mercoledì 15 ottobre 2008

Bianca (1)

Bianca (Laura Morante) e Michele (Nanni Moretti)

Bianca, di Nanni Moretti (1984) Sceneggiatura di Nanni Moretti, Sergio Petraglia Con Nanni Moretti, Laura Morante, Roberto Vezzosi, Remo Remotti, Claudio Bigagli, Enrica Maria Modugno, Vincenzo Salemme, Margherita Sestito, Dario Cantarelli, Virginie Alexandre, Matteo Fago, Giovanni Buttafava, Luigi Moretti, Giorgio Viterbo, Mario Monaci Toschi, Gianfelice Imparato Musica: Franco Piersanti, "Scalo a Grado" di Franco Battiato Fotografia: Luciano Tovoli (96 minuti) Rating IMDb: 7.2
Solimano
Con Bianca di Nanni Moretti (1984) ho deciso di andarci piano. Per me questo film è come se fosse stato fatto oggi, esattamente quello che mi è successo con Ecce bombo (1978).
Perché andarci piano? Non me la sento di affrontarlo globalmente, di cose ce ne sono troppe, per riuscire agevolmente a venirne ad una. E pensare che quando uscì qualcuno parlò di fisime e bizze di Michele Apicella, il personaggio, alludendo in realtà all'autore ed al cosiddetto morettismo.
Apparentemente è un film lineare, piuttosto corto, ma se devo dire a chi si è ispirato Moretti mi vengono in mente tre russi: Gogol, Dostoevskij e Cechov. A quest'ultimo già somiglia il Moretti di Ecce bombo. Quindi è una gara dura, mi tocca procedere adagio. Comincio dalla scuola dove insegna il professore di matematica Michele Apicella (Nanni Moretti), quindi metterò questo post anche nella vista logica Il lavoro nel cinema

La scuola è dedicata a Marilyn Monroe, difatti c'è un ritratto dell'attrice nella stanza del Preside (Dario Cantarelli) che sta conversando con Bianca (Laura Morante), l'insegnante di francese appena arrivata, che è seduta su una seggiola certamente comoda, proprio come le seggiole dei barbieri. Ma Bianca ha visto sbucare il volto di Michele (all'estrema destra dell'immagine) e fa un urletto più di sorpresa che di spavento. E' il Preside a spaventarsi.

Michele è anche lui nuovo nella scuola. E' arrivato un po' prima di Bianca, bene accolto dal Preside che lo porta in giro per fargli conoscere gli altri professori e le svariate facility offerte dalla scuola. Il Preside ha indubbiamente una visione positiva della vita, del lavoro, di tutto. Qui vediamo il Preside e Michele insieme a Dean Martin e Jerry Lewis. Un critico ha notato a ragione che la struttura è a chiasmo: Michele corrisponde a Jerry Lewis, il Preside a Dean Martin.


La Marilyn Monroe non è una scuola strapazzona, come si vede in tanti film e nella vita reale. Guardate come sono belle le aule, che cordialità esprime l'insegnante sedendosi sulla cattedra, come sono composti i ragazzi, sembra una riunione di lavoro organizzata come si deve. Niente banchi ma tavolini leggeri e non ingombranti. Curatissime le tendine alle finestre, e in aula c'è pure il juke box.

Qualche problema esiste, il Preside lo sa bene. C'è un professore contestato (Giovanni Buttafava), un ex-sessantottino che non riesce a tenere la disciplina in classe perché le cose, oltre a non saperle, non le sa nemmeno spiegare. Il Preside potrebbe essere costretto a prendere provvedimenti spiacevoli ma necessari.


Il Preside si rende conto dell'importanza e della delicatezza del lavoro dei docenti. Quindi nell'organico della scuola è inserito uno psicologo (Luigi Moretti) non per seguire i ragazzi, ma per prevenire l'insorgere di nevrosi nel corpo insegnante. Nella prima immagine il Preside presenta Michele allo psicologo, nella seconda c'è un colloquio privato fra i due. Lo psicologo ha sempre lo sguardo penetrante e per svolgere meglio il suo lavoro vive in un appartamento all'interno della scuola.


Ecco lo spazioso locale di relax per professori e studenti. I professori possono giocare a Monopoli ed i ragazzi hanno a disposizione dei flipper. L'immagine sul fondo è una fotografia di Mick Jagger con la maglia della nazionale italiana di calcio. Il Preside ha scelto i Rolling Stones perché i Beatles, suvvia, sono troppo baronetti. Su un'altra parete, una foto di Dino Zoff ha preso il posto di quella del Presidente della Repubblica.


Si organizza una gita del corpo insegnante per un convegno culturale: "La canzone italiana e la scuola". Sul pullman, Michele è un po' distratto, sta guardando Bianca che non è ancora salita.


Com'è Michele come insegnante? Serio, ma si secca se uno studente lo mette in difficoltà con una domanda su un quadrato matematico. Non solo, Michele vorrebbe fare il democratico con i ragazzi che giocano nella palestra-cortile, ma finirà per essere aggressivo, costringendoli a faticosi esercizi ginnici. Farà a botte con lo studente più prestante, e il Preside sarà costretto a intimare a Michele di comportarsi meglio, altrimenti perderà il posto nella Marilyn Monroe.

La scuola ha preso atto che fra ragazzi e ragazze sorgono delle simpatie. Invece di frapporre difficoltà, si fa il possibile perché tutto si svolga alla luce del sole. Nasce un rapporto fra Matteo (Matteo Fago) e Martina (Virginie Alexandre).
Michele cerca di tenersi informato, perché ci tiene molto che i rapporti che sorgono vadano bene, senza gelosie e tradimenti.
Alla scuola, proprio nei locali scolastici, si organizza una festicciola per festeggiare il fidanzamento di Matteo e Martina: così si fa alla Marilyn Monroe, una scuola proprio moderna.

4 commenti:

Giuliano ha detto...

Ci sono due film di Moretti che mi hanno davvero toccato, "Bianca" e "La messa è finita". Me ne sono accorto perché sono due film che ho paura a rivedere, che è un segnale da tener da conto.
Poi metterei "Palombella rossa", non tutto quanto ma per certe cose sì. Prima fra tutte quando Moretti grida nelle orecchie alla povera Mariella Valentini "ma come parli???".
Ma questo è un altro film, non è "Bianca". Mi metto seduto e aspetto il seguito.

Arfasatto ha detto...

Sono d'accordo, Giuliano, Bianca e La messa è finita sono due piccoli capolavori. Io però adoro la Palombella, in toto.Hai presente quando lui solitario nuota nella piscina con le reclames dei ghiaccioli e dei gelati. Geniale.
Vorrei far notare a Solimano che Mick Jagger indossò realmente la maglia azzurra della nazionale italiana in un famoso concerto del 1982: per cui mi sa che il manifesto non è un fotomontaggio.

Solimano ha detto...

Arfasatto, che figura! Correggo subito il post, grazie. A parziale giustificazione dico che io stavo coi baronetti Beatles (e lo si vedrà fra un po') non con le pietre rotolanti.
Riguardo Moretti, concordo con quello che dici tu e anche Giuliano, però lo amplio, nel senso che non sono piccoli capolavori, ma capolavori tout court. C'è tutto: moralità, sceneggiatura, ironia e autoironia, cultura, serietà, umoralità, e ci metto anche Ecce bombo. Per questo Moretti dava tanto fastidio (e lo dà ancora): perché si può non condividere quello che dice e come lo dice, ma c'è una serietà rara e si avverte una cultura vera, non libresca né à la page. E' per questo che i suoi film non sono datati, perché guarda le cose dal di dentro ma sapendo stare anche al di fuori, come ha fatto in Palombella rossa, e anche in Aprile. In Caro diario, amo alla follia l'episodio che si svolge nelle isole, gli altri due un po' meno. Forse si è capito che sono un morettiano, un morettista, un morettone (veramente non del tutto, sto imbiondendo).

grazie e saludos
Solimano

Anonimo ha detto...

non vedo l'ora di leggere la seconda parte!