domenica 28 settembre 2008

Un altro finale per... Butch Cassidy (e per Paul)


Roby
"Mamma! E' morto Paul Newman!"
"Cosa???"
"E' morto Paul Newman, l'ho letto adesso su televideo... "
"Non è possibile! NON PUO' essere!"
"Mamma... senti, ma esattamente CHI ERA Paul Newman?"


















Come sarebbe a dire, chi era Paul Newman?

Benedetta gioventù d'oggi, possibile che una diciannovenne del 2008 non si ricordi la faccia -e soprattutto gli OCCHI- che hanno fatto sognare almeno due generazioni di sue coetanee? Possibile che non le sia mai capitato, in TV, di vedere una scena della Gatta sul tetto che scotta, o della Stangata, o di Butch Cassidy? Febbrilmente, corro a frugare in libreria, scovo una vecchia copia della rivista Esquire in versione italiana con LUI in copertina e gliela mostro, ansante.

"Ah" fa lei, vaga "ho capito"...

No, piccina mia, tu non hai capito niente. Non puoi. Non sai l'emozione di quando apparivano quegli occhi e quel fisico perfetto, sul grande o sul piccolo schermo, e dopo poco ti accorgevi che dietro la bellezza c'erano anche un cervello, un cuore, una personalità genuina. Non dirmi che hai provato qualcosa di simile davanti alle performances dei divetti di adesso, tipo Scamarcio, o Josh Hartnett, o Patrick Dempsey. Non dirmelo, perchè tanto non ci credo.

Hai presente il finale di Butch Cassidy & Sundance Kid, quello con il fermo immagine dei due antieroi che -assediati dai federali- decidono di andare incontro alla morte a viso aperto? No che non ce l'hai presente, lo so benissimo. Ma io sì. Si slanciano fuori di getto, armi in pugno, decisi a vender cara la pelle. E il film si ferma lì, giustamente, senza mostrare lo scempio dei loro cadaveri crivellati di colpi. Resteranno per sempre così, giovani e belli, maledetti ma vivi.

Al cinema, tanti anni fa, quella scena mi rimase negli occhi e nel cuore. Perchè -mi chiedevo, uscendo- perchè devono morire per forza? Sì, d'accordo, sono ladri e banditi, hanno infranto decine di leggi, sono ricercati in tutti gli Stati dell'Unione: devono, dunque, espiare.

Ma oggi lasciatemi immaginare una conclusione diversa. Lasciatemi pensare a Butch/Paul che trova un'uscita secondaria, e ad attenderlo un cavallo bianco, nervoso, veloce. E' un attimo: ne approfitta, salta in sella e via, come il vento.

Lo vedete anche voi, vero?
Sta cavalcando lassù, in alto, contro il sole. Tra poco una nuvola grigia lo nasconderà ai nostri sguardi. Ma lui, in realtà, sarà ancora lì. E ci resterà per sempre.


7 commenti:

giulia ha detto...

Posso immaginarla con te? Bellissimo ricordo, Giulia

Solimano ha detto...

Eh sì! Lo ricordo soprattutto in Butch Cassidy e in The Hustler, il film di cui ha scritto Giulia, che fra qualche giorno sarà qui.
Anche ne La gatta sul tetto che scotta, in un ruolo difficilissimo e con una partner travolgente come Liz Taylor.
Poi lo spessore umano e civile che ha sempre mantenuto in tutta la carriera.

grazie Roby, grazie Giulia
P.S. E come dimenticarne lo spirito, l'eleganza, l'ironia e l'autoironia in quel bellissimo filmaccione che fu La stangata?

Giuliano ha detto...

Aggiungo i film con Altman, "Quintet" e "Buffalo Bill", e "Mr. Hula Hoop" dei Coen, dove è grandissimo.
Ma in tutta la carriera credo che non abbia sbagliato un film. Grandissimo.

Amfortas ha detto...

Mi voglio complimentare con Roby!
Bellissimo ricordo, grazie.

ottavio ha detto...

Anche da vecchio era grande! L'avete visto nella parte del gangster spietato di "Era mio padre" di Mendes?

Roby ha detto...

Io per esempio l'ho trovato delizioso in "Intrigo a Stoccolma", anche se certo non è uno dei suoi flm più "grandi"!

Baci e saluti a tutti (ma proprio tutti tutti tutti!)

Roby

Barbara ha detto...

Bwaaaaaaaa! Sniff sniff!