giovedì 17 luglio 2008

I luoghi nel cinema: La ragazza con la pistola (1)

Assunta Patané (Monica Vitti)

La ragazza con la pistola, di Mario Monicelli (1968) Sceneggiatura di Rodolfo Sonego, Luigi Magni, Ronald Harwood Con Monica Vitti, Stanley Baker, Carlo Giuffré, Corin Redgrave, Anthony Booth, Aldo Puglisi, Tiberio Murgia, Dominic Allan, Deborah Standorf, Catherine Feller, Helen Downing, Janet Brandes, Natasha Harwood, Stefano Satta Flores Musica: Peppino De Luca Fotografia: Carlo Di Palma Costumi: Giorgio Desideri (100 minuti) Rating IMDb: 7.4
Solimano
La prima parte del film La ragazza con la pistola (1968) di Mario Monicelli si svolge in una splendida ambientazione: un paese siciliano sul mare, non dell'interno. In realtà il paese è in Puglia e si tratta di Polignano a mare.


E' in corso un ballo all'aperto. Naturalmente il ballo è tra uomini, le donne sono in casa e stanno ballando fra di loro. Fra gli uomini spicca per bellezza, statura ed eleganza Macaluso Vincenzo (Carlo Giuffrè), che ha la giacca (un doppiopetto!) e la cravatta; gli altri sono in camicia o addirittura in canottiera. Nella prima immagine c'è un ballo mosso, nella seconda un ballo lento, durante il quale Macaluso Vincenzo non guarda il piccolo compagno di coppia, ma da un'altra parte. Seguendo il filo dei suoi pensieri, stringe a sé il partner, che giustamente si preoccupa.

Macaluso Vincenzo guarda una finestra colle persiane socchiuse. Nella stanza è in corso un ballo fra donne. C'è una coppia composta da Assunta Patanè (Monica Vitti) e da una sua cugina, che è riuscita a non far sapere il nome, però il soprannome lo conosco: la chiatta. Il riferimento è alle forme prosperose della ragazza ed alla sua statura non alta.

Macaluso Vincenzo è ora in riva al mare, seduto sullo scooter di sua proprietà. Sicuramente ha in mente qualcosa, vista l'attenzione con cui guarda un punto preciso dell'edificio che gli sta di fronte. Nel film, c'è chi si sposta in bicicletta chi col motorino o con lo scooter. Le macchine sono utilizzate solo in occasione di eventi eccezionali.


Assunta Patané esce con la madre e la chiatta per andare in farmacia. Le tre donne stanno vicine, vestite correttamente di nero. Ma c'è qualcosa di strano: nella prima immagine ci sono due uomini che sembra le stiano spiando, nella seconda sbuca addirittura il muso di un'automobile, ma le donne non se ne accorgono.


Le donne sbucano sul lungomare che è un posto più isolato, ma sembra che non ci sia nessun pericolo. Nella seconda immagine la situazione cambia: dietro le donne compare la macchina già intravista. E' una automobile di modello non recentissimo, forse non è del tutto affidabile, ma come eleganza fa la sua figura.

Scoppia il dramma. Dall'automobile scendono due uomini che assalgono le donne. Si tratta di un rapimento a scopo matrimoniale. Nell'immagine si vede la lotta che Assunta e la chiatta fanno con i rapitori proprio sulla spiaggia. Ma i rapitori riescono a portare via Assunta. Non dovrebbe essere un grosso problema, il matrimonio riparatore seguirà, è quasi un fatto burocratico. Però hanno rapito la ragazza sbagliata: Macaluso Vincenzo voleva la chiatta, non Assunta, che pure è innamorata di lui. Passano la notte insieme e quindi Assunta è da ritenersi disonorata, visto che il rapitore, pur di non sposarla, è scappato dal paese.



Dalle tre immagini si capisce la disperata situazione di Assunta, perché nella sua famiglia non ci sono uomini. C'è il fidanzato ufficiale (quello alto e grosso) ma dice che non ne vuole sapere: deve essere Assunta a recuperare l'onore perduto, poi si vedrà. La storia la sappiamo: Assunta parte per l'Inghilterra e gradualmente cambierà il suo modo di vedere le cose.


Non è un processo lineare, ogni tanto ci sono delle ricadute in cui Assunta viene assalita da incubi: appare sola e derelitta sul lungomare, poi inginocchiata di fronte a madre, chiatta e parenti tutte.


Finché c'è l'incubo più visionario e degradante: Assunta, vestita da donna mercenaria, sullo sfondo di donne tutte vestite di nero. Dietro le donne compare il sempiterno fidanzato ufficiale. Nell'altra immagine, Assunta è circondata da tutto il paese, le donne sempre in nero, gli uomini tutti in camicia bianca, accostati agli edifici che delimitano lo spazio.

E Macaluso Vincenzo? Compare anche lui negli incubi di Assunta, però in una tenuta del tutto particolare. Assunta, nei suoi primi tempi inglesi, ha fatto la cameriera. Durante un ricevimento rimase sbalordita quando andò ad aprire la porta e si trovò di fronte un uomo barbuto in gonnellino. Era uno scozzese col kilt di famiglia, e riuscirono a spiegarlo ad Assunta, ma da allora nei suoi incubi Macaluso Vincenzo compare sempre col gonnellino. Assunta, durante il sogno, cerca di centrarlo con la pistola, ma l'uomo è abile nello schivare le pallottole e Assunta non riesce a colpirlo, come invece il seduttore Macaluso Vincenzo forse meriterebbe.

Come ultima immagine, inserisco una recente fotografia di Polignano a mare, che non sarà in Sicilia, ma che per La ragazza con la pistola si è rivelato come luogo del tutto appropriato. Non ho la certezza matematica che le scene delle ultime immagini siano state girate a Polignano a mare, ma lo trovo del tutto plausibile, non vedo perché avrebbero dovuto andare altrove con tanta gente.

6 commenti:

Stefania ha detto...

Insomma, eccoti qui con Polignano... Non tanto per le case bianche di calce (che potrebbero trovarsi ovunque nel raggio di un bel po' di chilometri e fino in Sicilia) quanto per quegli scorci a picco sul mare.
L'ultima immagine è addirittura "fuorviante": sembra Vieste (altro luogo da me amatissimo e buen retiro da quando son nata), la parte di abitato che digrada verso San Francesco e il faro, sotto il castello che invece si aggrappa al versante più alto della scogliera, bianchissima.
Le due città hanno in comune il romanticissimo percorso pedonale radente l'orlo di costa, tutto un belvedere, un continuo sporgersi e – sotto – l'ipnosi della risacca contro la roccia e i colori delle profondità. I "fantasmi" di Pino Pascali, il mito di quaggiù.
Pensa che lo scorso dicembre a Polignano è nevicato. E io sono una che ancora per 'ste cose da mondo a rovescio s'incanta.

Ammiratissima come sempre. :D

Giuliano ha detto...

Anche Domenico Modugno era pugliese ma tutti lo credevano siciliano. Un po' era colpa sua e del pisci spata (pigghia la fiocina accìdilo accìdilo), però ci deve essere qualche relazione nascosta tra Puglia e Sicilia.
PS: complimenti per il gruppo femminile di furie lamentatrici, io lo so perché lo hai messo ma penso che ci farai un post, prima o poi.

Solimano ha detto...

Con la Puglia, ho avuto esperienze alterne, ma intense. Amo più l'interno che il mare, anche se il Gargano quando non era ancora posto da turisti me lo ricordo benissimo: eravamo quattro coppie, avevamo un grande appartamento trasandato a San Menaio ed ogni giorno partivamo con ombrelloni e borse frigo per qualche posto in cui non c'era nessuno. E giravamo anche all'interno, a Troia e Casteldelmonte.
Poi, la guida delle littorine diesel fra Bari e Taranto e tutta la zona di Martina Franca, che uno crede che la faccenda siano i trulli di Alberobello, mentre il bello è Martina Franca e nella campagna attorno.
Ho sempre avuto qualche problema in Puglia come socializzazione, faccio fatica ad entrare in sintonia, cosa che non mi succede nelle Marche, che difatti è la regione che prediligo. Anche come gastronomia, il che non guasta.

grazie Stefania e saludos
Solimano

Solimano ha detto...

Giuliano, ero convinto che avresti apprezzato. Anche l'immagine più in alto, con le cinque donne ed il fidanzaro gigantesco e attonito non è male, in tutt'altro genere. Il che dimostra che i supponenti riguardo Monicelli hanno torto marcio (a parte che certe critiche è bene farle), perché con naturalezza, come se semplicemente respirasse riesce ad esprimere anche in un film che aveva ambizioni di cassetta (ben soddisfatte) sentimenti profondi ed antichi, bene addentro alla storia popolare e a quella alta, che sono strettamente contigue.
Eh, Giuliano, ce ne sarebbe da scrivere di post su Monicelli e Comencini (ogni tanto però verrebbe voglia di menarli, ma che talenti!).

saludos
Solimano

angela ha detto...

Devo essere proprio distratta! Ho visto la ragazza con la pistola, ma tanto tempo fa, e non mi sono accorta che era stato girato a Polignano!!!
Comunque, sfrecciano ancora con scooter e motorini, zigzagando tra auto e pedoni, i giovani.
E le littorine della sud-est le trovi ancora, insieme alle carrozze del farwest.
saluti

Solimano ha detto...

Angela, sulle littorine diesel e pure sulle locomotive a vapore che ho guidato in Puglia, fra Bari e Taranto e pure fino a Metaponto, ne successero di curiose. Il problema più grosso a guidare i treni era la frenatura, perché un treno a 120 km/ora ha bisogno di due chilometri per fermarsi. Quindi, per noi che imparavamo, l'arrivo e la fermata in ogni stazione erano una specie di prova-verità. Finisco la mia tratta guidando mediocremente, cedo la guida ad un collega e vado a sedermi in uno scompartimento, perché non ci si stava tutti in cabina. C'erano quattro che parlavano in stretto pugliese, evidentemente ferrovieri. Si arriva alla stazione successiva e il treno si ferma un po' così, frenando ed accelerando, indeciso. I quattro si guardano e uno dice, pressapoco: "Chistu è n'atru cretinu". Il cretino precedente ero stato io... Cercai di assumere la mia configurazione asettica, ma allora non avevo la barba (con la barba mi riesce benissimo) ma interiormente un po' mi scappava da ridere e un po' da vergognarmi.

saludos
Solimano