martedì 26 agosto 2008

I nomi della rosa


Roby
Ebbene sì: I NOMI. Siamo proprio sicuri, in effetti, che la rosa abbia solo un nome? Il fatto che lo abbia detto -e scritto- Umberto Eco non può essere, dopo tutto, una prova conclusiva. A mio modesto avviso, una rosa si presta ad essere chiamata, guardata e valutata in molti modi e da molti punti di vista, così come un libro, un film, un'abbazia, un attore...


Per esempio: Sean Connery, nel film di Annaud, interpreta Fra' Guglielmo da Baskerville o Sherlock Holmes in saio di juta? Il modo in cui dice al giovane diacono suo protetto "Elementare, mio caro Adso" farebbe propendere per la seconda ipotesi: non sembra anche a voi? In fondo, l'eroe di Conan Doyle si trova a tu per tu con un mastino omonimo del frate, senza contare che fra Adso e Watson (non sono la prima ad accorgermene) c'è persino una certa assonanza...


E poi, l'abbazia. E' reale? E' ricostruita? Il fuoco la distrugge veramente o è tutto un trucco, frutto dell'abilità di qualche mago della computer graphic? Una volta spento l'incendio, potrebbe presentarsi come le rovine di Jumiéges, in Normandia, che qualcuno definì -non a torto- il più bel rudere di Francia. Fosse rimasta integra, probabilmente, non avrebbe mantenuto lo stesso fascino sottile, lo stesso senso di maestosa decadenza perfettamente conservata.

Abbaye de Jumiéges, Normandie

Altro cambio di ottica, altra prospettiva: quella delle scale trompe-l'-oeil, intrecciate all'infinito, disegnate da Maurits C. Escher, che si riflettono e quasi combaciano con quelle attraverso cui Guglielmo e Adso cercano di orientarsi, nel labirinto su più livelli della biblioteca segreta. Quale prendere per trovare la stanza in cui è custodita l'ultima, preziosa copia della Poetica di Aristotele? E quale, invece, per guadagnare l'uscita, mentre le fiamme stanno ormai divorando quintali inestimabili di carta e pergamena?


Magari, imboccando la rampa sbagliata, si rischia di uscire all'aperto e di ritrovarsi da un'altra parte, in un altro luogo, ad un'altra latitudine. Forse ai piedi de La Sauvemajeure, uno dei più grandi complessi monastici di età romanica nei Midi-Pyrenées, circondato dai resti della foresta un tempo immensa (silva major) da cui trae il nome. Il suo campanile a base ottagonale, in fondo, non ha nulla da invidiare alla mole della finzione cinematografica!

Abbaye de La Sauvemajeure, Midi-Pyrenées


E' proprio vero: basta cambiare punto di vista, e si scoprono lati insospettati, angolature inimmaginabili. E' quello che deve aver pensato anche il mio vecchio, caro Sean, quando ha deciso -ancora in abito da frate dell'anno Mille- di prendere il posto del direttore di scena, piazzandosi dietro la macchina da presa. E ritornando di colpo al XX secolo ha evidentemente avvertito una sensazione di gelo improvviso, che lo ha indotto a calzare un curioso zucchetto di lana. Forse (chi può dirlo?) il soffio agghiacciante dei millenni trascorsi in un attimo, in un battito di ciglia... il tempo di un unico, rapido ciak.

11 commenti:

Solimano ha detto...

Roby, bellissimo l'accostamento di Escher con scene del film di Annaud, ci potevano stere anche certe prigioni del Piranesi. Sono convinto che quel malizioso furbone di Umberto Eco abbia ciurlato nel manico, e che il posto che gli fece venire in mente Il nome della rosa fosse proprio il primo a cui si era pensato: La sacra di san Michele in val di Susa, ed Eco è piemontese. Riguardo Sean Connery, gli anni passano (tranne che per noi), mai più credevo di vederlo con la papalina in testa. Il massimo fu in Zardoz, un film piuttosto visitato fra i nostri. Secondo me un terzo dei visitatori vengono per Sean Connery, un terzo per Charlotte Rampling, ed un terzo per Sara Kestelman eh sì! e vengono da tutte le parti. Ci sono degli argomenti in cui non esistono confini. Adesso poi che abbiamo ricevuto le prime visite dalla Cina... mi hanno fatto piacere, vuol dire che la gabbia Internet ha degli spiragli.
Fra i posti in rovina uno fantastico (che c'è in Amici miei) è Bagnoregio, dove arrivano i quattro amici a dire che il paese sarà distrutto perché di lì passerà l'autostrada... Anche San Galgano è un gran posto. Ma l'abbazia del film (e del libro) ha la pianta ottasgonale come Casteldelmonte, quello di Federico II.

saludos y besos
Solimano

Habanera ha detto...

Con lo zucchetto di lana, con il cappuccio da frate, a testa nuda... il fascinoso Sean mi va bene comunque e più va avanti con gli anni più mi piace.
Concordo con Solimano, la scelta di inserire Escher in questo contesto è stata felicissima.

Grazie, Roby!
H.

Giuliano ha detto...

O voi che non sapete, non fate troppe ironie sullo zuccotto di lana. Io, che così a occhio direi che condivido con Sean Connery parti cospicue di DNA, so bene cosa significa avegh frecc in dal co. (significa che io non ho mai il raffreddore, ma se d'inverno vado in giro senza un berretto 'l fardòr mi viene).

E, infine, una cosa un po' triviale ma secondo me è vera: la leggenda dice che Adso ha assonanza con un'altra parola, e che Eco lo ha scelto anche per quello, non solo per Watson. ("Ma vieni qui, Adzo!!!")

MyDyingBrain ha detto...

Adso! (esclamazione)
Non ci avevo mai pensato!

Un post che offre nuovi spunti di riflessione su uno dei miei film preferiti... fantastico!
Grazie,
saluti e
Penitenziagite!

mazapegul ha detto...

La biblioteca di Eco e' modellata su quella di Borges (cosi' come il nome di Jorge, il bibliotecario). Quella di Borges era a cellette esagonali (con quelle si puo' tassellare un piano, come ben sanno le api), quella di Eco deve stare in un ottagono. Questo cambiamento nel numero dei lati introduce fatalmente delle complicazioni, poiche' la tassellazione non puo' essere cosai' regolare. Mi pare che la labirintica complessita' della torre-biblioteca avesse a che fare anche con questo. Qualcuno ha letto il romanzo di recente?
Bellissimo post...
Maz
PS Perche' Eco ce l'aveva con Borges? Dopotutto, c'e' tra l'uno e l'altro un filo strutturalista che li mette in comunicazione.

Roby ha detto...

Esimio Solimano, lietissima di avere il tuo assenso circa il parallelo con Escher!

Adso, Watson, Adzo... capperini, che concerto di assonanze, birichino di un Giuliano! Comunque, io non ho proprio niente contro quello zucchetto...

Cara Mydyingbrain, prima di precipitarmi a seguire l'esortazione penitenziale vorrei ringraziarti per essere passata di qua. E subito dopo la penitenza cliccherò sul tuo nickname per sapere qualcosa in più su di te...

Haba, se proprio devo dividere Sean con qualcuno... beh, sono contenta che sia con TE!!!!

Maz, ho letto e riletto Il Nome della Rosa, ma non di recente.

"STAT ROSA PRISTINA NOMINE / NOMINA NUDA TENEMUS": qualcuno vuol tentare la traduzione? Io ho sempre pensato a "Il concetto originario di rosa sta nel suo nome: teniamo ben presenti i nomi puri e semplici"... Altre ipotesi?

R.

Annarita ha detto...

Leggendo il post e i commenti c'è tanto da imparare, come il solito!
Scommetto che Bernardo Morliacense mai e poi mai si sarebbe aspettato che il suo esametro leggermente ritoccato avrebbe avuto tanta fama nel mondo. Come mi diverto qui! (e quante cose imparo!) Penitenziagite mi ha fatto tornare in mente la mirabile interpretazione che Ron Perlman ha dato del deforme monaco Salvatore. E pochi giorni fa ho scoperto che dietro la possente struttura di Hellboy sempre il bravo Perlman si cela. E ve lo rammentate nella leonina parte della mostruosa Bestia (Vincent) innamorata della Bella Linda Hamilton (l'avvocato Chaterine Chandler) nell'omonimo telefilm che furoreggiò in tivù negli anni '80?
Scusate, sono OT, ma un'idea tira l'altra ;-)

mazapegul ha detto...

Roby: azzardo una traduzione crepuscolare.
"La rosa d'un tempo è (solo) un nome;
(delle cose d'un tempo) solo i nomi ci restano."

Roby ha detto...

Annarita, certo che mi ricordo della Bella e la Bestia! E naturalmente adoravo la Bestia, al pari di Linda Hamilton. Ma che cosa aveva portato la bionda avvocatessa nel sottosuolo di New York? O era Los Angeles? Insomma, è vero, qui ci divertiamo un sacco!!!

Maz, la tua versione è sicuramente più emozionante e molto meno "calcolata". Il che suona piuttosto strano, per un matematico del tuo calibro!!!

Baci a tutti

R.

Solimano ha detto...

Bella la discussione su STAT ROSA PRISTINA NOMINE / NOMINA NUDA TENEMUS.
Io che sono anocora influenzato dal romanticismo (anche se ne dico peste e corna), ho sempre avuto una interpretazione da rimpianto nostalgico: abbiamo solo i nudi nomi, dove sono le rose? Que reste de nos amours? Va savoir...
Dopo Il nome della rosa, lessi anche Il pendolo di Foucault, trovandolo generalmente inferiore, ma non sempre, ci sono delle pagine migliori anche del Nome della rosa, specie la parte che si svolge nel mondo editoriale, che è attualissima: ci sono molte persone che pagherebbero, pur di essere stampati. Mentre in rete, a gratis, è possibile farsi leggere... se si ha qualcosa da dire...

saludos
Solimano

Annarita ha detto...

Roby, la città era New York e l'avvocatessa era stata difesa e salvata da Vincent durante un'aggressione in Central Park da parte di un gruppetto di teppisti. Lui poi l'aveva portata nel sottosuolo per curarla e lì Catherine aveva conosciuto una comunità che basava la propria solidale convivenza sul rispetto della diversità. Bello! Un cordiale saluto a tutti i commentatori ;-)
Annarita