sabato 14 marzo 2009

Il lavoro nel cinema: American Beauty (1)

Kevin Spacey in American Beauty (1999) di Sam Mendes

American Beauty, di Sam Mendes (1999) Sceneggiatura di Alan Ball Con Kevin Spacey, Annette Bening, Thora Birch, Wes Bentley, Mena Suvari, Chris Cooper, Peter Gallagher, Allison Janney, Scott Bakula, Sam Robards, Barry Del Sherman Musica: Thomas Newman Fotografia: Conrad L. Hall (122 minuti) Rating IMDb: 8.5
Solimano
Il quadro della vita familiare di Lester Burnham (Kevin Spacey) compare all'inizio del film, dal racconto che lui fa di se stesso:

"Mi chiamo Lester Burnham. Questo è il mio quartiere, questa è la mia strada, questa è la mia vita. Ho quarantadue anni, fra meno di un anno... sarò morto. Naturalmente io questo ancora non lo so. E in un certo senso sono già morto. Guardatemi, mi faccio una sega sotto la doccia. Questo sarà il culmine della mia giornata. Dopodiché è tutto uno sfacelo. Questa è mia moglie, Carolyn. Vedete come i guanti su quelle cesoie armonizzano con gli zoccoli da giardino? Non è un caso. Questo è il nostro vicino, Jim. E questo è il suo amante, Jim. Accidenti, mi esaurisco solo a guardarli. Non è stata sempre così, una volta era felice… una volta eravamo felici. Mia figlia Jane, figlia unica. Jany è un'adolescente abbastanza tipica: arrabbiata, insicura, confusa... magari potessi dirle che tutto questo passerà. Ma non le voglio mentire. Mia moglie e mia figlia mi vedono come un colossale perdente... e... hanno ragione! Ho perso davvero qualcosa."

Con Carolyn Burnham (Annette Bening), sua moglie, ormai non ha più rapporti. Lei è sempre alle prese con il suo lavoro di agente immobiliare e col perbenismo familiare, basato sugli oggetti, sul giardino di rose e sulle candele sul tavolo in certe occasioni. C' è un momento in cui Lester l'abbraccia e Carolyn lo ferma subito perché potrebbero danneggiare il divano, che è costato tanti soldi. La figlia Jane (Thora Birch) non lo stima e il lavoro non sta andando bene.



A una festa scolastica Lester conosce Angela Hayes (Mena Suvari), la migliore amica di sua figlia Jane, ne rimane affascinato e comincia a darsi da fare, per il momento sognando, poi si vedrà. Angela è lusingata, ma Jane se ne accorge. La situazione spinge Lester a cambiare atteggiamento con la moglie, con i vicini e soprattutto con il suo lavoro.


Lester lavora in open space. Si capisce che è un impiegato di medio livello. Non di basso livello, perché lo spazio compreso fra i tramezzi è abbastanza grande. Non di alto livello perché altrimenti non sarebbe in open space, ma avrebbe un ufficio tutto suo. Si vede Lester sorridere, il che parrebbe strano, perché tutti sanno che in azienda è arrivato il tagliatore di teste e tutti hanno dovuto presentare una relazione sul lavoro che svolgono. Ma Lester ha ormai una idea precisa del lavoro che svolge: per 14 anni è stato as a whore for the advertising industry. Sulla base di questa realtà, cha ha sperimentato ogni giorno, si è fatto un piano di azione.


Adesso siamo al chiuso, nell'ufficio assegnato al tagliatore di teste. Come si può notare dalla ampia targa sulla scrivania, si chiama Brad Dupree ( Barry Del Sherman). E' più giovane di Lester ed appare molto sicuro del fatto suo. Dopo le solite cose che si dicono in questi casi (l'azienda è attenta ai dipendenti, il business sta cambiando etc etc), Brad Dupree legge ad alta voce la definizione che Lester ha dato del proprio lavoro. E' questa:

"Il mio lavoro consiste fondamentalmente nel mascherare il mio disprezzo per quegli stronzi dei miei capi e, almeno una volta al giorno, nel ritirarmi nel bagno degli uomini per farmi una sega, mentre fantastico su una vita che non somigli per filo e per segno all'inferno."

Brad Dupree commenta ironicamente: "Quindi non hai intenzione di mantenere questo posto di lavoro". E' proprio così e Lester parla chiaro sviluppando il concetto che darà le dimissioni solo se gli daranno un bel po' di soldi. Alla resistenza debole di Brad Dupree, che comincia a capire, Lester ribatte che ha la documentazione delle note spese con donne di un dirigente importante, e che, se Brad Dupree tenesse duro, lo denuncerebbe per adescamento sessuale. A quel punto i due si accordano rapidamente, les jeux sont faits, non mi ricordo in quali termini, ma il gradimento è reciproco e Lester si trova libero dal lavoro che ha svolto per 14 anni as a whore for the advertising industry. Che farà adesso Lester?


Si compra una automobile che da tempo sognava di avere e acquista regolarmente droga da Ricky Fitts (Wes Bentley), amico di sua figlia Jane e figlio del suo vicino di casa. Inoltre prende cura del suo fisico, un po' debilitato da quei 14 anni, sia facendo jogging con la coppia dei due Jim omosessuali, sia con la pesistica nel garage di casa sua. Vuole essere più attraente per Angela.


Carolyn è indignata dalla piega che Lester sta dando alla propria vita, e quindi anche a quella della sua famiglia, ma è anche presa dalle sue molteplici attività in casa e fuori casa.
Con Angela invece sembra che le cose procedano al meglio, ma Lester scoprirà che quella ragazza così vivace ed apparentemente così disponibile è ancora vergine: chi l'avrebbe mai detto, un'aspirante modella come lei? Quindi anche Angela, come tutti, è fatta in un modo ma la facciata è un'altra.


Lester non ha nessuna intenzione di diventare un fannullone. Vuole trovarsi un nuovo lavoro e pensa di aver trovato una opportunità che fa proprio al caso suo: la ditta si chiama Smiley, una specie di Macdonald's in cui i clienti ricevono il cibo restando il macchina. A Lester questo lavoro piace: non è impegnativo, si vede gente e ci sono dei colori vivaci nei grembiuli e nei berretti. Che si vuole di più? Il colloquio di assunzione è leggermente faticoso perché l'impiegato dice che col suo curriculum Lester avrà certamente aspettative diverse, ma poi si convince e Lester comincia il suo nuovo lavoro.


Pochi giorni dopo, si ferma una automobile di fronte al punto vendita della Smiley. Lester e la sua simpatica e grassoccia collega guardano nell'auto. Ma le due persone nell'auto sono molto imbarazzate: si tratta di Carolyn e di Buddy Kane (Peter Gallagher), il recordman dei venditori immobiliari che Carolyn ha sempre ammirato e che spera di emulare. Per il momento ci va a letto insieme, ma è evidentemente un mezzo, non un fine. Carolyn non sapeva del lavoro di Lester, il quale non sapeva dell'amante di sua moglie. Lester, dopo il primo attimo di sorpresa, prende la cosa con molto spirito e mostra con un sorriso i sacchetti col cibo ai due fedifraghi in macchina.

4 commenti:

Barbara ha detto...

In questo film c'è una battuta che io e Franti citiamo spesso.
Kevin Spacey si sta facendo una canna con il fidanzato della figlia, che a sua volta fa il cameriere in una festa.
Il capo cameriere richiama il ragazzo.
-No, sto parlando con lui- dice il ragazzo.
-Ti licenzio- minaccia il capo.
Il ragazzo, pacatissimo: -D'accordo, mi licenzi pure.
E Kevin Spacey, con tono allibito : -Sei appena diventato il mio eroe personale.

Quando qualcuno fa qualcosa contro un sistema ipocrita e ci stupisce diventa "il nostro eroe personale"...

annarita ha detto...

Mi sono persa questo film, ma sono ancora in tempo per recuperarlo. Grazie ;-)

Solimano ha detto...

Barbara, me la ricordo sì la battuta e la situazione. Il film è un incredibile incrocio di tragedia e di ridicolo. La sceneggiatura è formidabile. Erano al primo film sia il regista che lo sceneggiatore (avevano esperienza teatrale) e vinsero subito gli Oscar.
Annarita, questo film è assolutamente da vedere. Dice le cose con una chiarezza esemplare, e sul problema del lavoro, senza fare inutili moralismi, mostra lucidamente la follia sistematica di questi anni. Prova ad osservare le immagini dell'open space e del colloquio col tagliatore di teste (immagini che volutamente non ho ritoccato, lasciandole nelle dimensioni originarie): sono geometriche, a schema, come un teatro più di robot che di burattini. C'è molta verità tipicamente anglosassone, noi oscilliamo fra commozione ed indignazione, mentre la prima cosa da fare è capire veramente quello che succede oggi.

grazie e saludos
Solimano

Anonimo ha detto...

In realtà il commesso dice:
"non ti pago per stare qui fuori a fare qualunque cosa tu stia facendo"
e Ricky Fitts risponde:
"Allora non mi paghi"
ed il tipo rientra nel locale mugugnando un vaff....
Adoro questo film... è di un regista illuminato... =D