divertente ed istruttivo questo Dizionarietto del Barosso.

Grazie, Solimano
H.

Giuliano ha detto...

Sono stato un lumachista. Ancora oggi, mi piace curiosare tra le lumache, anzi tra le chiocciole: che hanno dei gusci bellissimi e, se non fosse che se magnano l'insalata, sarebbero anche molto simpatiche.
Delle altre cose, non so.

angela ha detto...

[i complimenti non ve li faccio più, preferisco linkarvi, in ogni dove]
io le lumache le mangio (cotte ovviamente). mi volete sempre bene?