sabato 15 marzo 2008

Dumbo (2)

Dumbo, di Walt Disney (1941) Regia di Ben Sharpsteen Racconto di Helen Aberson, Sceneggiatura di Otto Eglander, Joe Grant, Dick Huemer Musica: Franck Churchill, Oliver Wallace (64 minuti) Rating IMDb: 7,4

Barbara del blog Lavoretti

Secondo me Dumbo è il film più triste e al tempo stesso cinico che sia mai stato fatto, e ora vi spiego il perché.
Non lasciatevi ingannare da quelli che dicono che Bambi è la storia più commovente che c’è perché il cerbiatto perde la mamma sotto la neve e compagnia bella. E’ vero che la scena della morte di mamma cerva è molto toccante, ma non dimentichiamoci che Bambi è pur sempre un principe, anzi il principe, che tutti gli animali della foresta gli sono devoti, che il re suo padre lo prenderà sotto la sua ala protettrice e che lo aspetta un roseo futuro di amori primaverili ed eroici salvataggi.
Niente di tutto questo per Dumbo.
Ci sono due cose estremamente crudeli in questo cartone.
La prima è che Dumbo, quando nasce, è felice. Molto felice. Come tutti i piccoli che vengono al mondo Dumbo non è consapevole né della cattiveria che lo circonda (gli altri elefanti lo prendono in giro, i bambini lo scherniscono ma lui è troppo innocente per capirlo e ride convinto che vogliano giocare con lui) né della sua diversità. Ha una mamma che lo ama e gli fa le coccole e tanto gli basta, ci sono i colori del circo, le bolle di sapone, che altro serve?

La seconda è che, per tutto il film, lui non parla mai. Ragazzi, questo mi ha fatto venire la pelle d’oca, per quanto è sottile e cattivo. Non parla perché è ancora troppo piccolo, e non parla perché il dolore di quello che gli è stato fatto non è descrivibile. Questo rende Dumbo la vittima di tutte le vittime, è completamente cucciolo, completamente indifeso ed inerme. Non gli viene mai concesso di prendere una decisione, è in balia degli altri per tutta l’intera durata del film; che si tratti del direttore del circo, dei corvi o del topo Geremia, lui fa sempre quello che gli viene detto di fare e lo fa IN SILENZIO.
Io credo che Dumbo rappresenti tutta l’infanzia calpestata del mondo e il suo silenzio grida più di mille frasi retoriche. In circa ottanta minuti Disney ha detto tutto quello che c’era da dire sul rispetto nei confronti dei piccoli, sugli abusi, le sopraffazioni e l’indifferenza che ancora oggi, dopo tanti anni, riempiono le cronache.
E non lasciamoci ingannare dal fatto che alla fine l’elefantino riesca a volare: sì, questo lo salva ma non fa sì che gli altri lo trovino bello e accettino la sua diversità con amore. Gli altri lo apprezzano solo perché adesso lui è diventato ricco, perché è un fenomeno da baraccone molto redditizio.

11 commenti:

Solimano ha detto...

Barbara, benvenuta in Abbracci e pop corn, con un post che si legge di un fiato.
Credo all'incontro fra persone appartenenti a blog diversi che vada al di là dello scambio di link (a cui sono comunque contrario, ognuno dovrebbe decidere esclusivamente sulla base della sua opinione). E che vada anche al di là del sono amico del o mi ha scelto come amico il piuttosto diffuso per gli utenti Splinder.
Tutti ci troviamo di fronte al problema della visibilità e del farci conoscere, l'importante è trovare dei sistemi che non creino distrazioni dal punto fondamentale, che è quello di scrivere dei post che di per sé siano interessanti e piacevoli da leggere.
Aggiungo che, nel nostro caso particolare, siccome scriviamo esperienze e non critiche, voci diverse sono assai utili, perché due esperienze sono essenzialmente diverse, come se lo stesso film si sdoppiasse. Infatti, che su Dumbo ci fosse già un post di Giuliano non è per niente un problema, anzi, aiuta chi non ha visto il film a vederlo da punti di vista diversi. Delle critiche puoi fare la media ponderale, delle esperienze no, se sono autentiche. Questo modo è un tipico circolo virtuoso: il vantaggio è nostro, perché abbiamo esperienze in più, ed è del blog ospite perché ha visibilità che dura nel tempo, visto che nel nostro archivio i visitatori scavano. Mi auguro che i blog da noi consigliati che non l'hanno ancora fatto lo facciano, secondo le modalità per loro più opportune.

grazie e torna presto!
Solimano

Giuliano ha detto...

Per la coppia topino-elefantino, a me viene sempre in mente un paragone: la coppia Matto-Gelsomina in "La strada" di Fellini (che è di qualche anno dopo). Ci sono molte cose in comune, e forse anche il doppiatore italiano è lo stesso (però magari mi ricordo male).
Leggendo il tuo commento, sull'innocenza di Dumbo, questo particolare mi è sembrato importante.

Roby ha detto...

Carissima Barbara, la ri-lettura così lucida e spietata di un cartone animato disneyano fra i più tipici mi ha un po' spiazzato. Lì per lì è stato come un pugno nello stomaco: ma -a differenza del pugno- l'ho apprezzato molto e in linea generale l'ho condiviso. La ninna-nanna dell'elefantessa al suo picciolo, attraverso le sbarre, resta una delle scene più strazianti che io abbia mai visto al cinema, che si tratti di attori in carne ed ossa o in tavola a colori.

Abbracci volanti (anche senza piuma magica)

Roby

barbara ha detto...

solimano: ti ringrazio e condivido quello che tu dici. Il mio blog è piccolo e non riceve moltissime visite, ma la visibilità fine a se stessa mi interessa poco. Io scrivo per lo più raccontini, non ho interesse ad avere tanti commenti del tipo "ciao come va?" se poi non viene letto quello che ho scritto, che tra parentesi mi costa tanta fatica perché il tempo per scrivere io lo rubo.
Preferisco avere pochi contatti, ma di gente che legge quello che scrivo, che magari mi critica costruttivamente ma con cui comunque creo uno scambio sulla base del mio lavoro. Ecco perché la proposta di scrivere qui mi ha lusingata, qui vedo l'atteggiamento che mi piace.

Giuliano: ci rifletterò sopra :-)

Roby: ho pianto come una fontana

Grazie di nuovo a tutti

Habanera ha detto...

Benvenuta, Barbara.
E' vero, Dumbo è un film triste e credo che i bambini lo sentano. Infatti non sono mai riuscita a farlo vedere per intero alle mie nipotine che non lo amano per niente.
Sono andata a vedere il tuo blog e mi ci sono trovata benissimo. E' stata una gran bella scoperta e verrò sicuramente a trovarti spesso. Io non lascio molti commenti in giro ma in compenso leggo attentamente i post. ;-)

Ciao,
H.

gabrilu ha detto...

Barbara ho conosciuto da poco (da ieri) il tuo blog e mi è subito piaciuto, perciò sono molto contenta di vedere anche te, qui dentro.
Dumbo: credo di non averlo mai visto, al cinema e per intero, non so nemmeno io perchè. Le tue osservazioni sono molto acute ma io, a differenza di Roby, non ne sono rimasta spiazzata.
Il cinema e i cartoons della Disney hanno tutti, quale più quale meno, un doppio livello di lettura, un doppio gusto: uno molto allegro e dolce, l'altro molto caustico ed amaro. E' questo doppio livello che me li ha sempre resi particolarmente interessanti, perchè di volta in volta a seconda del mio stato d'animo durante la mia visione "autoseleziono" un aspetto e rimuovo l'altro.
Per il resto, e come anche Solimano ben sa, sono anch'io della corrente di pensiero -- a proposito di audience --- del "meglio pochi ma buoni": è per questo motivo che spesso, scherzosamente, chiamo Happy Few i frequentatori del mio blog. Ciao e alla prossima :-)

chica ha detto...

è un punto di vista che non avevo mai colto, questo, e l'ho trovato estremamente veritiero, sì sì.
viva Barbara la mia libraia di fiducia!che ci capisce di libri e anche di film! ;-)
chica

Barbara ha detto...

Habanera : grazie, non chiedo di meglio :-)

Gabrilu: sì è più o meno quello che faccio anche io.

Chica: lo sveliamo che ti ho dato cinque euro per questo commento? ;-)

giulia ha detto...

Lo condivido moltissimo... bel post davvero, Giulia

Solimano ha detto...

Bene. Quello che ha combinato Barbara e quello che abbiamo combinato noi in poche ore è un piccolo esempio, di come le cose si possono fare rapidamente, senza inutili manierismi.
Aggiungo, con vantaggio comune, sia per il blog di Barbara (Lavoretti, che trovate nei nostri Siti Consigliati), sia per noi.
Ho fiducia che la cosa prosegua in futuro, senza nessun tipo di automatismo, non si tratta certo di un banale copia/incolla e continuerò a muovermi in ottica il più possibile inclusiva verso chi è ad un buon livello sia di scrittura che di esperienza precisa con quel certo film. Niente steccati quindi, la prateria è vasta!

ancora grazie, Barbara, ed a presto!
Solimano

Anonimo ha detto...

Torno a girovagare e a leggiucchiare dopo sette anni, con la solita nostalgia. Solimano, avevi messo su un blog che ancora oggi è un bijoux. Saluti a tutti quelli della vecchia guardia che ancora passano qui di tanto in tanto.

Barbara