domenica 23 dicembre 2007

Le Winx

Winx Club, serie TV ideata da Iginio Straffi ed iniziata nel 2004 Rating IMDb: 4.7
Nicola
Il termine coniato dagli americani, grandi inventori di parole, è "regenderization": ri-sessuazione. Si tratta della inesorabile trasformazione delle bambine in bamboline, la cui unica preoccupazione sarebbe d'essere sessualmente attraenti. Non più bambina-mamma, come prima del femminismo, nè bambina-maschio, come durante il femminismo, ma bambina-fidanzata (bambina-velina, bambina-cubista... bambina-at-shopping, e tante cose si spiegano). Il "sessualmente" lo ho aggiunto io. Le mamme che spendono barcate di soldi per laccare, piercingare, messinpiegare e vestire stilosamente le loro infanti di quattro o cinque anni inorridirebbero a leggere, ma proprio di questo si tratta: costringere delle infanti in modelli sessualmente maturi e sessualmente consapevoli. Il tutto in una gran competizione tra madri, che diventa talvolta competizione tra figlie. Sfogo finito (chi scrive è padre di figlia di anni sei), passiamo alla fiction,che è poi la ragione sociale del blog, e alle celebri Winx. Si tratta di un gruppetto di maghette teenager che (novità!) passano la loro vita in un collegio di arti magiche. Un collegio femminile: i maschi, oggetto di desiderio e chiacchera infinita, sono allogiati un altro collegio, con specialità più guerriere.
Questo mondo magico (casomai qualcuno non volesse assolutamente coglierne la magia, s'è coniato per esso il nome di Magix) non è interiormente problematico come quello di Harry Potter, nè spaventoso come quello dei fratelli Grimm. . C'è un'eterna lotta tra il Bene impersonato dalle Winx e il Male delle loro arcinemiche, le perfide Trix, abbigliate un pò demodè: dark, punk... Il male,si sa, è nato negli anni '70. Questa ipersemplificazione risente forse del pigro lavoro di soggettisti e sceneggiatori, e forse anche di un ventennio di cartoni animati giapponesi di serie Z. Ci dev'essere sotto anche un progetto consapevole, comunque, simile forse a quello che ha prodotto il mitico Big-Mac:sottraendo al panino ogni specificità che possa disturbare anche la più remota classe di consumatori, si ottiene sì una schifezza, ma una schifezza universaleE noi occidentali sugli universali abbiamo una tradizione plurimillenaria).
Di sicura provenienza giapponese è l'assoluta assenza di humor e autoironia: non siamo in casa Disney, ma neanche dalle parti della Marvel e della DC Comics.
Alcuni cartoni giapponesi, a dire il vero, una loro ironia giapponese ce l'hanno, ma qui è andata lost-in-translation. Sempre di origine giapponese è la scelta iconografica: ragazze bellissime e giovani palestrati. Mancano solo i grandi occhi dei cartoni del Sol Levante, che qui in occidente non avrebbero senso.
Le Winx sono sostanzialmente intercambiabili, ma ciascuna ha una propria funzione: Bloom (la leader), Flora (ama le piante), Musa (sino-giapponese, ama la musica), Stella (shopping: viene presa in giro per questo esagerato amore per il consumismo, che tutte però praticano allo stesso modo). Mia figlia, che è per natura gregaria, ha assunto il negletto ruolo di Tecna (computer), per cui non c'era da litigare con le compagne.
Un'idiozia così insapore può solo venire da una periferia urbana, penserete: un creativo di Assago, uno studio di Francoforte, la piovosa periferia di Seattle.
Invece no: le Winx nascono nelle Marche dalla mano moderatamente creativa, ma salda dal punto di vista imprenditoriale, di Iginio Straffi, con l'iniziale finanziamento di un prete-manager di Loreto, don Lamberto Pigini. In Italia sono diventate concausa dell'impoverimento delle famiglie a reddito medio-basso, indotte dai pianti filiali e dalla competizione per il decoro a comprare i costosissimi prodotti col marchio Winx. Ma non se ne può parlar troppo male: il regno di Magix si vende benissimo all'estero e avvantaggia a scapito di genitori d'ogni paese la nostra bilancia commerciale.
Purtroppo non possiamo fare come gli inglesi, che vietarono l'oppio sul suolo britannico, ma mossero guerra alla Cina per trasformarne la popolazione in un immenso mercato di tossici, a maggior gloria dell'impero e a maggior profitto della Compagnia delle Indie.
Il film ora al cinema non l'ho visto (a chi interessasse, si tratta del "Segreto del Regno Perduto"). Ho visto diversi cartoni in DVD con mia figlia, comunque, per dimostrare a me stesso d'essere un padre amorevole. Le ho letto ad alta voce librini e fumetti insulsi prima di andare a letto, ho cercato di non ridere, nè piangere, mentre recitavo "noi fate della Dimensione Magica abbiamo una vera passione per il mondo della moda; con i nostri giochi puoi prepararti per un'estate all'insegna del fashion."

7 commenti:

Solimano ha detto...

Nicola, queste macchine di orientamento sessuale (o dis-orientamento?) ci sono sempre state, almeno dall’avvento delle Barbie e delle loro innumeri mutazioni, dalla castità angelicata alla invereconda lascivia. Compresa la castità invereconda e l’angelicata lascivia. Ma la domanda vera è: sono le figlie o sono le madri, ad abboccare a sì lusinghevoli ami? Sono convinto che dietro ogni tentata velina ci sia una mancata velona. Poi si contagiano fra di loro, asili, scuole, catechismi adiuvanti... e non si gioca più a nascondino ed a palla prigioniera, questo è il guaio.
Difendo McDonalds, pur non andandoci quasi mai. C’è pulito per terra, in cucina, nei gabinetti soprattutto. Sai al centesimo di euro quanto spendi prima di entrare. Non ti fanno aspettare, massimo dieci minuti. Non hai menate di menù strani ed unti di doppie porzioni o di porzioni mezze. Ti danno le patatine fritte che traboccano dal contenitore di carta (alla Hamburger University hanno usato la teoria dei frattali per disegnare detto contenitore, dovresti saperlo!).
E’ stata una possente opera di modernizzazione, contro le Pizzarie e le Hostarie (scritte proprio così), dove prima di andare dovevi ricordare di fare la pipì prima di uscire di casa, perché i cessi (così vanno denominati) delle Pizzarie ed Hostarie erano inagibili .
Che poi il BigMac e le varie sottospecie a me facciano schifo è un piccolo dettaglio, colpa mia, che sono cresciuto a pane e mortadella.

saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Caro Nicola, la verità è che queste cosettine qui piacciono, e molto. Non è da oggi: i fans dei primi "Mazinga" oggi hanno trent'anni.
Quindi siamo di fronte ad una vera e propria mutazione del gusto.
Io, per me, rinuncio a spiegarmelo e getto bandiera bianca: non so spiegarmi come facciano a piacere questi cartoni tutti uguali, del genere "visto uno li hai visti tutti".
Tanti cari saluti a te e a tutta Bologna (e dintorni).

Brianzolitudine ha detto...

Ho una figlia di 7 anni, quindi quoto Nicola sul fatto che non se ne può più. peraltro le bambine vorrebbero essere bambine, giocare alle bambole et similia. Non possono, condizionate come sono dalle winx, dalle braz e compagnia cantante.

Roby ha detto...

La mia, di figlia, è troppo "vecchia" per le Winx, ma rivolge comunque i suoi interessi a cinture, borse e abbigliamento di marca (non "taroccato"), per cui -col totale dei soldini di paghette e regalìe risparmiati per mesi- riesce a malapena a comprarsi un borsellino 3x5cm, ma griffato D&G!!!
Le sue amiche, tuttavia, fanno di peggio: a 18 anni suonati frignano ancora con le mamme, finchè quest'ultime non si convincono (??!!!) ad acquistare cosucce come la Fiat 500 NUOVA (12.000€!!!) o la gitarella scolastica Vienna-Salisburgo-Monaco (6 gg, di cui 2 in pulmann: 400€ di base, PASTI ESCLUSI!!!!).
Avete ragione, Solimano e Nicola: la colpa è delle (altre, NON IO) mamme!!!!

Roby

mazapegul ha detto...

Solimano: già, la Barbie. E' vero: la storia inizia da lì. Mac in Galleria è assai comodo, convengo: è l'unico modo per sedersi dalle parti di piazza Duomo senza dover accendere un mutuo. Basta prendere la ciofeca che essi chiamano caffè, sedersi, tirare il fiato e EVITARE di bere la ciofeca di cui sopra.

Comunque volevo sdrammatizzare il mio post. I cervelli delle bambine sono plastici, non plasmabili. Cresceranno lo stesso e magari, da adolescenti, si ribelleranno all'immaginario della loro infanzia. Come, lo vedremo.
Buon Natale a tutti,
Nicola

Anonimo ha detto...

Cari miei cresciutelli, io ho 10 anni e se devo essere sincera credo non sappiate neanche quello che state dicendo!
Uno il termine le bambine devono andare a giocare con le bambole, direi che è meglio che stiate zitti perchè le Winx sono comunque bambole!
E non credo che centri molto il sesso!
Direi che se notate la società è cambiata.
Non potete più pretendere che i bambini di oggi giochino più con i soldatini e bambole di pezza!
E se volete non far più guardare ai vostri figli le winx(e fate pure male)buttate la televisione.
Ho dieci anni ma vi supero di logica!
Ed è proprio vero che voi adulti mettete il sesso dappertutto!

mazapegul ha detto...

A mia figlia cerco di non proibire nulla: è per questo che mi son letto e visto un sacco di robe delle Winx (e ho speso molte decine di euro). La TV l'habbiamo buttata via anni fa, senza rimpianti da parte di nessuno. C'è una differenza tra "proibire" e "proporre". Io e mia moglie seguiamo più o meno questa filosofia: la nostra famiglia ha dei suoi valori e delle sue abitudini, di cui non si vergogna e da cui non recede; nella comunità dei bambini i diversi valori di diverse famiglie vengono a contatto tra loro. La bambina cresce facendo i suoi confronti (i bambini non sono cretini, in genere) e prendendo le sue decisioni.