domenica 30 agosto 2009

I bambini nel cinema: Gli anni in tasca (2)

L'argent de poche di François Truffaut (1976) Sceneggiatura di François Truffaut e Suzanne Schiffman Con Geory Desmouceaux (Patrick Desmouceaux), Nicole Félix (la madre di Gregory), Philippe Goldmann (Julien Leclou), Jean-François Stévenin (Jean-François Richet, il maestro), Virginie Thévenet (Lydie Richet), Chantal Mercier (Chantal Petit, la maestra), Laurent Devlæminck (Laurent Riffle), Tania Torrens (la mamma di Laurent), Francis Devlaeminck (il papà di Laurent), René Barnerias (il papà di Patrick), Sylvie Grezel (Sylvie), Katy Carayon (la mamma di Sylvie), Jean-Marie Carayon (il papà di Sylvie), Claudio e Franck Deluca (Mathieu e Franco Deluca), Richard Golfier (Richard Golfier), Pascale Bruchon (Martine), Corinne Boucart (Corinna), Marcel Berbert (il direttore della scuola) Fotografia: Pierre-William Glenn Musica: Charles Trenet "Les enfants s'ennuient le dimanche" (104 minuti) Rating IMDb: 7.6

Solimano

"I bambini recano con sé automaticamente un senso di poesia e quindi credo si debba evitare di introdurre elementi poetici in un film di bambini, in modo che la poesia nasca da sé, come un di più, come un risultato e non come un mezzo e nemmeno come uno scopo da raggiungere. Per essere più concreto trovo più poesia in una sequenza che mostra un bambino che asciuga i piatti che in un'altra dove lo stesso bambino vestito di velluto raccoglie dei fiori in un giardino al suono di un brano di Mozart.
Un sorriso di bambino sullo schermo e la partita è vinta. Ma giustamente quello che salta agli occhi quando si osserva la vita, è la gravità del bambino rispetto alla futilità dell'adulto. Per questo ritengo che si raggiungerà un maggior grado di verità filmando non solo i giochi dei bambini, ma anche i loro drammi che sono immensi e senza alcun rapporto con i conflitti tra adulti.
Gli attori adolescenti portano in un film una purezza straordinaria che non sempre si ottiene da altri professionisti; se c'è qualcosa di ridicolo nell'azione o nel dialogo, lo sentono immediatamente e non esistano a farlo notare. Sta al regista avere abbastanza modestia e flessibilità per utilizzare la freschezza e il senso del reale modificando di conseguenza questo o quel dettaglio e adattando il dialogo al giovane attore, piuttosto che costringere il giovane attore a diventare artificialmente il personaggio
".
(François Truffaut)


Patrick Desmouceaux (Geory Desmouceaux) è amico di Laurent Riffle (Laurent Devlæminck). La mamma di Laurent (Tania Torrens), fa la parrucchiera e Patrick, malgrado che abbia solo tredici anni, se ne è innamorato, specie dopo essere stato invitato ad una cena a casa della famiglia Riffle. Patrick non sa come fare per manifestare questo sentimento alla mamma di Laurent, finché deciderà di mandarle un mazzo di rose rosse. Poi si presenta a casa Riffle per vedere che cosa succede, dopo l'arrivo delle rose.


La mamma di Laurent lo riceve in vestaglia, e appena lo vede gli dice: "Ringrazia tanto il tuo papà per le rose rosse che mi ha mandato". Così Patrick impara che in amore le differenze di età a volte pesano. Anche se si ha la stessa età ci possono essere dei problemi. Con un amico un po' più sveglio di lui Patrick va al cinema con due ragazze. Finisce che l'amico, cambiando di posto durante la proiezione del film, bacia tutte e due le ragazze, mentre Patrick finge di guardare il film, ma in realtà sta pensando che in lui c'è qualcosa che non va.

A volte, per capire come è fatto il mondo, non è necessario essere dotati di binocolo: basta mettersi dietro ad un portone ed aspettare che passi questa ragazza.
"La sola critica che mi viene mossa abbastanza spesso da quando il film è uscito è che è assente la crudeltà dei bambini, ma io non ne ho mai sofferto perché ero figlio unico; credo che chi ha avuto fratelli o sorelle ha dovuto affrontare rapporti più aggressivi. E poi ho visto troppo spesso al cinema o in letteratura la crudeltà dei bambini utilizzata in modo artificioso per dimostrare l'assurdità della guerra oppure la crudeltà della guerra e così via".
(François Truffaut)



Sylvie (Sylvie Grezel) per un puntiglio capriccioso non è voluta uscire di casa mentre i genitori sono andati a mangiare al ristorante. Solo che adesso Sylvie comincia ad avere fame, ed utilizza l'altoparlante del papà, che lavora nella polizia, per informare tutto il condominio della sua disagiata condizione, accusandone i genitori. I condomini si organizzano e riescono a far pervenire per via aerea delle cibarie a Sylvie, che ha fatto finta di essere stata chiusa in casa. Ma la chiave ce l'ha lei, però vuoi mettere? Così è più divertente.




Nella prima immagine si vede il maestro Richet (Jean-François Stévenin) con la faccia un po' tirata. E' l'effetto della notte in bianco che ha passato: sua moglie ha partorito, è nato il piccolo Thomas, e il maestro Richet ne ha scritto il nome in grande col gesso sulla lavagna, proprio vicino alle tabelline.
Nelle altre immagini compare la moglie del maestro, impegnata in una attività che il piccolo Thomas mostra di gradire molto.


Prima che finisca il film si riesce a sbloccare la situazione di Patrick, ma ce ne vuole! La simpatia con Martine (Pascale Bruchon) comincia nel treno, su cui i ragazzi stanno viaggiando verso una specie di colonia estiva: Patrick e Martine si guardano dai finestrini.


La simpatia prosegue quando si incontrano camminando, i bambini da una parte, le bambine da un'altra.


La simpatia si sviluppa ulteriormente quando, in file diverse, assistono ad uno spettacolo.


Ma Patrick e Martine sarebbero ancora lì a ballare il tango con i sentimenti se non ci fosse uno scherzo architettato dagli altri: dicono a Patrick che Martine l'aspetta sulle scale perché vuole baciarlo, dicono a Martine che Patrick l'aspetta sulle scale perché vuole baciarla e i due si incontrano sulle scale.

E Patrick e Martine si baciano, finalmente, ma ce n'è voluta!




Alla fine del film si scopre il dramma di Julien Leclou (Philippe Goldmann), il ragazzo solitario che abita in quella casa-legnaia. Durante una visita medica non vuole spogliarsi. E' ricoperto di ferite, di cicatrici, di lividi. La madre e la nonna, che durante il film non si vedono mai, lo picchiano regolarmente, quasi lo torturano. Vengono ammanettate ed arrestate, Julien andrà in un istituto. Il maestro Richet, con i ragazzi della sua classe, sceglie la chiarezza, e racconta in aula non tanto quello che è successo, perché più o meno ormai lo sanno tutti, anche se non ne parla nessuno. Il maestro parla con i ragazzi di come vanno affrontate situazioni del genere e che cosa si può fare. In questo momento Richet non ha di fronte dei ragazzi ma dei giovani adulti, partecipi e responsabili.

In chiusura, una immagine d'insieme dei ragazzi di Thiers ed una fotografia di François Truffaut con alcuni dei ragazzi-interpreti che abbiamo conosciuto durante il film.


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