venerdì 22 agosto 2008

Jules Feiffer (2)

Solimano
Per qualche informazione su Jules Feiffer rimando al primo post su di lui, inserito nel blog da poco tempo.
L'immagine di apertura è giustamente famosa: la biografia di una generazione. Non riesco ad individuare il numero di Linus da cui l'ho tratta a suo tempo. Mi piacerebbe farlo, se non altro per ottenere una immagine più grande, ma anche questa è leggibile abbastanza bene, se la si guarda ampliata.



Questa breve storia l'ho trovata sul Linus numero 30 del settembre 1967. Sono tre personaggie esemplari: l'uomo, la donna e l'amico moralista dell'uomo, che è il personaggio più spregevole. Succede una cosa curiosa, leggendo questa storia: arrivati alla vignetta finale c'è la sorpresa, come è naturale. Ma poi ci si chiede: è proprio una sorpresa? O da quelli così prodighi di morale spicciola non c'è da aspettarsi altro?



Schulz, nel 1966, faceva pubblicità per la Ford, ed era in corso una polemica serrata contro l'inquinamento automobilistico, ma soprattutto contro l'insicurezza delle auto.
Feiffer, che evidentemente non amava Schulz, senza porsi nessun problema uscì allo scoperto con questa storia. Al di là delle ragioni e dei torti, a me sembra molto bello che negli Stati Uniti ci sia una abitudine consolidata alle polemiche dirette, chiamando il gatto gatto e non facendo prevalere l'appartenenza di gruppo. Il contrasto culturale e morale deve esserci e deve esprimersi con chiarezza, non mediante piccole stoccate da decifrare con fatica. In Italia questa abitudine non c'è, ma più che di abitudine parlerei di attitudine. Prevale una solidarietà male intesa e un perdonismo indulgente, di fondo basato sulla mancanza di serietà. Certamente ci fuorno polemiche, dopo questa uscita di Feiffer, ma non con l'atteggiamento: "Ha parlato male di Schulz!" Parlar male di Schulz si può, come parlar male di Garibaldi.

Questa immagine l'ho trovata sul numero 32 di Linus (novembre 1967). Mi sembra appropriata ai problemi di stagione, ma soprattutto mostra l'efficacia del segno di Feiffer nella rappresentazione della danza femminile, che era un suo tema ricorrente.

Come chiusura, inserisco una immagine del film "Piccoli omicidi" (1971) di Alan Arkin. E' l'altra grande sceneggiatura di Jules Feiffer, nello stesso anno di "Conoscenza carnale". Nell'immagine c'è Elliott Gould che sale sul metrò tutto insanguinato, gli hanno appena ucciso la moglie fra le braccia. Ma nessuno gli bada, ognuno pensa ai fatti suoi.

4 commenti:

Silvia ha detto...

Sono andata a leggermi il n.1 per seguire il filo. Molto interessant davvero e Feiffer è davvero notevole. Magari è consigliabile se si ha una confezione di Malox a portata di mano.

Solimano ha detto...

Silvia, il Maalox è stata una grande invenzione, per un tempo per fortuna abbastanza breve ne ho avuto bisogno anch'io.
Ci credo, che esistano le malattie psicosomatiche, anche se non credo per nulla alla medicina alternativa. Il cervello fa parte del corpo e se è disturbato da qualcosa cerca di reagire, tutto qui. Meglio non averne bisogno, secondo me uno crudo e duro come Feiffer aiuta a non raccontarsi delle balle e quindi ad essere bene attrezzati. Le balle peggiori non sono quelle che si raccontano agli altri (qualche volta è necessario) ma quelle che si raccontano a se stessi.
In genere sono balle di automantenimento, le inventiamo tutte pur di non cambiare.

grazie e saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Feiffer sa anche essere molto dolce, perfino affettuoso.
Però è davvero come un gatto, bisogna starci attenti...

Silvia ha detto...

@Solimano E' vero che bisogna attrezzarsi e ridere dei propri limiti è una palestra salutare. Però ogni tanto credo sia importante praticare l'indulgenza, soprattutto verso gli altri. Questo sì aiuta a vivere meglio.
Il Maalox ha aiutato milioni di persone a vivere meglio. Secondo me è assieme all'aspirina uno dei farmaci più usato ai giorni nostri. Ora salta fuori che non bisogna abusarne. Il mondo farmaceutico per quanto necessario mi suona sempre un tantino sinistro.

@Giuliano Feiffer non lo conosco per cui non so della sua dolcezza. Se lo dici tu mi fido. So ora cosa regalare ad un amico per il suo compleanno, sperando di trovare una bella raccolta. Sono certa che gli piacerà.

Sono contenta di aver fatto la vostra conoscenza.
Buona settimana