domenica 22 marzo 2009

Ritratti di signori: Alan Bates

"Il passato è un paese straniero. Lì tutto si svolge in modo diverso"

The go-between (Messaggero d'amore) 1970, di Joseph Losey. Tratto dal romanzo omonimo di L.P. Hartley, sceneggiatura di Harold Pinter. Interpreti: Alan Bates (Ted Burgess), Julie Christie (Miss Marian Maudsley), Margaret Leighton (Mrs. Maudsley), Michael Redgrave (Leo da adulto), Dominic Guard (Leo da ragazzo), Michael Gough (Mr. Maudsley), Edward Fox (Hugh Trimingham), Richard Gibson (Marcus Maudsley). Musiche di Michel Legrand. Palma d'oro al Festival di Cannes 1970.

Ermione

Siamo negli anni che precedono la prima guerra mondiale, in una caldissima estate. Il tredicenne Leo (Dominic Guard) è ospite dell'amico Marcus Madsley (Richard Gibson) nel castello che la ricca ed aristocratica famiglia di questi possiede nelle campagne del Norfolk. Tra i componenti della famiglia Leo rimane affascinato dalla sorella maggiore di Marcus, la bella Marian (Julie Christie). che dimostra simpatia e gentilezza verso il ragazzo.


Durante una gita al lago, dove i giovani della famiglia si recano per fare il bagno, Leo ha modo di incontrare Ted Burgess (Alan Bates), il fattore che vive nelle terre confinanti. E' un uomo bruno, robusto, atletico e vigoroso.


Leo è spesso solo, anche perché l'amico Marcus si è ammalato di morbillo; l'unica persona che parla con lui e che si mostra gentile è Miss Marian, e il ragazzo, che vive i primi turbamenti dell'adolescenza, si innamora di lei, come può farlo un ragazzo della sua età. Si presta quindi a fare piccoli servizi, e a portare i biglietti che Marian e Ted si scambiano in segreto. Tra di loro esiste un amore impossibile e proibito, e Leo diventa il loro "messaggero d'amore" ed il depositario del loro segreto.



Leo è attratto da Marian, e prova un'istintiva simpatia per Ted Burgess, per i suoi modi schietti ed aperti, per la sua figura forte e vitale. E davvero Alan Bates, che all'epoca aveva 36 anni, è adattissimo per la parte del fattore: estremamente affascinante, i folti capelli neri, la bocca carnosa, i famosi occhi verdi espressivi e penetranti.


Nell' Inghilterra di quegli anni un amore tra una nobildonna ricca ed aristocratica ed un fattore era assolutamente impensabile; troppa la distanza fra le classi, troppa la differenza di casta, di educazione, di rango.
Quello tra Ted e Marian è un amore impossibile; anche perché la ragazza è promessa sposa a lord Hugh Trimingham (Edward Fox), elegantissimo e raffinato visconte.


La vicenda si snoda con un crescere della tensione, impalpabile ma sempre presente e ben avvertibile. Come nelle belle scene della partita di cricket, che Losey dipinge con estrema raffinatezza e gusto: i prati verdissimi, i vestiti candidi dei giocatori e delle dame che assistono, la palla che viene lanciata e ribattuta più volte. Ted Burgess è al centro dell'attenzione: "Burgess non ha alcuno stile o disciplina"; "E' un selvaggio quell'uomo".


Alla fine della partita, durante la festa serale, Ted, vestito a festa e stretto nel suo colletto inamidato, intona davanti a tutti "Take a pair of sparkling eyes", mentre Marian si siede al pianoforte, quasi con un gesto di sfida verso la famiglia. Lui canta per lei, per i suoi occhi luminosii, ma i loro sguardi non si incrociano mai.


La tragica conclusione si avvicina.
L'amico Marcus è guarito, Leo non avrà più la possibilità di fare da messaggero tra Marian e Ted. Si presta però a portare un ultimo biglietto, ma viene quasi scoperto dalla madre di lei, Mrs. Maudsley, ed è costretto a mentirle.
Alla festa per il compleanno di Leo, Marian tarda a rientrare.Mentre si scatena un temporale furioso, la madre trascina fuori il ragazzo, costringendolo a condurla oltre il giardino, alle stalle, dove i due amanti vengono scoperti e Leo ha la brutale rivelazione di cosa sia il sesso fra uomo e donna.

La tragedia si compie: Ted si uccide e Marian verrà comunque sposata dal visconte, che non vuole sentire ragioni contro di lei.

The go-between è tratto dal romanzo omonimo di L.P. Hartley ed è sceneggiato dal grande Harold Pinter, che già aveva collaborato con Losey in Il servo (1963) e L'incidente (1967). Il film vinse la Palma d'oro al festival di Cannes del 1970.

Inserisco qui sotto le immagini di Alan Bates in alcuni film da lui interpretati, in ordine cronologico.

Alexix Zorbas (Zorba il greco) , Michalis Kakoghiannis (1964)

Georgy girl, Silvio Narizzano (1966)


Women in Love, Ken Russel (1970)

Royal Flash - Richard Lester(1975)


The shout (L'australiano), Jerzy Skolimovski (1978)


The Rose, Mark Rydell (1979)


Nijinsky, Herbert Ross (1980)


Mister Frost, Philippe Setbon (1990)


The cherry orchad, Michalis Kakoghiannis (1999)


Evelyn, Bruce Beresford (2002)


7 commenti:

annarita ha detto...

Bell'esordio con un film assai intenso. Me lo hai fatto rivivere con grande piacere. Salutissimi, Annarita.

Solimano ha detto...

Benvenuta Elena.
Il ritratto di Alan Bates ci stava proprio bene, a me sarebbe venuto in mente un altro film, il primo in cui l'ho visto, Via dalla pazza folla, in cui fa un personaggio con una personalità simile, ma anche diversa. Ma comunque in quel film il centro è il personaggio di Julie Christie. Un bel film, non al livello di questo. Losey, in quegli anni, era uno dei registi più grandi, e come capacità visiva si faceva spesso il confronto con Luchino Visconti. Io preferisco Losey e in particolare "L'incidente". Trovo che in Losey la rapprentazione è finissima, ma non rischia mai il calligrafico o il libresco. Inoltre trovo grande vitalità, pur nella durezza delle storie.
Comprendo il fascino che un attore come Alan Bates ha giustamente avuto: l'ideale (in un corpo reale) per esprimere passioni amorose forti, sensuali ma senza nulla di grossier e di superficiale. E' anche divertente (e Losey ci gioca sopra da maestro), il contrasto fra la personalità espressa da Bates con le personalità più fragili della aristocrazia (nobiltà e penna). Ne "L'incidente" lo fa Stanley Baker, ma preferisco Bates.
E' venuto proprio un bel Ritratto, vedremo il prossimo. I Signori si stanno facendo rispettare, anche se le Signore per il momento sono di più. Ha in mente anch'io due Ritratti di Signori, ce n'è per tutti - e tutte.

grazie Elena e saludos
Solimano

Arfasatto ha detto...

Grazie a te per i complimenti, Annarita, ma io mio non è proprio un esordio; ho qui anche un altro ritratto di un signore del tutto particolare, il mio amatissimo ed ineguagliabile Jean-Louis Trintignant; però era stato pubblicato su Stanze all'aria, e trasferito qui da Solimano, quindi, tecnicamente, hai ragione tu: esordisco con Alan Bates; e devo dire che non mi dispiace per niente!

Giuliano ha detto...

Un saluto ad Elena, che si merita molti elogi (non per modo di dire) e che ha scelto un film interessante.
Anzi, mi hai fatto pensare che ho frequentato pochissimo Losey: uno dei miei errori a cui cercherò di rimediare.

Barbara ha detto...

Io invece di questo film non sapevo nulla.
Quando a casa mia finaìirà l'epoca dei teletubbies lo guarderò.
Grazie Elena per la dritta.

Arfasatto ha detto...

Su Losey ho esattamente le tue impressioni, Solimano. Grande regista, stile e raffinatezza, ma anche qualità e concretezza di contenuti. Il Servo e L'incidente -forse per merito di Pinter e del grande Dirk Bogarde- sono assolutamente speciali, da vedere per chi non li conoscesse. Alan Bates è un altro dei miei amori "di celluloide" insieme a Trintignant: mai visti due tipi tanto diversi, eppure così incredibilmente affascinanti e attrattivi.
Che idee proponi per i ritratti di signori? Sulle signore certo la bella Julie Christie sarebbe da prendere in considerazione, ma la conosco troppo poco...la lascio ad altri.
Grazie per tutti i supporti che mi dai, reali e non.

Arfasatto ha detto...

Per Giuliano e Barbara ho la stessa raccomandazione: avvicinatevi a Losey, oggi non si concepisce un regista e un cinema di tale qualità, raffinatezza, spessore.
Tra l'altro ho appena ritrovato un suo bellissimo Galileo: piccolo capolavoro, consigliatissssimo.