mercoledì 23 maggio 2007

A proposito di vecchi film (1)

Giuliano
Questa di “parlare dei vecchi film” è un’accusa che ci tiriamo addosso e che è forse inevitabile. E’ una vecchia critica, che accetto di buon grado ma che non condivido; e penso che sia il caso di parlarne almeno un po’.
La prima considerazione da fare è che qui lo spazio c’è: chi vuole parlare di film che sono ancora nelle sale può farlo, e anzi Massimo ed Habanera lo hanno già fatto con ottimi esiti. Però non vorrei che dietro ci fosse una pulsione di tipo consumistico, come nelle canzoni di Sanremo che quelle dell’anno scorso sono già da buttare. I film buoni rimangono, e – permettetemi una banalità – è meglio un capolavoro “vecchio” di una bufala nuova (e anche viceversa, ma le bufale vecchie non le ripesca nessuno...).
La seconda considerazione è che se questo fosse un blog sui libri nessuno troverebbe da ridire se parlassimo di Dante, di Euripide, di Svevo e di Manzoni: ormai anche il cinema è un classico, e per quanto mi riguarda non mi faccio problemi, ho già scritto anche di film del 1902 (Georges Méliès) e del 1914 (David W. Griffith), e mi sembra più che normale. Da quando ci sono le cassette, i dvd, e tutto il resto, trovare questi film e vederli non è più tanto difficile come era un tempo, quando bisognava aspettare che i cinema li andassero a ripescare. E poi, ed è una cosa che mi ha colpito già tanti anni fa, ci sono ragazzi e ragazze giovanissime che conoscono a memoria le canzoni di Battisti, di De André, dei Pooh e di Baglioni: roba di 40 anni fa, mica si scherza anche con le canzonette...
La terza considerazione (poi per oggi mi fermo) è che penso da tempo che non sia un caso, se parliamo quasi solo di “vecchi film”. L’ho già scritto nel mio commento al "film nuovo" che recensiva Massimo: è inutile che stiamo qui a contarcela, i cinema ci sono solo nelle grandi città e al cinema oramai ci vanno in pochi. Anche noi siamo sempre qui a parlare di youtube, di cassette, di dvd, di scaricare questo e quello da internet.... Penso sempre più spesso che col cinema siamo nella stessa condizione in cui era, cent’anni fa, l’opera lirica. Nel 1907 c’erano ed erano ben attivi Puccini, Berg, Schoenberg, Richard Strauss, Stravinskij, Mascagni, e tanti altri; dovevano ancora nascere capolavori come la Turandot e “La donna senz’ombra”, eppure l’opera aveva già concluso il suo percorso: quelli erano gli ultimi fuochi. Il cinema continuerà, ma con altre forme; e forse si perderà per sempre la memoria delle sale cinematografiche, che tra 40 anni saranno ricordate come delle bizzarrie d’altri tempi: tutti al buio, seduti scomodi, per due ore e passa? Ma come facevano, i nostri vecchi?
P.S. L'immagine è nota a tutti: il Profeta Geremia affrescato da Michelangelo nella Cappella Sistina. Come si vede è molto vecchio.

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