domenica 17 gennaio 2010

Le attrici di Rohmer (2)

Amanda Langlet e Arielle Dombasle
in "Pauline à la plage" (1983)

Solimano

Non completerò con questo post l'excursus sulle attrici presenti nei film di Erich Rohmer. Verrebbe troppo lungo; farò un altro post fra qualche tempo, forse con un taglio diverso.
L'impressione, a cui non avrei mai voluto arrivare, è che esista una specie di Rohmer touch: giovani o in età, belle o meno belle, famose o sconosciute, tutte queste attrici hanno qualcosa in comune, quando sono nei film di Rohmer: autenticità della storia individuale narrata, assenza di divismo, coinvolgimento ironico e lieve. Mentre guardiamo il film prevale il personaggio, dell'attrice ci ricordiamo dopo, magari senza saperne neppure il nome - a me è successo proprio così. Come se fossero gemme di un caleidoscopio, come se un solo film, fatto di circa trenta film, le comprendesse tutte. Come una ragnatela, ecco. La metafora usata in senso a volte laudativo a volte critico la vedo qui. Ma queste attrici, queste donne, non sono certo vittime, nella ragnatela...

Béatrice Romand e Arielle Dombasle
in "Le beau mariage" (1982)

Béatrice Romand e André Dussolier in "Le beau mariage" (1982)

In "Le beau mariage" (1982), Sabine (Béatrice Romand), finita la relazione con un uomo sposato, decide che è ora di trovarsi un buon marito. Punta Edmond (André Dussolier) che è cugino della sua amica Clarisse (Arielle Dombasle). Si comporta come se tutto fosse scontato, solo che scopre che Edmond proprio non ci pensa, non è innamorato di lei. Dopo averlo severamente sgridato, prende il treno, sentendosi umiliata e offesa, ma un giovane uomo la guarda interessato... e lì finisce il film.

Amanda Langlet in "Pauline à la plage" (1983)

Arielle Dombasle in "Pauline à la plage" (1983)

Rosette in "Pauline à la plage" (1983)

In "Pauline à la plage" Pauline (Amanda Langlet) è in vacanza al mare con la cugina Marion (Arielle Dombasle) divorziata da poco. Pauline è corteggiata da Sylvain (Simon de La Brosse), Marion da Henri (Féodor Atkine) e da Pierre (Pascal Greggory). Nel giro entra anche una ragazza, Louisette (Rosette), che fa la venditrice in spiaggia. La stagione finisce, tutti partono, e nessun rapporto continuerà. Rosette (Rosette Quéré) ha recitato fino al 2007 in circa sessanta film. E' comparsa in parti minori in altri film di Rohmer. Amanda Langlet ha recitato fino al 2000 in circa quindici film, fra cui alcuni di Rohmer. Una parte importante in "Cont d'été".
Pascale Ogier in "Les nuits de la pleine lune" (1984)

In "Les nuits de la pleine lune" (1984), Louise (Pascale Ogier), che vive con Remy ( Tchéky Karyo), decide di cambiar casa, ed ha rapporti con due uomini, Octave (Fabrice Luchini) e Bastien (Christian Vadim), trascurando Remy. Delusa, torna da Remi, ma adesso è lui a non volerla più. Per questo film, Pascale Ogier, figlia dell'attrice Bulle Ogier, vinse il premio per la migliore attrice al Festival di Venezia nel 1984. Morì poco dopo, il 25 ottobre 1984, per un attacco di cuore. Il giorno dopo avrebbe compiuto 26 anni.

Marie Rivière in "Le rayon vert" (1986)

In "Le rayon vert" (1986), Delphine (Marie Rivière), non sa come e dove passare le vacanze. Prima a Parigi, poi a Cherbourg, poi sulle Alpi. Non è contenta e cambia idea rapidamente. Infine, a Biarritz, un giovane appena conosciuto le mostra come il raggio del sole diventi per un attimo verde quando tramonta sul mare.

Joëlle Miquel in "Reinette e Mirabelle" (1987)

Jessica Forde in "Reinette e Mirabelle" (1987)

In "4 aventures de Reinette et Mirabelle", due ragazze diventano amiche. Sono Reinette (Joëlle Miquel), campagnola, e Mirabelle (Jessica Forde), parigina. Reinette è allegra, Mirabelle è malinconica. Decidono di prendere insieme un appartamento a Parigi dove debbono frequentare l'università, ma la convivenza è difficile. Joëlle Miquel ha recitato quasi solo in questo film, Jessica Forde ha interpretato una trentina di film.

Emmanuelle Chaulet e Sophie Renoir
in "L'ami de mon amie" (1987)

Blanche (Emmanuelle Chaulet) e Lea (Sophie Renoir) lavorano entrambe alla Défense. Sono amiche. Blanche confida a Lea che è innamorata di un ragazzo che non si accorge di lei. Lea cerca di aiutare Blanche, ma la conclusione sarà che con Blanche si mette il ragazzo di Lea, che si mette... col ragazzo di cui era innamorata Blanche. E tutto si aggiusta. Emmanuelle Chaulet dieci film, Sophie Renoir trenta film. Però io tifo per Emmanuelle.

Florence Darel e Anne Teyssèdre
in "Cont de printemps" (1990)

Jeanne (Anne Teyssèdre)insegna filosofia, Natacha (Florence Darel) è musicista. Nasce un complotto per cui Natacha vorrebbe far conoscere Jeanne a suo padre perché non ne sopporta l'amante. Anne Teyssèdre ha recitato in 15 fim, Florende Darel in 45. Recitano entrambe tuttora.

Charlotte Véry in "Cont d'hiver" (1992)

Félicie (Charlotte Véry) rimane incinta durante una estate al mare. Per un disguido, lei e il suo ragazzo non riescono a scambiarsi l'indirizzo. Passano cinque anni. Félicie sta allevando bene sua figlia, ed ha due uomini che le fanno la corte, un parrucchiere ed un intellettuale, ma quando, del tutto per caso, troverà il ragazzo di cinque anni prima (che non sapeva neppure che lei fosse rimasta incinta) Félicie non ha dubbi e sceglie lui. Trenta film per Charlotte Véry.

Arielle Dombasle
in "L'arbre, le maire et la médiatèque"(1993)

In "L'arbre, le maire et la médiatèque" (1993), c'è la lotta politica ed umana fra il sindaco socialista che vuole costruire una mediateca al posto di un albero secolare ed il sindaco, che difende l'albero. Fra di loro c'è Bérénice Beaurivage (Arielle Dombasle).

Clara Bellar in "Les rendez-vous de Paris" (1995)

Aurore Rauscher in "Les rendez-vous de Paris" (1995)

Veronika Johansson in "Les rendez-vous de Paris" (1995)

In "Le rendez vous de Paris" (1995) si intrecciano le storie di due ragazze rivali in amore (una delle due non sa se chi la segue è un corteggiatore o un borsaiolo), di un corteggiamento parolaio che non conduce a niente, salvo passeggiate in magnifici posti di Parigi, di un pittore che più che occuparsi dei quadri e della galleria, si occupa delle visitatrici, fra cui una svedese. Delle interpreti, Clara Bellar ha recitato in venti film, le altre solo in questo.

Sophie Renoir e Emmanuelle Chaulet
in "L'ami de mon amie" (1987)

2 commenti:

annarita ha detto...

Di Rohmer ho visto solo Gli amori di Astrea e Celadon e non basta per farmi un'idea della cifra stilistica di questo regista. La lettura di questi due post però mi ha suscitato un altro tipo di curiosità: perché certi attori o certe attrici, pur bravi, attraversano come meteore il firmamento cinematografico? Come mai non riescono a dare prova della loro bravura anche in altri film? Non sono abbastanza valorizzati? altri registi che non sanno far loro esprimere la ricchezza del talento che possiedono? Penso al nostro Visconti e a ciò che ha saputo fare con Helmut Berger e Burt Lancaster. Tuttavia è triste apprendere che brave attrici, come alcune di quelle citate nei tuoi post, siano tornate nell'oblìo e nell'anonimato oppure abbiano avuto una carriera mediocre. Salutissimi, Annarita.

Solimano ha detto...

Non credo che queste donne/attrici siano tornate nell'anonimato, anche se poi non hanno fatto carriera. Rohmer partiva dal personaggio che aveva in mente, poi sceglieva l'attrice in funzione di quel personaggio, come aspetto, come modo, secondo me anche come carattere. Senza pesantezza, senza presunzione. Rohmer ha sempre avuto una vasta nicchia di appassionati, a cui sono ben lieto di appartenere. Avendo visto e rivisto i suoi film (quasi tutti), ho preferito però non affondarmi in considerazioni, ma mettere di fronte (soprattutto a me) la continuità visiva del mondo e del modo di Rohmer. Poi vedrò. Intanto, scriverò anche un terzo post, so già come.
Annarita, tempo fa in Italia è uscito un cofanetto a buon prezzo dei primi cinque film di Rohmer. Io l'ho comprato e mi permetto di consigliartene caldamente l'acquisto. Rohmer non stufa: si possono rivedere "Ma nuit chez Maud" o "La femme de l'aviateur" per la decima volta con lo stesso coinvolgimento razionale/emotivo della prima volta.

grazie Annarita e saluti
Solimano