mercoledì 22 ottobre 2008

Valmont (2)

La Merteuil (Annette Bening) e Cécile (Fairuza Balk)

Valmont di Milos Forman (1989) Da "Les liaisons dangereuses" di Choderlos de Laclos, sceneggiatura di Jean-Claude Carrière, Milos Forman Con Colin Firth, Annette Bening, Meg Tilly, Fairuza Balk, Jeffrey Jones, Henry Thomas, Sian Phillips, Fabia Drake Musica di Christopher Palmer, Divertimento K240 diMozart, Quartetto op.50 n.5 di Haydn, Te Deum di Charpentier Fotografia di Miroslav Hondrìcek (137 minuti) Rating IMDb: 6.9
Solimano
Ho rivisto il film "Valmont" (1989) ed ho cambiato idea : é un film che ha meriti maggiori di quanto pensavo più di un anno fa. Il lavoro svolto da Forman a livello figurativo, musiche e luoghi è impeccabile, ma su questi aspetti scriverò ancora. Qui mi interessa dire perché ho mutato opinione riguardo l'aspetto narrativo e il rapporto col libro di Laclos. Non avevo ben chiaro il rapporto (che è anche un non-rapporto) fra libri e film e giudicavo troppo in base alla fedeltà o meno dei film ai libri. Inoltre, ponevo come punto di riferimento il confronto col film di Frears, che è un ottimo film, ma non può costituire un canone, un modello: è una delle tante versioni che si possono dare di Laclos.
Faccio subito un esempio. In apertura di post ho messo una immagine della Merteuil (Annette Bening) e di Cécile de Volanges (Fairuza Balk) che si sporgono dalla carrozza perché hanno visto Valmont (Colin Firth). Riconosco i meriti di Glenn Close e di Uma Thurman, le interpreti del film di Frears, ma se immagino i personaggi di Laclos, li vedo più con l'aspetto dalla Bening e della Balk. Come Madame Tourvel (Meg Tilly) e lo stesso Valmont, hanno un aspetto più da Laclos di Michelle Pfeiffer e di John Malkovich. Il cinema è fatto anche -forse soprattutto- di corpi e di facce, le capacità recitative hanno un peso diverso rispetto al teatro, e sono anche capacità di altro tipo.


Forman non si fa scrupolo non solo di modificare la storia, ma anche di inventare episodi che in Laclos non ci sono. Questi episodi, tutti di Forman, sono tra i migliori del film, come se il regista si sentisse più libero di esprimersi come vuole. Nella prima immagine qui sopra si vede la Merteuil che ha appena fatto l'amore con Gercourt (Jeffrey Jones) e lo vorrebbe trattenere ancora. Nella seconda c'è la faccia della Merteuil quando, in casa Volanges, scopre che quello che sposerà la piccola Cécilie Volanges è proprio Gercourt. Quindi la Merteuil vuole vendicarsi, facendo in modo che Valmont seduca Cécile, ma nel libro questi due episodi non ci sono.



Come non c'è il corteggiamento acquatico di Valmont alla Tourvel, con Valmont che dalla barca cade in acqua e con la Tourvel che ride di gusto (ma è un gusto già un po' amoroso). Qui Forman è molto acuto: la Tourvel si innamora di Valmont più per questa non voluta goffaggine che per le sue sperimentate qualità seduttive. Cosa vera, perché se uno come Valmont diventa goffo vuol dire che è innamorato anche lui.




E la danza con le quattro dame? Dura pochi incantevoli minuti.
Dapprima Valmont danza con la zia Madame de Rosemonde (Fabia Drake) che è forse l'unica persona a cui Valmont voglia bene in modo disinteressato, e quindi è la danza dell'affetto.
Poi danza con Cécile che ha conosciuto da poco e con cui ha scherzato come un ragazzo nel pomeriggio, e quindi è la danza del gioco.
Poi danza con la Merteuil da cui vorrebbe essere aiutato per la Tourvel, però lei vorrebbe che Valmont seducesse Cécile per vendicarsi di Gercourt, ed è la danza della complicità.
Infine, la danza con Madame Tourvel, ed è la danza dell'amour passion.

Nel film di Forman, quella notte Valmont la passa con una quinta dama, l'amore passeggero. Un'amica di sua zia che era venuta in visita.


Madame Tourvel si è abbandonata all'amore per Valmont e questa mattina si è alzata presto. Indossa un abito rosso che prima non avevamo visto e che non le vedremo più. Va al mercato a fare la spesa, compra un po' di tutto, anche fiori e una baguette. Ma quando tornerà a casa, Valmont se ne sarà andato.



L'umiliazione che la Merteuil infligge a Valmont, la cui colpa gravissima è di essersi veramente innamorato della Tourvel, e la Merteuil l'ha capito. Lo manovra come un burattino, puntando sul suo orgoglio libertino: fa in modo che lui scriva una sarcastica lettera d'addio alla Tourvel, poi Valmont troverà Danceny (Henry Thomas) nel letto della Merteuil, e quando esige il pagamento della scommessa, perché lui ha vinto, avendo sedotto la Tourvel, la Merteuil non fa apparentemente resistenza: si mette sul letto con disponibilità quasi esagerata, ma quando Valmont si avvicina, lei prende un libro e comincia a leggere, ridendogli in faccia.

Una Merteuil poco filosofica ma vitale, libertina e vendicativa, che non è poi molto diversa da quella di Laclos, perché quel libro è tanti libri: moralista ed erotico, femminista e libertino. Quindi, le libertà che si prende Forman sono giustificate, salvo una che non riesco ancora ad accettare: avere un po' edulcorato la storia, specie nella parte di Cécile, che in Laclos è una ingenua ragazza di quindici anni, ma è anche une machine à plaisir, difatti la Merteuil stravede per lei. Questo aspetto di Cécile, che era quello che intrigava di più i contemporanei di Laclos, fatica ad uscire in chiaro nei film che si ispirano alle Liaisons, compreso Cruel Intentions, guarda un po'. Quindi i conti col libro di Laclos sono tutt'altro che finiti, ma è giusto che sia così: non c'è libro che più pienamente riassuma un'epoca e ne apra un'altra.

6 commenti:

filidargento ha detto...

Complimenti per questo articolo davvero bello...ha spiegato bene alcuni punti di cui non avevo colto l'essenza. C'è però un piccolo errore nel punto in cui Valmont esige il pagamento della scommessa, perché lui ha vinto, avendo sedotto la Tourvel...qui è stato scritto che la Merteuil non fa apparentemente resistenza: si mette sul letto con disponibilità quasi esagerata, ma quando Valmont si avvicina, lei prende un libro e comincia a leggere, ridendogli in faccia....a dire il vero Valmont non si avvicina anzi resta seduto senza muovere un muscolo...ma si vede benissimo però che il suo volto non è sereno...è avvilito, umiliato, arrabbiato...ma resta comunque seduto.
Davvero un bellissimo film...peccato che Vamont alla fine muoia.

Solimano ha detto...

Filidargento, grazie! E' vero quello che dici, a raccontare i film come facciamo qui, non genericamente ma concretamente, c'è sempre il rischio di qualche imprecisione. La situazione fra Valmont e la Merteuil però non cambia: lei, che è più disincantata di lui, persegue un obiettivo che alla fine ottiene: che Valmont lasci la Tourvel, contro la sua stessa volontà, perché Valmont è innamorato della Tourvel. E alla fine del film Valmont muore, ma il duello è in fondo un suo suicidio.

saludos
Solimano

filidargento ha detto...

Già è vero!...la situazione non cambia...ma credo sia significativo il fatto che lui non si alzi dalla sedia, la sua espressione è chiara, ed è vero anche che alla fine Valmont è come se si fosse suicidato...perché farsi ammazzare così da un ragazzino come quello senza averlo quasi premeditato, pur se inconsciamente, sarebbe stato davvero umiliante!
Comunque....ribadisco.....Bellissimo film!!!!

Solimano ha detto...

Vedi mo', Filidargento, come frega in amore il voler avere tutto? Bastava che dicesse: "Cara Meurteil, non m'importa più nulla di te!" E invece no, si rovina con le sue mani. Mbah! Anche i posti in cui è stato girato il film sono bellissimi, e prima o poi ne scriverò.

grazie Filidargento e saludos
Solimano

filidargento ha detto...

Grazie a te Solimano!
Si è vero...ma l'uomo sembra nato per incasinarsi la vita...e non c'è nulla da fare a quanto pare!
Comunque...non mi sono mai firmata da perfetta sbadata...lo faccio adesso.
Un salutone
Giorgia

Solimano ha detto...

Un salutone anche a te, Giorgia. Ci risentiremo.
Però anche filidargento è un bel nome...

grazie
Solimano