sabato 5 luglio 2008

I luoghi del cinema: Per grazia ricevuta

Per grazia ricevuta, di Nino Manfredi (1971) Sceneggiatura di Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Luigi Magni, Nino Manfredi Con Nino Manfredi, Lionel Stander, Delia Boccardo, Paola Borboni, Mario Scaccia, Fausto Tozzi, Mariangela Melato, Tano Cimarosa, Gastone Pescucci, Paolo Armeni, Antonella Patti, Véronique Vendell, Rosita Torosh, Ugo Adinolfi, Gianni Rizzo, Enzo Cannavale Musica: Guido De Angelis Fotografia: Armando Nannuzzi Set Decoration: Danilo Donati (122 minuti) Rating IMDb: 7.0
Solimano
Uno dei pregi del film Per grazia ricevuta (1971) di Nino Manfredi, è la scelta dei luoghi, gli esterni dove fu girato. Difatti, ho già inserito nella vista logica I luoghi nel cinema l'episodio della processione festosa dopo il miracolo, che fu girato a Fontana Liri in provincia di Frosinone. Il bambino miracolato, Benedetto Parisi (Nino Manfredi) cresce in convento però senza farsi frate. Dov'è il convento? Vediamo alcune immagini del film.



Nelle prime immagini ci sono due momenti di una funzione religiosa all'interno del convento, e fra i frati spicca il Priore (Mario Scaccia). Nella terza immagine si vedono due frati che corrono allegri davanti ad una automobile, che è guidata da Zi' Checco (Tano Cimarosa), un venditore ambulante che ogni mese visita il convento per forniture varie, ed è un diversivo nella vita conventuale. Nell'immagine si intravede la torre del convento, ed eccolo qui sotto, il luogo scelto dal regista.

E' l'Abbazia benedettina di San Cassiano nei pressi di Narni, non lontano dalla imboccatura della gola del fiume Nera. Fu costruita poco dopo l'anno 1000, ma nel Cinquecento cominciò la decadenza, poi fu abbandonata per secoli e ripristinata solo nel Novecento.


Successivamente Benedetto Parisi lascia il convento e si mette a fare il venditore ambulante pure lui, però di articoli del tutto inaspettati: intimo per donne, particolarmente articoli colorati, trasparenti e stuzzicanti. Qui lo vediamo mentre decanta le vitù di un suo articolo mostrandolo ad alcune donne (ma il vecchietto curioso non manca mai). Sembra assai curiosa la giovane sulla destra, che andrà a trovare Benedetto nottetempo, ma non si metteranno d'accordo da nessun punto di vista.
C'è una bella chiesa sullo sfondo, e verrà fuori il parroco prendendo a male parole Benedetto. Dove sia quella chiesa non sono ancora riuscito ad appurarlo, ma deve essere chiaramente in zona: l'Italia centrale fra Umbria, Toscana e Lazio.
Ma oggi, 25 maggio 2009, sulla base di un gradito commento, ho trovato la chiesa. E' la chiesa di San Giuseppe nella Piazza Garibaldi di Monterosi ed inserisco qui sopra parte di una fotografia d'epoca, con la Chiesa e il Monumento ai Caduti.



Un sera, Benedetto arriva in un paese grosso. Ha i suoi problemi, non col lavoro che va abbastanza bene, ma problemi di tipo esistenziali, perché ad esempio, malgrado l'età e malgrado il mestiere che svolge e gli articoli che tratta, Benedetto non ha mai fatto l'amore con nessuna donna. Così, per dormire, bussa ad una farmacia notturna. Il farmacista, Oreste Micheli (Lionel Stander) lo guarda in faccia e si fa subito un'idea, per cui gli mette in mano una confezione di preservativi, ma Benedetto dice che non gli servono, vuole solo delle pastiglie per dormire. Cominciano a parlare fra di loro e diverranno amicissimi, Oreste sarà per Benedetto una specie di guida morale, pur continuando ad avere il solito problema del rapporto (o meglio non rapporto) col sesso. Quella sera Oreste ha persuaso Benedetto ad andare da un gentile prostituta locale, ma Benedetto, pur essendo motivato, alla fine scappa a gambe levate, quando impara che quella prostituta è sposata, e lui con donne sposate non va (la scusa la trova sempre). Nelle tre immagini si vedono i due che si ritrovano di notte nella piazza del paese, e che discutono sull'accaduto, o meglio, sul non accaduto.


Benedetto e Oreste sono sulla piazza Vittorio Emanuele di Todi, e Benedetto è seduto sulla scalinata comune ai due palazzi medievali. Quello merlato fu il primo ad essere costruito -tra il 1214 e il 1228- ed è il Palazzo del Podestà. L'altro edificio, con le trifore gotiche, è il Palazzo del Capitano del Popolo, costruito dopo il 1290.

Oreste, che è un anticlericale di prima forza, ama sfottere il parroco di una chiesa, chiamandolo dalla strada e dicendogli che c'è una urgenza: sicuramente anche questa scena è stata girata in una delle vie medievali di Todi.



Succederà che Benedetto e la figlia di Oreste, Giovanna (Delia Boccardo) si innamoreranno. Qui stanno sposandosi in chiesa. In realtà non giungeranno al sì, ma decideranno di restare come sono (anche se Giovanna è incinta). Così danno ragione ad Oreste, contrario a tutti i matrimoni e torto a Immacolata (Paola Borboni), la madre di Giovanna. La chiesa in cui si svolge la funzione è certamente la chiesa di San Fortunato (nella Piazza della Repubblica), sempre a Todi, la cui costruzione cominciò nel 1292 (San Fortunato è il protettore di Todi). E' riconoscibile per la tipologia nordica a navata unica, detta anche "a sala". Nelle immagini si vede la chiesa sia dal fondo che dall'altare. Nella terza immagine i due mancati sposi escono dalla chiesa per conto loro.


Appena fuori dalla chiesa Benedetto e Giovanna si abbracciano, e dei cacciatori, passando per la piazza li festeggiano, dal fondo della scalinata che precede la chiesa. Anche Oreste è lì, tutto contento.
Solo che la chiesa è cambiata...

Facciata della chiesa di San Fortunato

Facciata del Duomo di Todi

Non è più la chiesa di San Fortunato, è il Duomo di Todi, che è nella Piazza Vittorio Emanuele, quella dei due palazzi civici. Perché fecero una operazione del genere? Penso perché la scalinata davanti al Duomo rendeva di più dal punto di vista filmico, mentre come interno andava meglio la chiesa di San Fortunato.
Una operazione analoga l'aveva fatta Luchino Visconti ne Il Gattopardo. A Donnafugata, il Principe è in una camera (che è nel Palazzo Chigi di Ariccia), poi si affaccia ad una finestra, la ripresa passa ad inquadrare la finestra all'esterno, ed è la finestra di un palazzo che dà sul paese di Ciminna, a trenta chilometri da Palermo, che simula Donnafugata. Il cimema può essere una verità intessuta di innumerevoli bugie.

Da punto di vista artistico, però, i bassorilievi sulla facciata della chiesa di San Fortunato sono molto pregevoli. Per questo ne metto una immagine a chiusura del post.


Il Duomo di Todi in una foto d'epoca
Come si vede, il campanile l'hanno cambiato
Non credo che sia stata una buona idea

8 commenti:

Giuliano ha detto...

Mi sto togliendo un bel po' di curiosità.
Certo che vivere a Todi (e in Umbria) negli anni 60-70 dev'essere stato bello; era bello anche in Lombardia ma qui hanno asfaltato tutto, laghi compresi.

Solimano ha detto...

Giuliano, l'Italia centrale fra Marche, Umbria e Toscana è ancora una meraviglia. A parte quei dieci posti (non dippiù) noti a tutti, ci sono almeno un centinaio di borghi (mi sembra il nome giusto) ognuno con caratteristiche tutte sue, diversi l'uno dall'altro. Con questo post ho rischiato di ricominciare a scrivere un Bel Momento, che è faticoso ma divertente, perché è una combinazione di letteratura, arte, storia, religione ed adesso anche il cinema. E la natura.

saludos
Solimano

Anonimo ha detto...

La chiesa di cui cerchi l'ubicazione si trova a Monterosi. Altre scene sono state girate a Nepi e a Mazzano Romano.
Ho trovato quasi tutte le location, e le ho inserite su wikipedia, ma mi manca il luogo dove si trova la clinica...

Solimano ha detto...

Grazie! Per Monterosi e Nepi mi hai convinto, ed aggiornerò il post.
Dove sia la clinica non lo trovo molto importante, è il resto che conta!

saludos
Solimano

Anonimo ha detto...

BUENISIMA LA PELICULA!!!!!!!!!!!!

Solimano ha detto...

Grazie del commento e saludos.
Solimano

Fabio Ceccarini ha detto...

La sequenza della donna che nottetempo chiede di rivedere le mutandine mostrate da Benedetto la mattina prima dell'arrivo del parroco (piazza centrale di Monterosi), è girata a Nepi. Si intravedono infatti le arcate dell'acquedotto civico che fecero da sfondo alla prima celebre scena de "L'armata Brancaleone" di Monicelli del '66. La scena del morso della vipera che vede protagonista Mariangela Melato è invece girata in località Monte Gelato, in comune di Mazzano Romano (RM), all'interno del Parco Naturale della Valle del Treja. Le cascate, dette appunto di Monte Gelato, sono state location di altre celebri pellicole ("lo chiamavano Trinità" per esempio, ma altri innumerevoli film degli anni '60 del Novecento di ispirazione mitologica, quali le saghe con protagonisti i vari Ercole, Sansone, etc.). Riguardo il convento di San Cassiano, questo non risolve il problema della breve sequenza in cui Benedetto vede andar via il venditore ambulante Zi' Checco. Il piccolo chiostro dal quale Benedetto segue fino a che "sparisce" la macchina di Zi' Checco infatti, non è a San Cassiano e il panorama straordinario che si apre sulla valle sottostante non è la valle del Nera. Dove sarà stato girato?

Dario Morandini ha detto...

Ciao a tutti, sono un appassionato di questo film e sono sempre stato incuriosito dalle sue locations. Nel 2008 ho fatto un viaggio sulle tracce del film, seguendo le indicazioni dell'articolo su Wikipedia, che all'epoca non erano complete come adesso. Quasi per caso ho notato l'acquedotto di Nepi, che poi ho prontamente inserito in nell'articolo. Vi consiglio di dare un'occhiata all'articolo, perché di recente è stato aggiornato con una nuova location, il Sacro Speco, vicino a Narni: è proprio qui che si trova il chiostro! Tra l'altro è a pochi chilometri da San Cassiano.