giovedì 21 maggio 2009

La pittura nel cinema: Carne tremula

Tiziano: "Danae" 1553-5 128 x 180 cm Museo del Prado, Madrid

Carne trémula (1997) di Pedro Almodóvar Dal romanzo poliziesco "Live Flesh" di Ruth Rendell Sceneggiatura di Pedro Almodóvar, Jorge Guerricaechevarría, Ray Loriga Con Javier Bardem (David), Francesca Neri (Elena), Liberto Rabal (Víctor) Ángela Molina (Clara), José Sancho (Sancho), Penélope Cruz (Isabel), Pilar Bardem, Álex Angulo, Mariola Fuentes, Yael Be, Josep Molins, Daniel Lanchas, María Rosenfeldt Fotografia: Affonso Beato Musica: Alberto Iglesias (la musica originale) e le canzoni "Ay mi perro", "Sufre como yo", "El rosario de mi madre", "Whirl-y-reel 2", "Somos" (103 minuti) Rating IMDb: 7.5

Solimano

In uno dei due post che ho scritto sul film "Carne tremula" (1997) di Pedro Almovodar, ho raccontato che Victor (Liberto Rabal) vorrebbe entrare nella bella casa di Elena (Francesca Neri) di cui è innamorato, mentre Elena quasi non si ricorda di lui. Victor riesce ad entrare per un equivoco: suona il campanello ed Elena apre perché crede che sia lo spacciatore di droga che sta attendendo impazientemente.


Quando Victor entra, vediamo che sulle pareti vicino alla porta ci sono due grandi riproduzioni di quadri antichi. Il primo è facilmente riconoscibile, e ne ho messo una immagine in apertura di post: si tratta della "Danae" di Tiziano che è al Museo del Prado di Madrid. E' uno dei quadri fatti per Filippo II, che noi chiameremmo favole mitologiche, ma allora li chiamavano poesie, più semplicemente.


Qui sopra metto due particolari della Danae del Prado, che non è la sola che dipinse Tiziano, ma è senz'altro la più famosa per la rappresentazione della nutrice di Danae che cerca di intercettare un po' della pioggia di monete d'oro (si tratta di Giove). Danae attende nuda sul letto che cominci a piovere, con accanto il cagnetto che dorme acciambellato.



Vengo all'altro quadro, inserendo tre immagini del film. Si tratta di un quadro più storico che mitologico: rappresenta il compianto su un eroe guerriero che è disteso morto su un letto. Non sono riuscito per il momento a rintracciare il quadro, né ho trovato notizie in rete. Sono portato a pensare che si tratti di un quadro di Nicolas Poussin o di un artista a lui vicino. Questo tema, dell'eroe morto disteso su un letto Poussin l'ha rappresentato diverse volte e metto due esempi qui sotto, due quadri eseguiti in anni molto diversi.

Poussin: "La morte di Germanico" 1627 148 x 198 cm
Institute of Art, Minneapolis

Poussin: "Il funerale di Focione" 1648 114 x 175 cm
National Museum of Wales, Cardiff

Un altro pittore a cui si potrebbe pensare è il Ribera (detto lo Spagnoletto), che usa simili disposizioni dei corpi, ma i suoi sono quadri religiosi, non mitici o storici. Ecco un esempio qui sotto.

Ribera: "Compianto su Cristo morto" 1633 157 x 210 cm
Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

A questo punto torno a Pedro Almodovar, che dimostra con l'inserimento di questi quadri un acuto senso pittorico, perché fa in modo che prendano parte al film. Guardate con attenzione i due particolari di immagini del film che metto qui sotto.


Pedro Almodovar usa gli oggetti dell'appartamento di Elena come se facessero parte dei quadri o comunque stabilissero una comunicazione, un dialogo con le rappresentazioni pittoriche. Così il lampadario sembra quasi che illumini (anzi lo illumina proprio) il bel nudo della Danae: un oggetto moderno che si inserisce come se la luce fosse quella voluta da Tiziano. Per l'altro quadro, grandi mazzi di fiori, come se anche noi onorassimo l'eroe morto. Fra i due mazzi di fiori c'è un oggetto del tutto moderno che fa pensare ad un grande orologio. Il senso del tempo che passa, tipico di tutta l'arte barocca.

Chiudo il post con altre due immagini del film di Almodovar. Le immagini sono relative agli amori di Liberto, prima con Clara (Angela Molina) poi con Elena. La felicità della rappresentazione erotica di Almodovar è grande, come si è visto nei due post che ho dedicato al film. Addirittura (basta andare a vedere le immagini), la disposizione dei corpi delle donne richiama con naturalezza quella della Danae di Tiziano.

3 commenti:

annarita ha detto...

Belli questi rimandi tra arte e cinematografia. Scoprire questi riferimenti è una delle cose che più mi piace quando guardo un film, anche se distrae dalla vicenda. L'ideale è farlo con i tuoi post. Salutissimi, Annarita

reberberaberde ha detto...

te invito a visitarmi blog:
www.fagocitosisalmodovariana.blogspot.com

mi nombre es paula, soy de argentina, gracias por tu trabajo!

Solimano ha detto...

Grazie a te, a presto!

Solimano