mercoledì 23 maggio 2007

Nuovo, nuovissimo, anzi archeologico

Roby
Niente paura, lo so che questo è un blog di e sul cinema, e non ho nessuna intenzione di divagare oziosamente andando fuori tema (anche se oggi, con l'aria estiva che tira, ne avrei proprio voglia!). Intervengo solo telegraficamente sul tema del vecchio e del nuovo, allargandolo dai film alla storia in generale. Per me, ex studentessa fuori corso di papirologia, parlare di vecchio vuol dire riferirsi come minimo al faraone Akhenaton, mentre la Rivoluzione francese è avvenuta ieri l'altro, per non parlare del Risorgimento che praticamente è roba attuale. Tutto qui. Ho finito. In realtà, cercavo soltanto una scusa qualsiasi per farvi ammirare la purezza del profilo di Nefertiti, opera di uno sconosciuto artista vissuto circa 3300 anni fa: se fosse esistito il cinema, all'epoca, non le avrebbero dato seduta stante la parte della diva??? Ma lei, di sicuro, avrebbe rifiutato sdegnosamente: perchè, in quanto regina d'Egitto, era già di suo una dea...

4 commenti:

isabella guarini ha detto...

Roby, la tua Nefertiti è bellissima, più che una diva, e non è affatto una ospite inopportuna perché potrebbe darci l'occasione di cercare i film sull'Egitto. "Il Faraone" potrebbe essere un buon avvio, ma non so come cercare perché non ricordo il regista.

Solimano ha detto...

Isabella, per me tu stai parlando di Faraon, un film polacco di Kawalerowicz del 1966. Racconta la lotta di Ramses II contro chi deteneva il potere spirituale, ed ebbe la consulenza di insigni egittologi.
Vai a vedere col search in IMDb e vedrai che trovi tutto quello che ti occorre.

saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Nefertiti è bellissima da tutte le angolazioni. Forse Solimano potrebbe divertirsi a farla ruotare un po', ci sono le fotografie di tutti i suoi profili in rete...

Solimano ha detto...

Non sono bravo con le prodezze della tecnologia, Nefertiti va bene così. Molti vredono ancora alla incapacità degli egizi a rappresentare gli scorci, tipo le gambe di profilo e il torso no, o gli occhi visti sempre frontalmente, era una scelta di visione da cui non sgarravano, forse a livello preconscio. E' emozionante vedere nella ceramica greca il rapido passaggio ca una visione all'altra.

saludos
Solimano