domenica 25 gennaio 2009

Ritratti di signori: Jean-Louis Trintignant

Jean-Louis Trintignant

Un homme et une femme di Claude Lelouch (1966) Sceneggiatura di Claude Lelouch, Pierre Uytterhoeven Con Anouk Aimée, Jean-Louis Trintignant, Pierre Barouh, Valérie Lagrange, Antoine Sire, Souad Amidou, Henri Chemin, Yane Barry, Paul Le Person, Simone Paris, Gérard Sire Musica: Francis Lai su testi di Pierre Barouh Fotografia: Claude Lelouch (102 minuti) Rating IMDb: 7.7

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Siamo a Deauville, inverno; una leggera nebbia, mare grigio e mosso dal vento. Lelouch dipinge con buon mestiere il paesaggio e delinea i personaggi.: una lei elegante e sottile, Anne Gauthier (Anouk Aimée), un lui gentile ed ironico, Jean-Louis Duroc (Jean Louis Trintignant ).

La scena iniziale ci mostra Jean-Louis mentre, con occhiali scuri ed il Time aperto, impartisce istruzioni allo chauffeur, che dopo poco si scopre essere il figlio che, per gioco, è alla guida della sua auto. Un uomo gentile ed ironico, appunto. Lieve come solo i francesi sanno essere. Jean-Louis e Anne si conoscono per caso, si rivedono, chiacchierano, ridono, mentre vanno da Deauville a Parigi, da Parigi a Deauville. I primi piani in bianco e nero mostrano gli sguardi, i sorrisi, le esitazioni nei visi dei due. E in effetti, in un film tutto basato sulla finezza delle espressioni e la delicatezza dei sentimenti, Trintignant era l'interprete ideale, ed il personaggio di Jean-Louis Duroc sembra ritagliato su di lui, che tra l'altro anche nella vita era un appassionato pilota, come il protagonista del film.


Attore misurato, naturale, perfetto per certi ruoli, riesce sempre ad esprimere sentimenti e sottili stati d'animo con uno sguardo, un movimento della testa, un sorriso disarmante. Poi ha questa bellezza particolare, insieme dolce e torbida, che lo rende unico, estremamente affascinante, ancor più di altri attori pur bellissimi (penso ad Alain Delon, per esempio). Ho avuto la fortuna di incontrare Trintignant durante le riprese di "Il deserto dei tartari", un bel film di Valerio Zurlini del 1976. Il cast era incredibile: Gassmann, Noiret, Von Sydow, Perrin, Rabal, Terzieff...e poi lui, Jean Louis Trintignant, che già allora era il mio attore preferito. Gentilissimo, semplice, assolutamente antidivo, sempre con la sigaretta accesa, ispirava simpatia nella troupe, con cui si sforzava di parlare italiano. Mi disse dove alloggiava, un albergo in cima alla scalinata di Trinità dei Monti, e quanto amasse l'Italia. Naturalmente me ne innamorai perdutamente.


Ma torniamo al film. Durante una gita in barca con i figli, col vento impetuoso che scompiglia i capelli e la musica che incalza, il sentimento che avvicina Anne e Jean-Louis cresce, si fa più forte. Le mani si incontrano, sembra che vogliano stringersi, ma si ritraggono.

"Ti ho visto in TV. Ti amo" è il semplice telegramma che Anne spedisce a Jean-Louis mentre questi si trova a Montecarlo, alla fine di un rally. Lui sale in auto, corre nella notte invernale attraverso i 500 km che lo separano da Deauville, per raggiungerla; anche qui la macchina da presa coglie primi piani intensi di Trintignant ad indagare espressioni e stati d'animo. Impazienza, gioia, timori. Quando fanno l'amore sembra che una lastra di acciaio gelido si sia insinuata tra di loro: è il ricordo del marito morto che non lascia Anne anche mentre è tra le braccia di Jean-Louis. Poi , l'addio alla stazione, la corsa in macchina fino a Parigi dove i due si reincontreranno abbracciandosi, ed il finale aperto: cosa accadrà fra di loro?
Il film ebbe un successo clamoroso presso il pubblico, lasciando invece la critica freddina -lo è sempre stata, con Lelouch. In verità si regge tutto sull'interpretazione di Trintignant, che diventò immediatamente celebre ed amatissimo, un vero simbolo del cinema francese. E su quella di Anouk Aimée, di cui le donne imitarono la semplice ed elegante pettinatura, il montone rovesciato e gli stivaletti, la piccola Chanel.




Per finire, una carrellata di foto di Jean-Louis, per il quale ho un'ammirazione sconfinata: buona visione.










P.S. Jean-Louis Trintignant ha recitato in 135 film. Inserisco alcune immagini disponendo i film in ordine cronologico. (s)

"Estate violenta" (1959) di Valerio Zurlini

"Il sorpasso" (1962) di Dino Risi

"La merveilleuse Angélique" (1965) di Bernard Borderie

"Un homme et une femme" (1966) di Claude Lelouch

"Z" (1969) di Costa-Gavras

"Ma nuit chez Maud" (1969) di Eric Rohmer

"La terrazza" (1980) di Ettore Scola

"Vivement dimanche!" (1983) di François Truffaut

"Trois couleurs: Rouge" (1994) di Krzysztof Kieslowski

7 commenti:

Arfasatto ha detto...

I film interpretati da Trintignant sono davvero tanti, non tutti eccelsi ma complessivamente più che degni. Io amo moltissimo il suo personaggio ne La terrazzabellissimo.,
E che dire di Jean-Louis capellone, alle prese c on la bella Angelica?
Grazie Solimano.

Solimano ha detto...

Grazie a te, Elena. E' il primo Ritratto di signori, ma io ne ho in mente altri tre che pian piano usciranno. Non credevo che Trintignant avesse fatto tanti film, e mi è dispiaciuto non mettere altre immagini, sarà per un'altra volta (però quella con Angelique sono contento di averla messa...). Se ti vengono in mente altri ritratti maschili o femminili, fammelo sapere prima, così vedo la situazione delle immagini, che aiuta molto.

saludos e buonanotte
Solimano

Giuliano ha detto...

Molto bella la foto con Milena Vukotic, che rende finalmente giustizia ad un'attrice che si è divertita spesso a farsi brutta.
Molto bella, irresistibile, la foto con la parrucca in Angelique...Non avrei mai pensato che Trintignant potesse arrivare ad assomigliare a un calciatore (per la precisione: a Grygera, terzino destro della Juve).

Grazie Elena, anche per la chiacchierata e lo scambio di mail (sempre avventuroso, ahinoi)

Arfasatto ha detto...

Solimano, idee per i ritratti di signori ne ho diverse: come sai, Alan Bates in "Messaggero d'amore", oppure Cary Grant in Sciarada o Indiscreto o Caccia al ladro; poi sarebbe bello anche un ritratto di Gian Maria Volontè, uno di Dirk Bogarde... E che dire di Julie Christie, Bette Davies, Tilda Swinton in Orlando? Quante nomi mi verrebbero.

Arfasatto ha detto...

Giuliano, sono andata a cercare foto di Grygera: ma è preciso!
Per le chiacchiere, devo dire che è un piacere chiacchierare con te.

Giuliano ha detto...

Cara Elena, la differenza è che Grygera (si pronuncia Grìghera, salvo errori: Rep.Ceca) a quel che ne so non ha dei fans club e non passa certo per essere uno dei "belli"...
Potenza delle parrucche!

Anonimo ha detto...

Film meraviglioso, attore eccellente! Tra i miei preferiti anche 'Le train' in italiano tradotto come 'Noi due senza domani' Vissidarte