venerdì 1 maggio 2009

Blues brothers

The Blue Brothers (1980) di John Landis Sceneggiastura di Dan Aykroyd, John Landis Con John Belushi, Dan Aykroyd, James Brown, Cab Calloway, Ray Charles, Aretha Franklin, Steve Cropper, Donald Dunn, Murphy Dunne, Willie Hall, Tom Malone, Lou Marini, Matt Murphy, Alan Rubin, Carrie Fisher Fotografia di Stephen Katz (133 minuti) Rating IMDb: 7.9

Barbara

Tutto ebbe inizio a Woodstock nel 1968, quando un giovane cantante salì sul palco ed eseguì una versione acida di With a little help from my friends. Fu una delle esibizioni migliori del concerto e la carriera di Joe Cocker spiccò il volo. Alcuni anni dopo, nel 1975, un giovane e sconosciuto comico di origine albanese si presentò sul palco del Saturaday Night Live con una imitazione di quella performance. Era più Joe Cocker lui dello stesso Joe Cocker e la carriera di John Belushi spiccò il volo.

Quello era il primo anno in cui andava in onda uno show che, nel tempo, si sarebbe dimostrato il trampolino di lancio della generazione di comici che ha dominato gli anni ottanta (Dan Aykroid, Bill Murray, Eddie Murphy e tanti altri). Quando John Landis decise di girare il film dei Blues Brothers, nel 1979, i loro sketch e l’alchimia dei due attori protagonisti erano già rodati e ben conosciuti in America. Forse è anche per questo che tanti personaggi illustri si prestarono a comparire. E’ un po’ la stessa cosa che fanno nel piccolo gli ospiti famosi a Zelig quando vanno in trasmissione e partecipano agli scambi dei vari Ficarra e Picone, Bisio ecc.


Non vorrei dilungarmi troppo con la trama, che credo sia nota: Jack ed Elwood, due criminali da strapazzo, hanno bisogno di racimolare cinquemila dollari per salvare l’orfanotrofio dove sono cresciuti, e hanno promesso a suor Mary che lo faranno onestamente. L’idea è questa: rimettere insieme la vecchia banda con cui suonavano un tempo e tirare su il denaro attraverso le esibizioni. Tra mille peripezie, inseguimenti automobilistici paradossali, fidanzate vendicatrici, nazisti e cavallette riusciranno a dare un grandissimo show. Nel corso del film incontreranno anche parecchi veri mostri sacri della musica blues che offriranno una serie di indimenticabili cameo.

Io vorrei rendere qui onore all’immenso talento di John Belushi. Talento comico a quintali sì, ma anche un talento musicale straordinario. La colonna sonora di questo film ha una grinta incredibile che va oltre alla genialità degli arrangiamenti. E mi piacerebbe segnalare una scena in particolare tra tante, per mostrare la sua bravura d’attore. I Blues Brother e la loro band devono iniziare ad esibirsi. I ragazzi sono nervosi, molti di loro sono stati reclutati a forza. Jack ed Elwood non hanno uno straccio di contratto e devono inventarsi qualcosa. Jack allora inizia a dire che loro di ingaggio ne hanno uno fantastico, e si ferma nel primo locale che incontrano. Che qualcosa non va gli altri lo intuiscono dall’insegna: “Stasera suonano i Good Ole Boys” ma Jack è sicuro di se, dice che l’insegna è un errore ed entra.

Il locale riproduce alla perfezione un vecchio saloon, e le persone sono tutte vestite da cow boy.
Ora, il country è quanto di più distante dal soul si possa immaginare, tanto nella musica che nelle tematiche. Il country parla di cow boy che vanno all’avventura verso terre lontane , unici compagni il cavallo e il pensiero della ragazza che li aspetta a casa. Il soul è una musica di ispirazione nera (non a caso gli ospiti del film sono Ray Charles, James Brown, Aretha Franklin, Cab Calloway, John Lee Hooker) che si rivolge spesso a Dio per liberarsi da una tristezza profonda, generata dalla schiavitù, da una situazione difficile o dal tradimento (o morte o separazione) dalla persona amata.

A questo punto si intuisce lo stato d’animo di Jake che, nonostante l’ambiente, si spaccia per quelli che devono suonare lì quella sera.

Elwood chiede alla signora del bancone che musica suonino di solito e lei risponde: -Facciamo tutti e due i generi: il western e il country.

In questa sequenza la faccia di John Belushi è uno spettacolo, pur se nascosta dietro gli occhiali da sole.



Per il resto il film è strepitoso e divertentissimo. Di quelli che non stancano mai.
L’esibizione di Joe Cocker a Woodstock la trovate qui.
L’imitazione di Belushi qui.

7 commenti:

Mat ha detto...

"il film è strepitoso e divertentissimo. Di quelli che non stancano mai." - Concordo pienamente, l'ho visto centinaia di volte (praticamente conosco i dialoghi a memoria) e ammetto che è proprio questo il mio film preferito.

Arfasatto ha detto...

A me questo film non è piaciuto mai, anche se ho tentato di farmelo piacere per non sembrare quella sempre fuori del coro. E non ho mai capito come abbia fatto ad avere tutto il successo che ha avuto.
Il suo punto di forza, a quanto ho evinto anche dal tuo post, Barbara, sono gli attori; magari sono bravissimi, ma a me non sono mai rimasti simpatici; ed in un film comico è essenziale che gli attori ispirino simpatia.Non amo né John Belushi, né il buon Dan Aykroyd. Sarà una "questione di feeling"?
Ciao Barbara e saluti
ELENA

Barbara ha detto...

Mat: e che colonna sonora!

Arfasatto: sì, gli attori. E qui la cosa è personalissima.
Sai quante volte mi è capitato di vedere i film di Totò insieme al mio babbo, sghignazzando alle lacrime, con mamma che passa e dice: "ma che ci troverete?"...

Ma anche la demenzialità (es. Ray Charles che dice "mi piange il cuore a vederli ladri così piccoli" ecc.).

E le musiche. Tutta la colonna sonora riprende dei classici del soul anni cinquanta e li riarrangia con una freschezza che ancora oggi sorprende. Tanto per amore di conoscenza, se vi capita, ascoltate la versione originale di "Minnie the moocher" e quella del film. L'interprete è sempre lo stesso, ma ragazzi che differenza! Un altro confronto carino è quello di "Everybody needs sombody" tra come la fa Wilson Picket e come la fa Belushi.

Solimano ha detto...

La premessa che io sono 'gnorantissimo sulla musica della seconda metà del Novecento.
Ma.
Ma ci sono dei film in cui la mia 'gnoranza passa in secondo ordine perché l'immersione è totale.
Due film soprattutto, e questo è uno dei due, l'altro è Nashville, diversissimo come film e come musiche (su cui c'è la formidabile ironia e il senso del grottesco di Altman).
Pe quanto siano splendidi gli interventi di Calloway, Charles, Francklin non posso che dare ragione a Barbara: è John Belushi il centro del film. Aykroyd è un ottimo attore, una formidabile spalla, ma Belushi, Belushi... con la sua capacità unica di essere completamente dentro e completamente fuori, di crederci del tutto e di non crederci per niente. Gioioso e disperato, come probabilmente è stata la sua vita. Bravo anche in altri film, ma questo è il ruolo della sua vita.
Ricorderei anche la mia amata Carrie Fisher, in un ruolo divertentissimo, e come la guarda Belushi quando si toglie gli occhiali! L'impressione è che a Jon Landis, un bravo regista, niente di che, sia caduto addosso un bendidio inaspettato.
Ottimi i due link, e credo che abbiamo trovato il sistema giusto di metterli senza scatolotti ingombranti. E, va detto, ho invidiato a Barbara la scelta delle immagini, perché il raccordo col testo è fluidissimo, molto di più che se si fossero messe immagini famose ma che avrebbero un che di starsene per conto loro. Un solo post è poco, ce ne vorrebbero almeno altri due...

grazie Barbara e saludos
Solimano

Barbara ha detto...

Solimano, grazie, mi fa piacere che hai captato il senso con cui ho voluto usare le immagini!
Riguardo a Carrie Fisher, che dire?, è l'unica per cui Jack si leva gli occhiali! Peccato che abbia negli anni gettato la sua carriera.
Io sull'argomento Blues Brothers non ho molto da aggiungere, se scrivessi qualcos'altro mi limiterei a fare un lungo resoconto delle mie scene preferite, e sarei noiosa perchè sono praticamente quasi tutte.
Primo, perchè non lo scrivi tu? Così leggiamo un punto di vista diverso.

Solimano ha detto...

Barbara, la tua idea non è per niente male, perché la goduria è comune magari per motivi diversi. Sarebbe diventente farlo, magari tenendo coperta la bozza fino all'ultimo momento così avremmo ambedue un bell'effetto sorpresa. Vedremo.
Però tu dovresti fare un post sulle musiche, e sarebbe un post lungo: hai visto che non ho messo le musiche nelle note tecniche IMDb (quelle blu sopra il post)? Francamante mi sono scoraggiato: una pagina e mezzo di titoli. E non ho la competenza, mentre tu ce l'hai. A ciascuno il suo.

saludos
Solimano

sgnapis ha detto...

Barbarè ma tu mi leggi l'anima!
Questo film lo guardo stando in piedi perchè devo ballare e cantare. E' travolgente come pochi.
Loro sono bravissimi, insieme una bomba.
Concordo con Solimano, la fidanzata incavolata nera è di una bravura...e lui quando si toglie gli occhiali e la guarda...E' una scena memorabile. E la frase: io ti ho sempre amato, del nazi mentre precipitano dal ponte?
Quando voglio sfogarmi canto Aretha in Freedom e passa tutto.
Oddio non come lei, ma fa bene uguale.
Film che non ha bisogno di commenti.