domenica 10 gennaio 2010

Cercando di farcela

"La maggior parte di noi vive sguazzando nelle fogne,
solo che alcuni stanno guardando le stelle
" (Oscar Wilde)

Vinicio Capossela

Cercando di farcela, di Peppe Barbera e Andrea Nataloni (2009) Con Paolo Mercuri, Andrea Bartolini, Mauro Cavalieri, Massimiliano Cardente, Stefania Menghini, Pietro Rocco, Daniele Morgoni, Andrea Croia, Chiara Postacchini, Sandro Tramandoni, Simone Forani, Claudio Bellandi Con l'introduzione di Vinicio Capossela Musiche: Duke Ellington, Art Tatum, Count Basie, Tom Waits (38 minuti circa)

Solimano

Così ha scritto il blog Hai da accendere:

SABATO 19 DICEMBRE 2009 ORE 21.30
TUTTI AL CINE-TEATRO CONTI, CIVITANOVA MARCHE, PER LA PRIMA DEL FILM
"CERCANDO DI FARCELA"

Ricordo che gli attori protagonisti del film sono i ragazzi diversamente abili del centro ANFFASS ONLUS di Civitanova Marche

Ho avuto la fortuna di vedere il film grazie al DVD che mi hanno donato Barbara e Claudio. Una fortuna, perché il breve film coinvolge, commuove, fa sorridere, anche ridere (ridere di cuore e di testa). L'idea di fare un film muto (una comica, come si diceva una volta), immerso però nelle musiche bellissime di Duke Ellington, Art Tatum, Count Basie, Tom Waits, di ambientarlo ad Ailati nel 1930, di utilizzare fra le comparse Buster Keaton e Charlie Chaplin, di tener presenti Federico Fellini e Jacques Tati (forse perfino il Baptiste di Les enfants du paradis), tutto trasmette una gioia creativa, un fare insieme a questi ragazzi speciali, uno più bravo dell'altro, evidentemente contentissimi di prendere parte al film. Mi sono buttato alla ricerca di immagini, credo di essere stato molto fortunato nel trovarne, e lascio la parola a Peppe e Andrea, che in un'intervista raccontano il loro film molto meglio di quello che posso fare io. La frase di Oscar Wilde la dice Vinicio Capossela all'inizio del film e compare nel magnifico finale, sullo schermo bianco, dopo che sono scomparsi sia il mare sia il cielo col gabbiano.


INTERVISTA AI REGISTI DEL FILM
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Eccoci finalmente a colloquio con i due registi del film “Cercando di farcela”: Peppe Barbera e Andrea Nataloni. Innanzitutto diamo l’annuncio che il film è terminato e pronto. La prima è prevista il 19 dicembre 2009 presso il Cine-Teatro Conti.

Raccontateci, per iniziare, la storia del film.
PEPPE: Spieghiamo, intanto, che il nostro è un mediometraggio in quanto ha la durata di circa 35 minuti. E’ in bianco e nero e muto. Ambientato intorno agli anni ‘20 del Novecento. Abbiamo realizzato un omaggio ai film dell’epoca ed al Grande Cinema di Buster Keaton e Chaplin. La nostra è un’opera, speriamo, “malincomica”; nel senso che oltre ad avere una struttura comica punta a far commuovere e riflettere. Ci speriamo.
ANDREA: La storia che raccontiamo nella pellicola narra delle vicende di un mimo ed un clochard. Di due disperati che tentano di farcela e che ad un certo punto diventano amici uniti dalla stessa sorte e dagli stessi sogni.
PEPPE: Come già detto è una storia con un’ambientazione retrò, ma in verità, è solo un pretesto per parlare dell’attualità. E’ una metafora.Ciò che capita ai due protagonisti, ovvero venire perseguitati dal sistema perchè colpevoli di essere liberi e sognatori, è ciò che sta succedendo in questa società dove, appunto, si cacciano via e si multano i senzatetto perchè “disturbano il decoro urbano”. In questo piccolo film parliamo degli ultimi, di emarginazione, dell’arroganza del potere, della bellezza che c’è nel rifiutare le regole. Del fascino dei sogni.

Ecco, questo aspetto del Sogno inteso come miraggio possibile, come meta, come motivo dominante dell’esistenza è un punto su cui avete insistito sin dall’inizio del film…
PEPPE: Si, l’elemento “Sogno”, si può dire, è stato il filo conduttore del nostro lavoro perchè volevamo fare un racconto che fosse un inno al Sogno. Perchè occorre custodirli i sogni, nonostante tutto. Perchè, come direbbe Jannacci, “la vita vive tra mosche e gelsomini” ma “un sogno è un sogno però è un sogno…”

Come avete organizzato questo lavoro durato un anno?
ANDREA: Per prima cosa ci siamo divisi i ruoli per competenze. Peppe ha scritto il soggetto e la sceneggiatura ed ha curato assieme a me la regia. Io ho fatto le riprese ed eseguito il montaggio. Ci siamo trovati bene anche perchè abbiamo le stesse idee estetiche, ci piacciono le stesse inquadrature.
PEPPE: Abbiamo gestito, in questo anno, un percorso a tappe. Dopo aver terminato la sceneggiatura ci siamo confrontati coi ragazzi dell’Anffas e futuri attori. Abbiamo mostrato loro il funzionamento della telecamera e di altri strumenti del cinema: dal ciak ai fari ed ai pannelli di polistirolo per le luci.
ANDREA: Poi abbiamo fatto numerosi provini coi ragazzi per assegnare ad ognuno il ruolo più consono e, dopo ciò, abbiamo realizzato lo storyboard pianificando, tramite disegni, tutte le inquadrature, scena per scena, che avremmo usato. Successivamente abbiamo dato inizio alle riprese. Infine c’è stato il montaggio.

Parliamo degli attori: come si sono comportati?
PEPPE: Prima di tutto vorrei dire che è stata una splendida esperienza lavorare coi ragazzi. Quello di cui vado fiero è l’atmosfera che s’è creata durante le riprese. C’è sempre stata molta allegria. Ci siamo tutti divertiti. Porterò questo ricordo bellissimo ovunque con me.
ANDREA: Lo stesso vale per me. Volevo aggiungere che tutti hanno recitato molto bene, Sia i ragazzi che le operatrici e gli operatori e gli amici che si sono prestati. Tutti si sono fatti dirigere con disciplina ed entusiasmo. I ragazzi si sono, tra l’altro, calati nelle parti in modo strepitoso. D’altronde anni di preparazione col teatro li hanno formati bene.

Vi ritenete soddisfatti del lavoro finale?
PEPPE: Solitamente non sono soddisfatto delle cose artistiche che realizzo, ma abbiamo raggiunto un buon livello qualitativo. Adoro questo piccolo film e spero di aver contribuito a renderlo poetico. C’ho messo le mie emozioni e le mie visioni. E spero di aver ripagato chi ha avuto fiducia in me.
ANDREA: Siamo grati dell’opportunità che c’è stata data e ci siamo impegnati un anno intero per lasciare un buon ricordo. Alla fine il nostro risultato credo sia migliore delle aspettative.

Il Trailer è qui

5 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao, sono peppe barbera. grazie davvero di questo spazio che scopro grazie a barbara e claudio. complimenti per come è gestito. esteticamente è chiaro, pulito, davvero bello. ed hai montato questo post con accortezza e, mi ripeto, senso estetico. davvero infinitamente grazie.

Solimano ha detto...

Grazie a te peppe, e complimenti. Non di facciata: l'ho visto due volte di seguito, il vostro film. Per questo ho organizzato subito il post. Poi c'è l'ONLUS, tutte ottime cose che è bene che ci siano, ma, lo dicevo a Barbara, il vostro film mi è veramente piaciuto. E non sono di contento facile. Sono uno spettatore, non un critico, scrivo esperienze, non recensioni. E la faccenda di questo blog funziona.

saluti Peppe Barbera
Solimano
P.S. Posso dirti "in c... alla balena per il futuro"? Ebbene sì, me lo permetto!

Barbara ha detto...

Di solito, quando si fanno delle cose autoprodotte,in piccolo, si dice:
-E' bello per essere una cosa fatta da gente di qui.

Il film di Peppe è bello e basta, si vede che è fatto da una persona che ama il cinema, la musica e la poesia.
Non gli servono puntualizzazioni.

Io gli auguro tutto il meglio, e ringrazio anch'io Primo per avergli dedicato un post.

Solimano ha detto...

Ottimo, Barbara. Basterebbe ricordare i due imbranati che si fanno sempre sottrarre la bicicletta, e che guardano lontano, mentre la bici è lì nella scarpata due metri sotto, i due fascisti col manganello (c'erano anche ad Ailati nel 1930), l'altalena, il gioco con le carte piacentine, la pigna enorme, il martello enorme pure lui, il medico-veterinario che ha in cura due struzzi, il mimo ed il clochard che si camuffano da prete e suora, ma debbono scappare lo stesso, il trio contrabbasso-sassofono-batteria, il passaggio dal pozzo in bianco-nero al mare e al cielo a colori, il pupazzo di paglia che diventa un essere umano (però restando con la paglia addosso) e il paese ed il giardino marchigiano, quanti ne ho visti nell'interno delle Marche di posti così!

Domani, ahimè, preparerò un post (forse due) per il regista che ho forse amato di più, Eric Rohmer, che si è spento ieri ad 89 anni. Mi viene voglia di chiudere il blog e di guardarmi dieci film di Rohmer uno dopo l'altro...

saluti Barbara
Solimano

Dodo Reale ha detto...

Salve a tutti... Vorrei solo dire che è' stato un vero piacere collaborare con Peppe e con i ragazzi della Fango e Assami, domenica presso Et'nà, sul bel lungomare sud di Civitanova. Nei 2 film proiettati bei momenti di poesia, citazioni ispirate, lampi di genio e di follia che escono un po' dal cappello del clochard e un po' dalle teste dei ragazzi di fango e assami. ;-)
Complimenti a Peppe, a Andrea, Noemi, a tutti... ma soprattutto ...agli attori! Un abbraccio
Dodo Reale