venerdì 25 gennaio 2008

I bambini nel cinema: Le parole di mio padre

Solimano
Fra un po' di tempo scriverò un post sul film "Le parole di mio padre" (2002) di Francesca Comencini, che si è ispirata a due capitoli de "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo, quelli in cui Zeno (Fabrizio Rongione) racconta il rapporto col padre e la storia del suo matrimonio. Qui entrano in gioco le quattro sorelle Malfenti: Augusta (Viola Graziosi), Ada (Chiara Mastroianni), Alberta (Claudia Coli) e Anna (Camille Dugay Comencini, figlia della regista del film).
Generalmente ci ricordiamo di due sorelle, Augusta ed Ada, un po' meno di Alberta e molto meno di Anna, che è la più piccola, ha appena otto anni. Ma ha la sua importanza, perché a suo modo capisce Zeno più delle altre e lo mette anche in difficoltà. Trascrivo un brano de "La coscienza di Zeno" così tutti ricorderanno cosa combina Anna:

"Quella terza assenza di Ada doveva divenire anche piú significativa. Il caso volle ch'io scoprissi ch'essa si trovava in casa, ma rinchiusa nella sua stanza.
Devo prima di tutto dire che in quella casa v'era un'altra persona ch'io non ero riuscito a conquistare: la piccola Anna. Dinanzi agli altri essa non m'aggrediva piú, perché l'avevano redarguita duramente. Anzi qualche volta anch'essa s'era accompagnata alle sorelle ed era stata a sentire le mie storielle. Quando però me ne andavo, essa mi raggiungeva alla soglia, gentilmente mi pregava di chinarmi a lei, si rizzava sulle punte dei piedini e quando arrivava a far addirittura aderire la boccuccia al mio orecchio, mi diceva abbassando la voce in modo da non poter essere udita che da me:
- Ma tu sei pazzo, veramente pazzo!
Il bello si è che dinanzi agli altri la sorniona mi dava del lei. Se c'era presente la signora Malfenti, essa subito si rifugiava nelle sue braccia, e la madre l'accarezzava dicendo:
- Come la mia piccola Anna s'è fatta gentile! Nevvero?
Non protestavo e la gentile Anna mi diede ancora spesso allo stesso modo del pazzo. Io accoglievo la sua dichiarazione con un sorriso vile che avrebbe potuto sembrare di ringraziamento. Speravo che la bambina non avesse il coraggio di raccontare delle sue aggressioni agli adulti e mi dispiaceva di far sapere ad Ada quale giudizio facesse di me la sua sorellina. Quella bambina finí realmente coll'imbarazzarmi. Se, quando parlavo con gli altri, il mio occhio s'incontrava nel suo, subito dovevo trovare il modo di guardare altrove ed era difficile di farlo con naturalezza. Certo arrossivo. Mi pareva che quell'innocente col suo giudizio potesse danneggiarmi. Le portai dei doni, ma non valsero ad ammansarla. Essa dovette accorgersi del suo potere e della mia debolezza e, in presenza degli altri, mi guardava indagatrice, insolente. Credo che tutti abbiamo nella nostra coscienza come nel nostro corpo dei punti delicati e coperti cui non volentieri si pensa. Non si sa neppure che cosa sieno, ma si sa che vi sono. Io stornavo il mio occhio da quello infantile che voleva frugarmi.
Ma quel giorno in cui solo e abbattuto uscivo da quella casa e ch'essa mi raggiunse per farmi chinare a sentire il solito complimento, mi piegai a lei con tale faccia stravolta di vero pazzo e tesi verso di lei con tanta minaccia le mani contratte ad artigli, ch'essa corse via piangendo ed urlando.
Cosí arrivai a vedere Ada anche quel giorno perché fu lei che accorse a quei gridi. La piccina raccontò singhiozzando ch'io l'avevo minacciata duramente perché essa m'aveva dato del pazzo:
- Perché egli è un pazzo ed io voglio dirglielo. Cosa c'è di male?"


Delle quattro attrici, quella più decisamente più in parte, è proprio Camille Dugay Comencini, che si sentiva evidentemente a suo perfetto agio sul set, guidata e seguita dalla mamma e felice di vivere una esperienza nuova. Compare da sola quattro volte, ma sono apparizioni che si ricordano volentieri.

Nella prima immagine (quellla sopra al post) Anna è con gli auricolari, perché stava giocando ed ascoltando musica sul PC, e contempla desolata Zeno, entrato per la prima volta in casa Malfenti, che ha fatto cadere goffamente degli oggetti che Augusta sta raccogliendo.

Nella seconda immagine Anna tiene in braccio il suo grosso gatto siemese e sta per raccontare a Zeno una storia: Ada è fuori. Non è vero, Ada è un casa, solo che non vuole ricevere Zeno.

Nella terza immagine la situazione è analoga: Zeno è salito sul grande scalone davanti alla casa dei Malfenti ed è entrato nell'atrio in cui c'è la scala che porta all'appartamento. E' ancora la bimba che viene mandata in avanscoperta perché Ada continua a non vaolersi mostrare, ma Zeno ha mangiato la foglia e la spaventa un po' (situazione analoga a quella del libro), la bimba grida ed Ada si precipita per le scale. Zeno lascia il mazzo di fiori e se ne va perché ha definitivamente capito che Ada non vuole più vederlo.

Nella quarta immagine si vede una situazione di circa un anno dopo. Zeno non è più andato dai Malfenti e si aggira per le vie di Roma (il film è ambientato a Roma, non a Trieste) zoppicando, un po' perché ha somatizzato il rifiuto, un po' per grottesca burla. Si parla di festeggiare il compleanno di Augusta, la sorella maggiore, e Zeno andrà perché spera di vedere Ada, ma in quei giorni di Carnevale anche Anna fa una sua festa, Zeno se la vede comparire davanti non in maschera, ma col viso completamente truccato di rosso.

Nell'ultima immagine si vede che dietro la tenda Anna non è sola, ma sta distribuendo le parti fra le amiche e sta truccando quella che farà la sposina. Quale delle sorelle Malfenti (quelle più grandi)sposerà Zeno? Quella che noi non ci saremmo mai aspettati, neppure lui, fino alla fine di quella serata, ma ne parleremo.

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